Cronaca

Il Papa ai sacerdoti, state con gli scartati e gli oppressi

CdV - "Come sacerdoti, noi ci identifichiamo con quel popolo scartato, che il Signore salva, e ci ricordiamo che ci sono moltitudini innumerevoli di persone povere, ignoranti, prigioniere, che si trovano in quella situazione perche' altri li opprimono". Lo ha affermato Papa Francesco nell'omelia della messa crismale celebrata in San Pietro con il clero di Roma. "Dove il Signore annuncia il Vangelo della Misericordia incondizionata del Padre nei confronti dei piu' poveri, dei piu' lontani e oppressi, proprio li' - ha spiegato - siamo chiamati a scegliere, a combattere la buona battaglia della fede".

"Ciascuno di noi, guardando la propria vita con lo sguardo buono di Dio, puo' fare - ha suggerito Francesco ai sacerdoti dellas diocesi di Roma - un esercizio con la memoria e scoprire come il Signore ha usato misericordia con noi, come e' stato molto piu' misericordioso di quanto credevamo, e cosi' incoraggiarci a chiedergli che faccia un piccolo passo in piu', che si mostri molto piu' misericordioso in futuro". "Mostraci, Signore, la tua misericordia", ha poi invocato definendo "paradossale" questo modo di pregare "un Dio sempre piu' misericordioso" e rilevando che pero' "aiuta a rompere quegli schemi ristretti nei quali tante volte incaselliamo la sovrabbondanza del suo Cuore". "Ci fa bene - ha osservato il Papa - uscire dai nostri recinti, perche' e' proprio del Cuore di Dio traboccare di misericordia, straripare, spargendo la sua tenerezza, in modo tale che sempre ne avanzi, poiche' il Signore preferisce che si perda qualcosa piuttosto che manchi una goccia, preferisce che tanti semi se li mangino gli uccelli piuttosto che alla semina manchi un solo seme, dal momento che tutti hanno la capacita' di portare frutto abbondante, il 30, il 60, e fino al cento per uno".

"La lotta del Signore - ha poi ricordato Papa Bergoglio commentando l'episodio evangelico di Gesu' sospinto verso la rupe - non e' contro gli uomini ma contro il demonio, nemico dell'umanita'. Pero' il Signore 'passa in mezzo' a coloro che cercano di fermarlo 'e prosegue il suo cammino'". E "non combatte per consolidare uno spazio di potere. Se rompe recinti e mette in discussione sicurezze e' per aprire una breccia al torrente della Misericordia che, con il Padre e lo Spirito, desidera riversare sulla terra. Una Misericordia che procede di bene in meglio: annuncia e porta qualcosa di nuovo: risana, libera e proclama l'anno di grazia del Signore".

"La Misericordia del nostro Dio - ha scandito il Papa - e' infinita e ineffabile, ed esprimiamo il dinamismo di questo mistero come una Misericordia 'sempre piu' grande', una Misericordia in cammino, una Misericordia che ogni giorno cerca il modo di fare un passo avanti, un piccolo passo in la', avanzando sulla terra di nessuno, dove regnavano l'indifferenza e la violenza". "Questa - ha concluso - e' stata la dinamica del buon Samaritano, che 'pratico' la misericordia': si commosse, si avvicino' all'uomo tramortito, bendo' le sue ferite, lo porto' alla locanda, si fermo' quella notte e promise di tornare a pagare cio' che si sarebbe speso in piu'. Questa e' la dinamica della Misericordia, che lega un piccolo gesto con un altro, e senza offendere nessuna fragilita', si estende un po' di piu' nell'aiuto e nell'amore". (AGI) 


24 marzo 2016 ©
17/03/2016 20:38

CdV - Durante il suo recente viaggio in Messico, il Papa ha visto come le persone su Instagram si uniscono per condividere momenti significativi della sua visita: in questa occasione, infatti, ci sono state oltre 10.5 milioni di interazioni sulla piattaforma. Cosi', dopo aver varcato la soglia di Twitter (dove il suo account "@Pontifex" e' seguito da 26 milioni di followers, che aumentano costantemente) Telegram e Youtube, dal 19 marzo il Papa avra' anche un profilo su Instagram, con il nome "@Franciscus", rivela monsignor Dario Edoardo Vigano', prefetto della Segreteria per le Comunicazioni della Santa Sede, il quale ha spiegato che la data scelta per l'inaugurazione del profilo coincide con la festa di San Giuseppe, a cui il Papa e' devotissimo come disse nella messa di inizio Pontificato, celebrata lo stesso giorno, nel 2013.

