Cronaca

Caso Regeni, nuova rogatoria della Procura Roma 

Roma - La Procura di Roma ha inoltrato la nuova rogatoria sul caso legato alle torture e alla morte di Giulio Regeni, secondo i consueti canali ministeriali e, per anticipare i tempi, anche per via consolare. Il documento che le autorità egiziane dovrebbero ricevere nei prossimi giorni è stato diviso in tre parti dal Procuratore Giuseppe Pignatone e dal pm Sergio Colaiocco. 

La prima parte della nuova rogatoria contiene la richiesta di raccolta di una serie di dichiarazioni testimoniali relative sia alla scomparsa del ricercatore friulano, avvenuta il 25 gennaio scorso al Cairo, sia al ritrovamento del cadavere, che risale al 3 febbraio.

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Alla Procura di Roma interessa anche acquisire informazioni e atti riferiti alla cosiddetta banda dei cinque criminali, che avrebbero avuto un ruolo nel sequestro e nell'uccisione di Regeni, e alle modalita' del conflitto a fuoco con le forze di sicurezza cairota, anche alla luce di dichiarazioni rese a tv e organi di stampa dai familiari di questa presunta banda. Da capire, poi, come e perche', e su iniziativa di chi, alcuni effetti personali che appartenevano al 28enne ricercatore italiano siano finiti proprio nelle mani di uno dei componenti di questo gruppo criminale. 

La seconda parte della rogatoria si riferisce alla richiesta di acquisizione dei tabulati telefonici, con traffico annesso, riconducibili a ben 13 utenze di cittadini egiziani (compresi quelli della banda). Questo capitolo e' una sorta di integrazione della prima rogatoria, quella partita l'8 febbraio. La terza e ultima parte, infine, riguarda la richiesta di acquisizione delle celle telefoniche legate sempre alle zone della capitale egiziana in cui e' scomparso l'italiano ed e' stato ritrovato il corpo. 

Intanto, al Cairo,l'uomo politico egiziano Ahmed al Fadali, presidente della "Corrente indipendente" ed ex presidente del partito dei musulmani democratici, ha annunciato al quotidiano al Masry al Youm, che una delegazione composta da membri della sua corrente politica e da "rappresentanti popolari" si rechera' in Italia per parlare con vari interlocutori, tra cui forse la madre di Giulio Regeni, del 'caso' scatenato dalla morte del giovane studioso italiano.

La delegazione dovrebbe incontrare la madre di Regeni e alcuni importanti esponenti del Parlamento italiano. "L'Egitto vuole scoprire la verita' che riguarda questo caso, perche' le relazioni con l'Italia hanno delle caratteristiche uniche che non possono essere minate da singoli episodi", ha detto al Fadali. La "Corrente indipendente" e' una formazione politica extraparlamentare che e' stata esclusa dalle ultime elezioni per problemi burocratici legati alla documentazione presentata per concorrere alle consultazioni. (AGI) 

 

 

 


14 aprile 2016 ©