Giubileo

Papa, se non arriva nelle tasche non è autentico

 CdV - "Ognuno nel suo cuore pensi se ha tropppe cose. Perché non lasciare quello che ha di troppo a chi non ha niente? Il 10, il 50 per cento di quello che ha? Spero che lo Spirito Santo ispiri qualcuno a fare questo, in un mondo nel quale l'80 per cento delle ricchezze è nelle mani meno di un venti per cento della gente".

A lanciare la proposta di ritornare all'Antico Giubileo di Israele nel quale venivano liberatio gli schiavi, rimessi i debiti e restituite le terre, ma anche donate le decime e le 'primiziè ai più poveri, è stato Papa Francesco all'Udienza Generale. "Questo - ha affermato - lo dico ricordando la nostra storia di salvezza: il Giubileo è per convertirsi, perchè il nostro cure divenga più grade più figlio di Dio". "Se il Giubileo - ha poi scandito - non arriva alle tasche non è un vero Giubileo. Questo è nella Bibbia non lo inventa questo Papa: è nella Bibbia. Il Giubileo deve essere un bene per tutti e non per alcuni".

Nella sua catechesi, Papa Bergoglio ha ricordato che nell'antico Israele ogni 50 anni "c'era una specie di condono generale, con cui si permetteva a tutti di tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilità di godere di nuovo della libertà propria dei membri del popolo di Dio". "Prescrizioni come quella del Giubileo - ha spiegato - servivano a combattere la povertà e la disuguaglianza, garantendo una vita dignitosa per tutti e un'equa distribuzione della terra su cui abitare e da cui trarre sostentamento". 
"Con il Giubileo - ha continuato Francesco - chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero cio' che gli aveva preso. Il fine era una società basata sull'uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni, come accade adesso".


Secondo Francesco, dunque, "il Giubileo aveva la funzione di aiutare il popolo a vivere una fraternità concreta, fatta di aiuto reciproco". "Possiamo dire - ha osservato - che il giubileo biblico era un Giubileo di misericordia, perchè vissuto nella ricerca sincera del bene del fratello bisognoso", mentre "nella stessa linea, anche altre istituzioni e altre leggi governavano la vita del popolo di Dio, perchè si potesse sperimentare la misericordia del Signore attraverso quella degli uomini". Si tratta di "norme nelle quali - ha rilevato il Papa - troviamo indicazioni valide anche oggi, che fanno riflettere. Ad esempio, la legge biblica prescriveva il versamento delle 'decimè che venivano destinate ai Leviti, incaricati del culto, i quali erano senza terra, e ai poveri, agli orfani, alle vedove. Si prevedeva cioè che la decima parte del raccolto, o dei proventi di altre attività, venisse data a coloro che erano senza protezione e in stato di necessità, cosi' da favorire condizioni di relativa uguaglianza all'interno di un popolo in cui tutti dovevano comportarsi da fratelli". Inoltre "c'era anche la legge concernente le "primizie", cioè la prima parte del raccolto, la parte piu' preziosa, che doveva essere condivisa con i Leviti e gli stranieri, che non possedevano campi, cosi' che anche per loro la terra fosse fonte di nutrimento e di vita".(AGI) 


10 febbraio 2016 ©