Cronaca

Nuova strage di migranti, 30 annegati al largo della Libia

Roma - Almeno 30 migranti sono annegati quando i 3 barconi a bordo del quale si trovavano si sono capovolti a largo delle coste occidentali libiche. Lo riferisce la guardia costiera di Al-Zawia citata dal sito Libya Observer secondo il quale 3 barconi con 500 persone a bordo sono stati invece intercettati e i migranti a bordo tratti in salvo a largo delle coste di Mellitah. La guardia costiera ha dato alle fiamme i tre barconi superstiti dopo aver salvato le persone a bordo. (AGI)


19 marzo 2016 ©
09/02/2016 08:43

Washington - Un incontro lungo 40 minuti più del previsto quello di ieri tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Barack Obama alla Casa Bianca, a testimonianza l'importanza dell'Italia come partner per gli Usa e dell'importanza dei temi in gioco.

"I legami tra Italia e Stati Uniti non potrebbero essere più stretti", ha tenuto a sottolineare Obama al termine della riunione, la prima per Mattarella da capo dello Stato alla Casa Bianca dove è stato accompagnato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Il presidente americano ha parlato di una "grande affinità, da subito" con Mattarella che come lui è stato professore di diritto costituzionale. "Come stretti alleati Nato e membri della campagna contro Isis - ha proseguito il comandante in capo - abbiamo discusso della situazione in Iraq e Siria e ho ringraziato il presidente per il forte contributo dell'Italia nell'addestramento delle forze di polizia...e per il cruciale ruolo che avrà l'Italia nella protezione della diga di Musul, una questione di estrema importanza per il popolo iracheno".

Sul tavolo anche la Libia e lo sforzo comune per la creazione di un governo di unità nazionale senza il quale gli Stati Uniti hanno escluso la possibilità di un intervento militare.

Sulla crisi dei migranti, che Obama ha definito una "questione globale" e non solo europea, il presidente Usa ha illustrato a Mattarella la sua proposta, ancora allo stato embrionale, di affidare alla Nato un ruolo anche umanitario. Un tema con il quale discuterà anche con il premier italiano Matteo Renzi e con il presidente francese Francois Hollande mentre con la cancelliera Angela Merker ne ha già discusso. 

Mattarella, ringraziando Obama per l'invito , ha sottolineato come l'amicizia tra i due paesi che da 70 anni "sanno di poter contare l'uno sull'altro" consentirà di "superare le molte nuove sfide che si presenteranno e di sconfiggere i nemici della pace, della libertà e dei diritti umani".

Contro il terrorismo e di fronte alla attuale tragedia dei rifugiati "è nel quadro transatlantico che possiamo sperare di avere successo - ha rimarcato Mattarella - e ovviamente l'Italia e gli Stati Uniti sono impegnati insieme".

In vista delle prossime tappe dalla missione del capo dello Stato, a New York e a Houston, "sono sicuro che ovunque andrà - ha concluso Obama - riceverà la stessa calorosa accoglienza non solo per gli incredibili legami tra l'Italia e l'America ma anche per gli straordinari sacrifici compiuti dai nostri popoli per creare un mondo migliore". (AGI) 

01/02/2016 09:46

Parigi - Vi e' un "serio rischio" che i terroristi dello Stato islamico possano infiltrarsi tra i profughi che dalla Libia raggiungono le coste dell'Italia meridionale. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. Secondo il rappresentante del governo di Parigi vi e' "urgente necessita'" di trovare una soluzione politica alla crisi in Libia per contrastare l'espansione dell'Isis. Il ministro ha evidenziato che lo Stato islamico si trova a soli 350 chilometri dall'isola italiana di Lampedusa, il punto di approdo per migliaia di migranti e rifugiati che lasciano l'Africa per raggiungere l'Europa.

