Cronaca

Corruzione per scuola Marescialli, chiesti due anni per Verdini

Roma. - La condanna di Denis Verdini a due anni di reclusione e' stata chiesta dal pm Ilaria Calo' nel processo in cui l'attuale senatore e fondatore di Ala e' accusato di concorso in corruzione nel procedimento stralcio sulle irregolarita' che hanno caratterizzato l'appalto per la Scuola marescialli di Firenze. Secondo il pubblico ministero, ci sono le prove, soprattutto a livello di intercettazioni, per dimostrare che "Verdini agi' insieme all'imprenditore Riccardo Fusi, titolare della Btp, puntando a conseguire, sempre insieme, il risultato che lo stesso Fusi si prefiggeva", e cioe' la restituzione alla sua impresa del cantiere per la Scuola Marescialli con la sospensione dei lavori in danno dell'Astaldi. La Btp, infatti, aveva vinto l'arbitrato che aveva previsto l'assegnazione di un maxirisarcimento, ma "Fusi, che voleva fortemente riprendersi quei lavori, aveva capito che a Roma esisteva una lobby degli appalti, che c'era un sistema corruttivo, messo in piedi da Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, e dal suo braccio destro Fabio De Santis".

La difesa, c'è vuoto probatorio

Nel concreto, Verdini è accusato dal pm di aver segnalato nel 2008 all'allora ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli proprio il nome di De Santis per la nomina a Provveditore alle Opere Pubbliche della Toscana, "nomina definita eccezionale dallo stesso De Santis in una telefonata alla moglie - ha spiegato il pm - perche' lui non era dirigente di prima fascia". Verdini, insomma, avrebbe agito per conto di Fusi, con il quale esisteva "uno storico e pacifico rapporto di amicizia e di cointeressenza economica". L'intervento delll'allora coordinatore nazionale di Forza Italia "fu determinante per la nomina di De Santis anche se non esclusivo". (AGI) 


17 marzo 2016 ©