Le parole chiave del Pontificato, spiega il sacerdote italo-brasiliano sono "fedelta'" e "cambiamento", concetti che nella mente del Pontefice di fatto si identificano (e il frontespizio del libro piu' recente del nuovo capodicastero, edito da Rai Eri, recita infatti "Fedelta' e' cambiamento") perche', cita Vigano', come disse l'allora arcivescovo di Buenos Aires in un'intervista, "paradossalmente proprio se si e' fedeli si cambia. Non si rimane fedeli come i tradizionalisti o i fondamentalisti alla lettera. La fedelta' e' sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita".

Critico cinematografico, preside e professore alla Lateranense, monsignor Vigano' ha gia' svecchiato il Centro Televisivo Vaticano, che ha diretto dal 2011 e con il quale ha prodotto un film dedicato alla Guardia Svizzera, "L'Esercito piu' piccolo del mondo", presentato con ottime critiche al Festival di Venezia dello scorso settembre. "Da qualche mese - scrive il vaticanista di Panorama Ignazio Ingrao - Francesco ha affidato a monsignor Vigano' un compito ancora piu' impegnativo: la guida della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, il nuovo organismo creato dal pontefice lo scorso 27 giugno, con il compito di riorganizzare e ripensare 'il sistema informativo della Santa Sede' con l'obiettivo di realizzare 'un'integrazione e gestione unitaria' dei diversi enti che la compongono, cioe' il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, la Sala Stampa della Santa Sede, il Servizio Internet Vaticano, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano, L'Osservatore Romano, la Tipografia Vaticana, il Servizio Fotografico, la Libreria Editrice Vaticana". "Un compito - conclude Ingrao - molto delicato e complesso che Vigano' punta ad affrontare con lo spirito del gioco di squadra, secondo un'indicazione di fondo di Papa Francesco: 'Convergere anziche' competere e' la strategia delle iniziative mediali del mondo cattolico'". (AGI) 

16/03/2016 17:26

CdV - "Dio si è dimenticato di me!". Questa esclamazione, ha affermato Papa Francesco, "sale spontanea alle labbra di tante persone persone che soffrono, si sentono abbandonate come i nostri fratelli che stanno vivendo una drammatica situazione di esilio lontani dalla loro patria, con negli occhi le macerie delle loro case e spesso il dolore per la perdita delle persone care". "In questi casi - ha detto Bergoglio nella sua catechesi all'Udienza Generale - uno può chiedersi dove è Dio? Come è possibile che tanta sofferenza possa abbattersi su uomini, donne e bambini innocenti ai quali chiudono la porta quendo cercano di entrare da un'altra parte, e sono lì al confine perché tante porte e tanti cuori sono chiusi. I migranti di oggi che soffrono all'aria, senza cibo e non possono entrare, non sentono l'accoglienza". 
"A me piace tanto - ha poi confidato Francesco ai 40mila fedeli presenti in piazza San Pietro - quando vedo nazioni e governanti che aprono il cuore e aprono le porte". Per rinnovare il suo appello all'accoglienza, pronunicato con evidente riferimento alle chiusure di alcuni paesi europei, il Papa ha preso spunto "dalla promessa del profeta Geremia che risponde popolo esiliato che tornerà nella sua Terra". "Dio - ha scandito - non è assente nemmeno oggi in queste drammatiche situazioni". Per questo, ha concluso, "non bisogna cedere alla disperazione. Il bene vince il male e il Signore asciugherà ogni lacrima e libererà da ogni paura". (AGI) 

14/03/2016 20:53

Roma - Da marzo sotto il colonnato di San Pietro è attivo un ambulatorio - gestito dai medici dell’associazione Medicina Solidale Onlus - per i senzatetto. All’equipe medica si aggiunge anche un podologo specialista nella diagnosi e cura delle malattie dei piedi.

