Cronaca

Cosa ha davvero detto Avvenire su M5S

di Salvatore Izzo

Il chiarimento del direttore di Avvenire Marco Tarquinio ha riportato serenità dopo una giornata segnata dallo sconcerto di alcuni vescovi - riportato anche dall'AGI - per le "aperture" ai 5 Stelle rappresentate dall'intervista a Beppe Grillo pubblicata in prima pagina dal quotidiano cattolico e dall'intervista dello stesso Tarquinio al Corriere della Sera.

Opinioni personali

"Nell'intervista ho espresso le mie opinioni personali. Non ho impegnato in alcun modo il mio editore, come mai ho fatto in circostanze analoghe", ha chiarito Tarquinio in una dichiarazione al Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana "So che alcuni miei giudizi - ha ammesso Tarquinio - hanno sollevato parecchi interrogativi e non poche perplessità, anche in ambito ecclesiale. La Chiesa italiana è attenta a tutte le forze politiche che si impegnano per il bene comune, con riserva di valutarne di volta in volta le singole scelte". "Personalmente e professionalmente non voglio fare di più e non mi sento di fare di meno", ha spiegato il giornalista.

Perplessità dei presuli

Per alcuni presuli è stata infelice anche la collocazione in prima pagina del colloquio di Grillo con il quotidiano della Cei, nel quale il leader dei 5 Stelle ha consegnato ai giornalisti Arturo Celletti e Luca Mazza un manifesto della post ideologia affermando che "la gran parte delle posizioni etiche trova le sue basi nell'ideologia di chi la esprime". Il Movimento, ha affermato Grillo, "è post-ideologico: non siamo qui a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato per e su ogni argomento. Per noi è fondamentale l'autodeterminazione, intesa come la possibilità data ai cittadini di essere cittadini". Vi e' dunque da parte dei 5 Stelle (o almeno del loro fondatore) un rifiuto essere connotati ideologicamente, "neppure su questioni definite etiche".

Preoccupazione dei vescovi

Una posizione che preoccupa non poco i vescovi anche se ovviamente da parte della Chiesa c'è attenzione alla novità dei 5 Stelle, e non potrebbe essere altrimenti, perché i cattolici non sono cittadini a parte e evidentemente molti votano per questo movimento. Ma ovviamente da parte della Chiesa Italiana non c'è un passo indietro relativamente ai valori, sui quali tuttavia ciascuna forza politica può convenire. E non a caso nei giorni scorsi si è verificata una importante convergenza sulle posizioni della Cei e di Papa Francesco da parte del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, sul no al lavoro domenicale che ha "come unico risultato lo sfaldamento del nucleo familiare del negoziante e dei dipendenti, lontani dalla famiglia 7 giorni su 7".

Una sola convergenza è come una rondine...

Parole in effetti analoghe a quelle di Papa Francesco e della Cei su questo tema. Una convergenza su un solo tema, tuttavia, è come una rondine: non fa primavera. E resta valido, sottolineano i vescovi consultati da AGI, il richiamo dell'allora vescovo di Vicenza, Pietro Nonis, ai cattolici che votavano Lega: "non v'è dubbio - aveva detto il presule - che la coscienza di un cristiano deve orientarsi ad appoggiare, in politica, sistemi di valori garantiti da persone affidabili: sistemi di valori e non singoli valori che risultino sia nell'enunciazione sia alla prova dei fatti, conformi alla dottrina sociale cattolica'".


20 aprile 2017 ©