Cronaca

Bruxelles: ambasciatore Italia, no feriti gravi tra italiani

Roma - "Non ci sono feriti gravi tra gli italiani". Cosi' l'ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, a Di martedi'. Grassi ha anche chiarito che il riconoscimento delle vittime, soprattutto quelle morte nell'attacco alla metro, richiederà tempo perche' si sta effettuando attraverso l'analisi del dna. "Ancora le autorità belghe non sono in grado di dare indicazioni precise sui nomi delle vittime. La ricostruzione delle identità si sta facendo attraverso il dna". Quanto agli italiani, l'ambasciatore non ha potuto escludere la presenza di vittime, poiche' a causa del "collasso della rete telefonica, alcune persone, un numero molto limitato, non si sono messe in contatto con familiari e unita' di crisi". (AGI) 


22 marzo 2016 ©
22/03/2016 22:10

Roma - La battaglia al terrorismo "non ha colore politico", per questo motivo Matteo Renzi auspica che si instauri un clima di unità nazionale per inviare una risposta comune dopo gli attentati di Bruxelles.

Alfano, alzati livelli di sicurezza in Italia ma resta allerta 2

Il premier ha convocato i capigruppo domani mattina a palazzo Chigi. Saranno presenti i ministri Alfano e Gentiloni e le autorità preposte ai servizi di intelligence. Il governo insiste sula necessità di arrivare ad una procura europea antiterrorismo, chiede che ci sia un coordinamento tra i servizi di intelligence e che non ci sia spazio per "soluzioni miracolistiche" come la chiusura delle frontiere. L'appello a mettere da parte le polemiche politiche è in qualche modo accolto da FI, meno da Lega, M5s e Fdi.

Il ministro Orlando, "serve una procura anti-terrorismo europea"

Il presidente del Consiglio in una dichiarazione alla stampa ha puntato il dito contro chi ha "colpito il cuore dell'Europa", spiegando che i killer si nascondono anche "nel cuore delle citta' europee, nelle periferie, il nemico vive protetto dentro certe zone urbane, da un atteggiamento di omertà". 
Per il premier "non e' il momento degli sciacallaggi ma neanche delle colombe". "L'Europa deve fare di piu'", e' necessario "un patto sulla sicurezza" ma il territorio - ha osservato - si presidia con militari ma anche con maestri elementari". 

De Ficchy, solo con procura Ue si fa prevenzione

Renzi ha sentito il premier belga, ha avuto colloqui telefonici con Hollande, Merkel e Juncker. "Provo disgusto per questi attacchi - ha detto - ma ora serve una strategia, serve calma, ma la rabbia la terremo perche' diventi un progetto che distrugga l'estremismo jihadista". L'obiettivo è sconfiggere il terrorismo con la stessa determinazione con la quale "le vecchie generazioni hanno combattuto il nazismo, il brigatismo e la mafia". "Noi abbiamo una sfida nuova, per certi versi inedita. E' una minaccia - ha sottolineato - che sapremo sconfiggere. Non la daremo vinta ai terroristi". 

Anche le alte cariche dello Stato hanno espresso vicinanza al popolo belga per le vittime di oggi. "Gli ultimi gravissimi attentati di Bruxelles - ha dichiarato il Capo dello Stato Sergio Mattarella - confermano tragicamente che l'obiettivo del terrorismo fondamentalista e' la cultura di liberta' e democrazia. Va ribadita la ferma convinzione che la risposta alla minaccia terroristica deve trovare saldamente uniti i Paesi dell'Unione europea. In gioco ci sono la liberta e il futuro della convivenza umana". 

Spataro, sì a procura europea ma ci vuole tempo

"Dolore e sgomento per attacco a Bruxelles e al cuore dell'Europa. Oggi piu' che mai serve risposta unitaria. Il terrorismo non ci pieghera'", ha scritto la presidente della Camera, Laura Boldrini. Per il presidente del Senato Grasso "la prima reazione politica e' di unita', coesione e fermezza. Dobbiamo ricollegarci ai valori fondanti dell'Europa: solidarieta', coesione e forza". (AGI) 

 

22/03/2016 21:54

Roma - I media belgi hanno diffuso le immagini di tre uomini, probabilmente i terroristi che hanno agito a Zaventem, catturate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto. Nelle immagini si vedono due uomini che indossano maglioni neri e spingono due carrelli ognuno con un solo guanto, quello sinistro. I guanti sarebbero serviti per nascondere i detonatori degli ordigni esplosi allo scalo. Poco distante nello scatto c'è un altro uomo con abiti chiari e un cappello in testa. Secondo le prime informazioni i primi due si sarebbero fatti esplodere nell'aeroporto, mentre il terzo è ancora ricercato.