"Quando arrivera' il bel tempo c'e' il rischio che i combattenti possano affrontare la traversata mischiandosi ai rifugiati. E' un pericolo serio", ha detto Le Drian alla tv francese. "Siamo consapevoli del rischio che il conflitto nel Levante (Siria e Iraq), dove stiamo iniziando a vedere alcuni risultati positivi, possa trasferirsi in Libia", ha aggiunto il ministro, aggiungendo che una soluzione politica in Libia e' "l'unico modo per sradicare" il problema.

Media arabi, Isis ha trafugato gas sarin da Tripoli

Intanto si diffonde il timore che Lo Stato islamico sia entrato in possesso di gas sarin in Libia. Lo riferiscono "fonti informate" al quotidiano arabo "Asharq al Awsat". In particolare, i miliziani del "califfato" avrebbero trafugato composti chimici dal compound nell'area di Bab al Huriya, una delle porte della capitale Tripoli, per inviarli nella loro roccaforte di Sirte. Lo scorso 15 dicembre il cugino del colonnello libico Muhammar Gheddafi ed ex ufficiale d'intelligence, Ahmed Qaddaf Al Dam, aveva denunciato sempre dalle colonne di "Asharq al Awsat" che gruppi estremisti in Libia "hanno sequestrato grandi quantita' di gas sarin". Secondo Qaddaf al Dam, il sarin era stoccato nel sud del paese ed era stato trasferito ad alcune citta' del nord, tra cui la capitale Tripoli. Anche nel febbraio del 2015 lo stesso quotidiano pan-arabo edito aLondra "Asharq al Awsat" aveva riferito che armi chimiche provenienti dall'arsenale del regime di Gheddafi sarebberofinite nelle mani di non meglio precisate "milizie islamiste". Il sarin e' un gas nervino inodore e incolore classificato come arma chimica di distruzione di massa.Un'adeguata concentrazione di vapori e' in grado di attraversare la pelle, rendendo non sufficiente l'uso di unamaschera antigas. Il 20 marzo 1995, il sarin fu utilizzato per l'attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo daparte della setta religiosa Aum Shinrikyo. Nell'agosto 2013 e' stato utilizzato in un attacco con razzi ad un sobborgo di Damasco. (AGI) .

15/01/2016 07:47

Palermo - Nave 'Dattilo' della Guardia costiera ha soccorso nella notte, al largo della Libia, un gommone in difficolta' con a bordo 131 migranti. E stamane arrivo ad Augusta (Siracusa) dei 453 tratti in salvo ieri dalle navi 'Spica' e 'Aliseo' della Marina militare, intervenute in aiuto di quattro gommoni alla deriva nel Canale di Sicilia.

(15 gennaio 2016)

30/12/2015 19:30

Roma - Quando riprendera' il trattato di amicizia e partenariato con l'Italia, "il nuovo governo libico sara' in grado controllare le migrazioni clandestine, con il sostegno dell'Unione europea". Lo ha assicurato, in un'intervista all'AGI, l'incaricato d'affari libico in Italia, Azzedin Al Awami. "La Libia soffre di immigrazione illegale piu' di altri Paesi, a causa dell'ampiezza del confine di mare e di terra, lungo piu' di 7mila chilometri", ha aggiunto Al Awami. Il diplomatico, rappresentante del governo di Tobruk, ha parlato del ruolo dell'Italia e ha sottolineato che dal punto di vista militare "potra' limitarsi solamente al sostegno logistico all'esercito legittimo libico". Il governo italiano "dovra' dimostrare la capacita' di dialogare con le parti libiche che hanno realmente una base popolare nella societa', in tutte le direzioni, non solo con le fazioni sostenute dalle milizie armate", ha aggiunto Al Awami. Per la formazione del nuovo governo libico restano alcuni ostacoli: "I piu' importanti", ha spiegato il diplomatico, "sono rappresentati dalla presenza delle milizie armate che controllano alcune zone, dalle esigenze diverse delle fazioni" e delle potenze regionali, "nonche' dalla mancanza di esperienza politica per poter lavorare con equilibrio nella dichiarazione costituzionale per quanto riguarda i meccanismi di formazione del governo e infine votare la fiducia". (AGI)

(30 dicembre 2015)