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14/03/2016 17:20

Genova - "Al Santo Padre Francesco inviamo con affetto il nostro augurio piu' cordiale per il suo terzo anno di Pontificato e gli assicuriamo la nostra leale obbedienza e la nostra fervente preghiera". Lo ha affermato a nome di tutti i vescovi italiani il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione tenuta a Genova ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente, convocato nel capoluogo ligure in vista del Congresso Eucaristico Nazionale del prossimo settembre. Bagnasco ha poi annunciato ai presuli che il Papa "anche quest'anno ci fara' dono della sua presenza all'Assemblea Generale di maggio, dove aprira' i lavori".

Migranti: 330 bimbi morti, che spettacolo dà l'Europa? - "Che spettacolo da' di se' l'Europa?", ha domandato il presidente della Cei, denunciando il perpetrarsi della strage dei migranti mentre molti paesi chiudono le loro frontiere ripetendo che "l'indifferenza globale e' qualcosa che grida vendetta al cospetto di Dio"."Dall'inizio del 2015 sono morte 4.200 persone, di cui 330 bambini solo nel Mar Egeo!", ha ricordato il porporato aprendo a Genova i lavori del parlamentino della Cei. "Puo' l'Europa, culla di civilta' e diritti, erigere muri e scavare fossati?", ha insisitito il cardinale rivolto ai presidenti delle Commisioni Episcopali e a quelli delle Conferenze Episcopali Regionali.

"Davanti a queste tragedie di violenza e di ingiustizia crescono timori, resistenze e, soprattutto, l'indifferenza nell'opinione pubblica mondiale", ha rilevato con sdegno il cardinale. "Noi vescovi, insieme alle nostre comunita', ci facciamo eco dei gemiti di tante vittime innocenti. Facciamo nostra la voce di popolazioni stremate dalle stragi, dalle rovine, dalla totale incertezza", ha assicurato Bagnasco evocando "i volti sfatti e terrorizzati dei bambini e dei vecchi, di questa gente che si sottopone a indicibili fatiche, stenti, pericoli, disposti a sparire fino a perdere la vita. E che spesso non vuole o non puo' piu' tornare indietro". Per Bagnasco, anche se "la vigilanza intelligente e' doverosa, e le nostre Forze dell'Ordine ne hanno dato prova anche in questi giorni" e dunque se "la strategia di integrazione non e' facile", resta aperto il quesito sul tipo di risposta che stanno dando "la Casa europea e le stesse Nazioni Unite", cioe': Ue e Onu "stanno affrontando tale cataclisma umanitario con lungimiranza ed efficacia?".

Di fronte all'emergenza immigrazione, "il nostro Paese e' sempre stato in prima linea, non solo perche' e' la 'porta d'Europa', ma soprattutto ha mostrato da subito generosita' e prontezza, pur dentro a situazioni talmente inedite che nessuna Nazione sembra essere capace di affrontare senza rifugiarsi nei soliti slogan irreali", ha rivendicato Bagnasco. "Sembra che il Paese, nel suo insieme, stia reagendo alla crisi, ma il cammino si presenta faticoso" anche perche' nell'ambito della politica "la situazione appare complessa, spesso anche litigiosa e distratta". Il cardinale Angelo Bagnasco ha fotografato cosi' il momento che vive l'Italia. "E' l'ora - ha scandito aprendo il Consiglio Episcopale Permanente - di una grande responsabilita', perche' i germogli possano diventare presto raccolto abbondante, perche' l'occupazione, la famiglia e lo stato sociale siano a portata di tutti, specialmente dei giovani che hanno diritto di farsi la propria famiglia". "I beni materiali sono certamente necessari per vivere con dignita', ma esiste un patrimonio invisibile che non ha prezzo e che non si puo' comprare: e' la fiducia, la speranza", ha ricordato il porporato richiamando l'attenzioen dell'opinione pubblica sull'"inverno demografico", documentato dai dati ISTAT del 2015 che, ha sottolineato, "sono i dati peggiori dall'Unita' d'Italia: lo scorso anno, a fronte di 653.000 decessi, le nascite sono state 488.000, mentre 100.000 italiani hanno lasciato il Paese". Per Bagnasco, "e' il sintomo di una crisi piu' profonda di quella economica". (AGI)