Cronaca

Rabbia a funerali Varani, "ora giustizia" - VIDEO

Roma - Centinaia di parenti, amici e compagni di scuola hanno hanno danno l'ultimo saluto a Luca Varani, il 23enne vittima del barbaro omicidio di Roma, i cui funerali si sono svolti in una chiesa di Casalotti, alla periferia ovest della capitale. "Signore, perche' non hai fermato quelle mani?", si e' chiesto il parroco che ha benedetto la bara del giovane ucciso durante un festino a base di alcool e droga da Manuel Foffo e Marc Prato.


I media sono stati tenuti fuori dalla chiesa durante la messa, conclusasi con un lungo applauso e il coro "giustizia, giustizia".

Indagini, si cerca ragazza che vide Varani due ore prima del delitto 

Il padre di Marc Prato, uno dei sue assassini, ha scritto su Facebook di pregare affinche' "la Misericordia del Dio buono non abbandoni nessuno nella disperazione, stia vicino a coloro che piu' soffrono, coltivi sentimenti che, senza annullare le colpe, lascino uno spiraglio alla pieta' umana". (AGI)
 


19 marzo 2016 ©
13/03/2016 10:50

Napoli - Una transessuale di 64 anni è stato ucciso la notte scorsa a Napoli al culmine di una violenta lite con - affermano gli inquirenti - un uomo di 33 anni di Pozzuoli, fermato in mattinata. Una telefonata arrivata alla polizia alle 2,30 segnalava in viale Giochi del Mediterraneo, nel quartiere di Fuorigrotta, un cadavere in una 500 bianca. Salvatore Piscopo, incensurato, aveva un profondo taglio alla gola. Inquirenti ed investigatori mantengono il piu' stretto riserbo sul motivo della lite e sulla dinamica del delitto. (AGI) 

12/03/2016 18:15

Roma - "Volevo uccidere mio padre, forse ho fatto tutto questo per vendicarmi di lui". E' uno dei passaggi choc del secondo interrogatorio reso ieri a Regina Coeli da Manuel Foffo, accusato di aver ucciso Luca Varani insieme con Marco Prato al termine di un festino a base di alcol e cocaina e dopo ripetute sevizie. "E' una ammissione complessa, da contestualizzare - spiega all'Agi Michele Andreano, legale del giovane -. Al pm Manuel ha effettivamente raccontato di aver 'perso la testa' proprio dopo che, parlando con Prato, durante quei tragici momenti, era venuto fuori il discorso del padre. Ha delineato un rapporto molto doloroso, difficile, conflittuale con lui, ha lamentato di essere stato lasciato ai margini delle attivita'. Ma anche questa appare una circostanza non vera". (AGI) 

11/03/2016 15:05

Roma - Fino ad oggi sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore 28enne di origine friuliana sparito al Cairo il 25 gennaio scorso e trovato morto otto giorni dopo, si sono confrontate piu' volte le polizie italiane ed egiziane. Con scarsi risultati. Ma lunedi' prossimo, quando il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco andranno in trasferta al Cairo, accogliendo un preciso invito della diplomazia, l'indagine potrebbe segnare un primo, significativo, punto di svolta. Nella capitale egiziana, infatti, i magistrati romani incontreranno il procuratore generale della Repubblica Araba d'Egitto, Nabil Ahmed Sadek, l'equivalente del procuratore generale della nostra Cassazione. Quindi, un superiore gerarchico di Ahmed Nagy, il responsabile della Procura di Giza, che nelle ultime settimane sulla vicenda Regeni ha offerto piu' versioni, non sempre coincidenti fra loro.

Difficilmente, in occasione di questa trasferta verra' svolta un'attivita' istruttoria in senso stretto anche se non si puo' escludere che a Pignatone e Colaiocco possano essere mostrati importanti atti dell'indagine condotta in Egitto e non ancora consegnati al nostro team investigativo. Gli inquirenti italiani, dal canto loro, sono pronti ad ascoltare tutte le proposte della controparte per concordare e definire nuove linee guida delle rispettive inchieste all'insegna di una piu' proficua collaborazione fra autorita' giudiziarie. Il tutto con l'obiettivo di raggiungere la verita' sull'omicidio di Giulio Regeni.

La presenza in Egitto del procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, "e' il segno della volonta' dell'Italia di andare a fondo nel caso di Giulio Regeni", ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e dimostra l'impegno italiano di chiedere all'Egitto "una cooperazione effettiva, piena e trasparente" nella gestione del caso.

Intanto il governo egiziano ha giudicato "inaccettabile" la dichiarazione approvata ieri dal parlamento europeo che condanna la tortura e l'assassinio di Regeni. In una nota, il ministero degli Esteri del Cairo afferma che "la risoluzione ha trascurato e omesso i risultati di un'indagine in corso in merito all'assassinio del ricercatore italiano". La risoluzione del parlamento europeo sostiene che la vicenda Regeni non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un contesto di torture, morti di detenuti e rapimenti. L'ambasciatore dell'Unione europea al Cairo, James Moran, ha dichiarato che la Ue intende continuare la cooperazione con l'Egitto nel settore dei diritti umani. "L'Ue intende sviluppare la cooperazione con l'Egitto in tutti i campi nel prossimo periodo, compresi i settore dell'energia, dello sviluppo economico e dei diritti umani", ha detto Moran durante un incontro con il ministro della Cooperazione internazionale Sahar Nasr. (AGI) 

09/03/2016 11:55

Messina - Non ce l'ha fatta Rebecca Lazzarini, la ragazza di 14 anni travolta a Messina da un automobilista nella tarda serata di ieri. L'uomo, di 32 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari con l'accusa di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. La polizia municipale sta cercando di ricostruire la dinamica del tragico incidente costato la vita alla studentessa del liceo scientifico Seguenza. La ragazza viveva a Pezzolo, villaggio collinare di Messina. L'incidente si è verificato a Mili Marina, lungo la Strada statale 114, poco prima delle 23, quando la ragazza stava camminando sul ciglio della strada, di ritorno sembra da un locale vicino per festeggiare il compleanno di un cugino. A poca distanza il padre. All'improvviso è piombata una Bmw serie 1. Inutile la corsa in ambulanza verso il Policlinico. (AGI)