Cronaca

Cosa sappiamo del furto della reliquia di Don Bosco

Nella tarda serata di venerdì l'urna contente la reliquia del cervello di San Giovanni Bosco è stata trafugata dal retro della parete absidale della Basilica Inferiore del Colle don Bosco, nell'astigiano. 

"Invito chi ha sottratto la reliquia a restituirla subito, senza condizioni: perché si possa chiudere questa pagina dolorosa e continuare degnamente a poter onorare la memoria di don Bosco nel suo luogo natale", è stato l'appello lanciato dall'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Sul furto indagano i carabinieri e le ricerche sono state estese a tutto il territorio nazionale, mentre si continua a perlustrare il territorio alla ricerca di possibili indizi.

"Dove fino a ieri sera c’era l’urna con le reliquie", scrive 'La Stampa', ora c’è un cartello con la scritta 'Teca in allestimento'. Attorno, nella Basilica del Colle, centinaia di fedeli e turisti, molti dei quali non sanno ancora del misterioso trafugamento dell’ampolla sacra". "Gli ultimi ad averla vista sarebbero fedeli provenienti dalla Lombardia", prosegue il quotidiano torinese, "che verso le 19 hanno lasciato la Basilica. Del furto si sono accorti i salesiani poco dopo, quando sono intervenuti per chiudere la Chiesa".  

Una reliquia particolarmente simbolica

La notizia ha destato grande eco non solo nella comunità salesiana sparsa in tutto il mondo ma anche nei tanti pellegrini che ogni giorno affollano i luoghi nativi di san Giovanni Bosco, lo straordinario educatore morto nel 1888 all'età di 72 anni. Le sue spoglie riposano in una monumentale cappella di marmo a Torino, nel Santuario di Santa Maria Ausiliatrice, ma dagli anni '60 una preziosa reliquia era custodita anche a Colle Don Bosco, nella Basilica eretta nel luogo dove il fondatore dei Salesiani nacque. 

La reliquia trafugata, una parte del cervello, è particolarmente simbolica proprio per questo: posta in un sacello dietro la parete absidale del piano inferiore della Basilica, indica il punto esatto della nascita del Santo. La chiesa, infatti, fu eretta tra il 1961 e il 1966 nel luogo dove sorgeva la Cascina Biglione, casa natale di Don Bosco, dove il padre lavorava come mezzadro. Nel 1988, in occasione del centenario della morte, la chiesa fu visitata da Giovanni Paolo II, che defini' Colle Don Bosco "Il colle delle beatitudini giovanili", e nel 2010 venne elevata a Basilica Pontificia di San Giovanni Bosco. Nel 2015, Papa Francesco, in occasione dei duecento anni dalla nascita, gli rese omaggio nella basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino. 

L'arcivescovo: "Una profonda miseria morale"

"Siamo molto addolorati per quanto è successo", dice il rettore della Basilica don Ezio Orsini, "confidiamo che Don Bosco possa toccare il cuore di chi ha commesso questo gesto e farlo ritornare sui suoi passi così come era capace di trasformare la vita dei giovani". "Siamo altresì sicuri che si possa, come è capitato, trafugare una reliquia di don Bosco ma non si possa rubare Don Bosco a noi e ai tanti pellegrini che ogni giorno visitano questi luoghi".
Per l'arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia che ha invitato i sacerdoti della diocesi a ricordare il Santo nelle celebrazioni di domani, è una notizia che "ci fa pensare a una profonda miseria morale, quella di chi sottrae un "segno" che è stato conservato per la devozione e la fede di tutti". 


03 giugno 2017 ©