Cronaca

Bruxelles: Alfano, falle sicurezza preoccupazione per il futuro

Roma - "Non saro' io domani a muovere critiche al sistema di sicurezza belga. Di sicuro le falle nei sistemi di sicurezza sono la preoccupazione per il futuro". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso di 'Porta a Porta' in onda in seconda serata e dedicato agli attentati di ieri a Bruxelles e alla prevenzione del terrorismo in genere. Domani Alfano sara' nella capitale belga per prendere parte al Consiglio europeo dei ministri dell'Interno della Ue. Il riferimento del titolare del Viminale era alle notizie arrivate dalla Turchia e secondo cui uno dei kamikaze di Bruxelles, Ibrahim al Bakraoui era stato espulso e rimandato in Belgio, dove evidentemente era libero di muoversi.

Alfano ha poi parlato di deficit nella cooperazione di intelligence a livello europeo: "non funziona bene il versamento di informazioni alla banca dati europea. Tenerle per se' rende piu' deboli anziche' piu' forti, la titolarita' di informazioni fa solo credere di essere piu' forti". Secondo Alfano un 'serbatoio' unico di informazioni renderebbe invece l'Europa piu' forte, "l'implementazione delle banche dati europee e' il tema del futuro". Il ministro dell'Interno ha ricordato quindi che in Italia ci sono state 74 espulsioni di soggetti radicalizzati, tra cui 5 imam, che inneggiavano all'odio. "L'irregolare viene espulso, quelle di cui parlo io sono espulsioni legate alla sicurezza nazionale". Tra gli altri dati forniti dal ministro dell'Interno, quelli relativi a 110 mila persone controllate, tenute d'occhio e censite dal primo gennaio 2015 a oggi; controllati anche i passeggeri di 241 navi su cui si ipotizzava la presenza di persone sospette. Alfano ha parlato anche della formazione sempre piu' qualificata del personale delle forze dell'ordine in chiave antiterrorismo: 641 gli istruttori impegnati, 65 mila i poliziotti che hanno fatto attivita' formativa; 204 unita' specializzate nell'antiterrorismo; 213 operatori specializzati nella tutela di obiettivi sensibili. Quanto all'ipotesi di piazzare i metal detector all'esterno dell'aeroporto, cosi' da evitare assembramenti e quindi facile bersaglio in un'area chiusa, il ministro dell'Interno ha lasciato intendere di considerarla non praticabile, "io credo molto di piu' nel lavoro di prevenzione". E a proposito invece del livello d'allerta, "non possiamo elevarlo perche' l'attuale livello 2 e' immediatamente inferiore a quello di attacco", ha chiarito il ministro. (AGI)


23 marzo 2016 ©