Esaminando con attenzione le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, in cui si vedono i tre presunti attentatori dell'aeroporto di Zeventem a Bruxelles, si può notare come due di loro, quelli vestiti di nero che si sarebbero poi fatti saltare in aria, mentre spingono il carrello dei bagagli indossino ciascuno un unico guanto, quello sinistro. Secondo fonti inquirenti, citate dal quotidiano 'La Libre Belgique', si tratterebbe di un espediente per occultare i detonatori, tenendoli però al tempo stesso a portata di mano per poter azionare più in fretta la carica esplosiva che portano su di sé, presumibilmente celata sotto agli abiti. Il fatto che il terzo terrorista sia privo di tale guanto potrebbe permettere d'ipotizzare che, fin dalla pianificazione, gli fosse stato assegnato un ruolo diverso.

Intanto, sono in corso diverse perquisizioni in varie zone della città, e in particolare, secondo quanto si apprende, a Schaarbeek, quartiere a nord est della capitale che ospita una grande comunità musulmana, la procura federale ha trovato un meccanismo esplosivo contenente anch chiodi, prodotti chimici e una bandiera dello Stato islamico. 

La polizia federale belga ha diffuso un appello a eventuali testimoni oculari affinché si presentino e l'aiutino a identificare il terzo presunto attentatore dell'aeroporto di Zaventem a Bruxelles, l'unico che sarebbe sopravissuto e al quale si sta attualmente dando la caccia in tutto il Paese. Sull'account @police_temoin di Twitter è stata pubblicata la foto dell'uomo, tratta dalle riprese delle telecamere di sorveglianza, accompagnata dalla didascalia '#Terrorismo Chi riconosce quest'uomo?' scritta in lingua sia fiamminga sia francese. 

Nell'aeroporto internazionale di Bruxelles sono stati trovati in serata altri esplosivi. Lo rivela La Libre Belgique, citando una fonte della polizia, e aggiungendo che artificieri sono sul posto.

(AGI) 

22/03/2016 21:25

Bruxelles - Bruxelles e' di nuovo paralizzata, quattro mesi dopo gli attentati di Parigi, ma questa volta non c'e' spazio per le polemiche: tre bombe sono esplose questa mattina, due all'aeroporto e una nella metropolitana, causando più di 30 morti e portando il terrore nel cuore della capitale del Belgio e dell'Europa.

Da Parigi a Roma i monumenti illuminati per Bruxelles - Foto

Le autorita' belghe, accusate di eccessiva prudenza lo scorso novembre, hanno subito innalzato il livello di allarme a 4, il massimo, avviando perquisizioni a tappeto e creando perimetri di sicurezza. 

Papa, violenza cieca che porta tanta sofferenza

La dinamica degli attacchi - Pochi minuti dopo le 8, due esplosioni nella hall delle partenze all'aeroporto di Zaventem, a pochi chilometri dal centro della città, hanno provocato morti, feriti e il panico tra le migliaia di passeggeri in partenza e in arrivo nell'ora di punta di un affollatissimo martedì mattina in cui i viaggi per lavoro si mischiano con quelli per le vacanze di Pasqua.

Ecco le FOTO dei kamikaze  - A Zaventem una foto precedente all'attacco mostra tre "viaggiatori" che spingono dei carrelli con i loro "bagagli": due di loro sono probabilmente i kamikaze che si sono fatti esplodere mentre il terzo, ha detto il procuratore federale, "e' attivamente ricercato". 

Un'ora piu' tardi, nell'affollatissima metro che viaggiava tra le stazioni di Maalbeek e quella di Arts-Loi, proprio sotto le istituzioni europee, un'altra esplosione ha seminato morte e terrore anche nel centro della città.

Aeroporto e metro sotto attacco,  VIDEO - FOTO

Secondo l'ultimo bilancio del Governo belga le vittime della strage sono 31 e 250 i feriti. Undici persone sono morte all'aeroporto, 20 alla stazione della metro. Lo ha detto la ministra della sanità, Maggie De Block. 

Poco dopo e' arrivata la presunta rivendicazione dell'Isis, prima in lingua inglese, successivamente, ma solo nel pomeriggio, in francese e in arabo: "Promettiamo agli Stati crociati che si sono alleati contro l'Isis giorni bui in risposta alla loro aggressione contro di noi". Di certo, l'attacco è arrivato a meno di quattro giorni dall'arresto nel quartiere di Molenbeek di Salah Abdeslam, il kamikaze mancato di Parigi che per quattro mesi era stato l'uomo piu' ricercato d'Europa.

