Giubileo

Papa, misericordia filo conduttore del mio itinerario

CdV - Il mistero dell'Incarnazione ci mostra il vero volto di Dio, per il quale potenza non significa forza e distruzione, bensi' amore; giustizia non significa vendetta, bensi' misericordia". Lo ha affermato Papa Francesco nel discorso d'inizio anno al Corpo Diplomatico. "E' in questa prospettiva - ha spiegato - che ho inteso indire il Giubileo straordinario della Misericordia, inaugurato eccezionalmente a Bangui nel corso del mio viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centroafricana". Secondo Francesco, "in un Paese lungamente provato da fame, poverta' e conflitti, dove la violenza fratricida degli ultimi anni ha lasciato ferite profonde negli animi, lacerando la comunita' nazionale e generando miseria materiale e morale, l'apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui ha voluto essere un segno di incoraggiamento ad alzare lo sguardo, a riprendere il cammino e a ritrovare le ragioni del dialogo".

Del resto proprio la misericordia e' stato come il "filo conduttore" che ha guidato "i viaggi apostolici di Papa Francesco gia' nel corso dell'anno passato", come ha sottolineato lo stesso Pontefice nel discorso al Corpo Diplomatico. "Mi riferisco anzitutto - ha detto - alla visita a Sarajevo, citta' profondamente ferita dalla guerra nei Balcani e capitale di un Paese, la Bosnia ed Erzegovina, che riveste uno speciale significato per l'Europa e per il mondo intero. Quale crocevia di culture, nazioni e religioni si sta sforzando, con esiti positivi, di costruire sempre nuovi ponti, di valorizzare cio' che unisce e di guardare alle differenze come opportunita' di crescita nel rispetto di tutti. Cio' e' possibile mediante un dialogo paziente e fiducioso, che sa far propri i valori della cultura di ciascuno e accogliere il bene proveniente dalle esperienze altrui". "Il mio pensiero - ha continuato Francesco - va poi al viaggio in Bolivia, Ecuador e Paraguay, dove ho incontrato popoli che non si arrendono dinanzi alle difficolta' e affrontano con coraggio, determinazione e spirito di fraternita' le numerose sfide che li affliggono, a partire dalla diffusa poverta' e dalle disuguaglianze sociali". "Nel corso del viaggio a Cuba e negli Stati Uniti d'America ho potuto abbracciare - ha ricordato - due Paesi che sono stati lungamente divisi e che hanno deciso di scrivere una nuova pagina della storia, intraprendendo un cammino di ravvicinamento e di riconciliazione". E "a Filadelfia, in occasione dell'Incontro Mondiale delle Famiglie, come pure nel corso del viaggio in Sri Lanka e nelle Filippine e con il recente Sinodo dei Vescovi, ho richiamato l'importanza della famiglia, che e' la prima e' piu' importante scuola di misericordia, nella quale si impara a scoprire il volto amorevole di Dio e dove la nostra umanita' cresce e si sviluppa". (AGI) 

(11 gennaio 2016)

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