Bruxelles, messaggi di pace davanti alla Borsa

 

 


 

Secondo alcuni media russi, tre cittadini bielorussi, Ivan e Alexei Dobvash e Marat Yunusov, sono sospettati di avere partecipato alla realizzazione degli attentati odierni. Yunusov sarebbe originario del Dagestan ed e' in possesso della cittadinanza bielorussa e belga. Anche i servizi russi avevano segnalato a febbraio questi tre uomini alle autorita' belghe.

"Siamo stati colpiti al cuore", ha affermato il premier belga, Charles Michel. "A Zaventem e Maalbeek sono state spezzate vite di persone che si muovevano spensieratamente per andare a scuola e al lavoro, falciate dalla barbarie piu' estrema". "Il 22 marzo per il Belgio non sarà mai più una data come le altre", ha dichiarato il re Filippo in un breve discorso alla nazione.

L'ambasciatore italiano Vincenzo Grassi ha detto di non avere al momento notizia di vittime italiane, ma l'identificazione è ancora in corso e, ha ricordato senza voler creare un eccessivo ottimismo, "moltissimi italiani vivono e lavorano in questo Paese".

 

Eurostar cancella i treni da Londra

 

 

Le borse non frenano, panalizzate le compagnie aeree

Bruxelles blindata, lo choc e le prime reazioni contro il terrore - FOTO‚Äč

La città è rimasta per alcune ore completamente bloccata, e solo nel pomeriggio scuole e università sono state evacuate e i mezzi pubblici hanno ricominciato a funzionare "gradualmente". L'aeroporto resterà chiuso anche domani. Mentre continuano le perquisizioni in "numerosi luoghi" del Paese, e in particolare nel quartiere di Schaarbeek, dove e' stata trovata una bomba, materiale chimico e una bandiera dell'Isis, il Belgio e' ripiombato nell'incubo terrorismo, a poco meno di due anni dall'attentato al museo ebraico di Bruxelles che per la prima volta accese i fari sulla minaccia jihadista nella capitale d'Europa. 

DA TINTIN AL MANNEKEN PLUS, TWITTER SI FA BELGA: Da Tintin alle frites fino alla statua simbolo di Bruxelles, il Manneken Pis: dopo le stragi di Bruxelles, la solidarieta' e il rifiuto del terrorismo corrono su Twitter anche attraverso i simboli piu' amati del Belgio. Cosi' in molti hanno scelto di condividere l'immagine di un Tintin in lacrime assieme al suo inseparabile cagnolino Milou. "Il Belgio piange i suoi bambini", e' la scritta che accompagna il giovane protagonista del celebre fumetto creato nel '29 da Herge'.

Qualcun altro ha preferito esprimere la sua rabbia con una foto in cui le frites - le gustosissime patatine fritte onnipresenti nei chioschetti di Bruxelles - sono composte in una forma che ricorda il dito medio mentre sullo sfondo appaiono gli emblemi dell'Isis. Un gestaccio chiaramente rivolto a chi, ancora una volta, ha messo a ferro e fuoco la citta' cuore dell'Europa.

Guarda le foto su Twitter

Non poteva mancare anche il Manneken Pis, la statuetta in bronzo che sorge in una fontana al centro della capitale belga e rappresenta un "ragazzetto che fa pipi'". Nei messaggi su Twitter questa icona dell'indipendenza di spirito dei fiamminghi urina sui simboli del terrorismo: un kalashnikov o un involto di dinamite. (AGI)

 


 

22/03/2016 21:11

di Luciano Galassi

Roma -  "E' un'idea che abbiamo sempre sostenuto e ora, alla luce dei tremendi attentati di Bruxelles che fanno seguito a quelli di Parigi, la necessita' di creare una Procura europea antiterrorismo e' piu' che mai urgente". Cosi all'Agi il ministro della Giustizia Andrea Orlando commenta le stragi compiute nella capitale belga dai jihadisti dell'Isis. "Abbiamo verificato che lo scambio di informazioni tra procure di due Paesi, gia' esistenti in base ai rapporti bilaterali, non e' piu' sufficiente. Non puo' essere limitato alle relazioni tra gli Stati, bisogna fare di piu', creare per l'appunto una Procura europea che contrasti sia il terrorismo internazionale che la criminalita' organizzata".

L'occasione per dare un'accelerata sul tema, sottolinea il guardasigilli, c'e' gia'. "Da tempo si sta infatti discutendo dell'istituzione di una procura che combatta le frodi contro il bilancio dell'Unione. E' un primo passo che di fronte agli eventi e' pero' riduttivo rispetto alle necessita' che ci troviamo di fronte. Il Trattato di Lisbona faciliterebbe la creazione della Procura europea, a cui estendere le competenze a fenomeni di carattere transnazionale come terrorismo e criminalita' organizzata. I Paesi dell'Ue conclude Orlando - devono dotarsi di tutti gli strumenti necessari a fronteggiare l'attacco terroristico".(AGI)