Cronaca

Migranti: Papa, belli i Paesi che aprono le porte

CdV - "Dio si è dimenticato di me!". Questa esclamazione, ha affermato Papa Francesco, "sale spontanea alle labbra di tante persone persone che soffrono, si sentono abbandonate come i nostri fratelli che stanno vivendo una drammatica situazione di esilio lontani dalla loro patria, con negli occhi le macerie delle loro case e spesso il dolore per la perdita delle persone care". "In questi casi - ha detto Bergoglio nella sua catechesi all'Udienza Generale - uno può chiedersi dove è Dio? Come è possibile che tanta sofferenza possa abbattersi su uomini, donne e bambini innocenti ai quali chiudono la porta quendo cercano di entrare da un'altra parte, e sono lì al confine perché tante porte e tanti cuori sono chiusi. I migranti di oggi che soffrono all'aria, senza cibo e non possono entrare, non sentono l'accoglienza". 
"A me piace tanto - ha poi confidato Francesco ai 40mila fedeli presenti in piazza San Pietro - quando vedo nazioni e governanti che aprono il cuore e aprono le porte". Per rinnovare il suo appello all'accoglienza, pronunicato con evidente riferimento alle chiusure di alcuni paesi europei, il Papa ha preso spunto "dalla promessa del profeta Geremia che risponde popolo esiliato che tornerà nella sua Terra". "Dio - ha scandito - non è assente nemmeno oggi in queste drammatiche situazioni". Per questo, ha concluso, "non bisogna cedere alla disperazione. Il bene vince il male e il Signore asciugherà ogni lacrima e libererà da ogni paura". (AGI) 


16 marzo 2016 ©
14/03/2016 20:53

Roma - Da marzo sotto il colonnato di San Pietro è attivo un ambulatorio - gestito dai medici dell’associazione Medicina Solidale Onlus - per i senzatetto. All’equipe medica si aggiunge anche un podologo specialista nella diagnosi e cura delle malattie dei piedi.

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14/03/2016 17:20

Genova - "Al Santo Padre Francesco inviamo con affetto il nostro augurio piu' cordiale per il suo terzo anno di Pontificato e gli assicuriamo la nostra leale obbedienza e la nostra fervente preghiera". Lo ha affermato a nome di tutti i vescovi italiani il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione tenuta a Genova ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente, convocato nel capoluogo ligure in vista del Congresso Eucaristico Nazionale del prossimo settembre. Bagnasco ha poi annunciato ai presuli che il Papa "anche quest'anno ci fara' dono della sua presenza all'Assemblea Generale di maggio, dove aprira' i lavori".

Migranti: 330 bimbi morti, che spettacolo dà l'Europa? - "Che spettacolo da' di se' l'Europa?", ha domandato il presidente della Cei, denunciando il perpetrarsi della strage dei migranti mentre molti paesi chiudono le loro frontiere ripetendo che "l'indifferenza globale e' qualcosa che grida vendetta al cospetto di Dio"."Dall'inizio del 2015 sono morte 4.200 persone, di cui 330 bambini solo nel Mar Egeo!", ha ricordato il porporato aprendo a Genova i lavori del parlamentino della Cei. "Puo' l'Europa, culla di civilta' e diritti, erigere muri e scavare fossati?", ha insisitito il cardinale rivolto ai presidenti delle Commisioni Episcopali e a quelli delle Conferenze Episcopali Regionali.

"Davanti a queste tragedie di violenza e di ingiustizia crescono timori, resistenze e, soprattutto, l'indifferenza nell'opinione pubblica mondiale", ha rilevato con sdegno il cardinale. "Noi vescovi, insieme alle nostre comunita', ci facciamo eco dei gemiti di tante vittime innocenti. Facciamo nostra la voce di popolazioni stremate dalle stragi, dalle rovine, dalla totale incertezza", ha assicurato Bagnasco evocando "i volti sfatti e terrorizzati dei bambini e dei vecchi, di questa gente che si sottopone a indicibili fatiche, stenti, pericoli, disposti a sparire fino a perdere la vita. E che spesso non vuole o non puo' piu' tornare indietro". Per Bagnasco, anche se "la vigilanza intelligente e' doverosa, e le nostre Forze dell'Ordine ne hanno dato prova anche in questi giorni" e dunque se "la strategia di integrazione non e' facile", resta aperto il quesito sul tipo di risposta che stanno dando "la Casa europea e le stesse Nazioni Unite", cioe': Ue e Onu "stanno affrontando tale cataclisma umanitario con lungimiranza ed efficacia?".

Di fronte all'emergenza immigrazione, "il nostro Paese e' sempre stato in prima linea, non solo perche' e' la 'porta d'Europa', ma soprattutto ha mostrato da subito generosita' e prontezza, pur dentro a situazioni talmente inedite che nessuna Nazione sembra essere capace di affrontare senza rifugiarsi nei soliti slogan irreali", ha rivendicato Bagnasco. "Sembra che il Paese, nel suo insieme, stia reagendo alla crisi, ma il cammino si presenta faticoso" anche perche' nell'ambito della politica "la situazione appare complessa, spesso anche litigiosa e distratta". Il cardinale Angelo Bagnasco ha fotografato cosi' il momento che vive l'Italia. "E' l'ora - ha scandito aprendo il Consiglio Episcopale Permanente - di una grande responsabilita', perche' i germogli possano diventare presto raccolto abbondante, perche' l'occupazione, la famiglia e lo stato sociale siano a portata di tutti, specialmente dei giovani che hanno diritto di farsi la propria famiglia". "I beni materiali sono certamente necessari per vivere con dignita', ma esiste un patrimonio invisibile che non ha prezzo e che non si puo' comprare: e' la fiducia, la speranza", ha ricordato il porporato richiamando l'attenzioen dell'opinione pubblica sull'"inverno demografico", documentato dai dati ISTAT del 2015 che, ha sottolineato, "sono i dati peggiori dall'Unita' d'Italia: lo scorso anno, a fronte di 653.000 decessi, le nascite sono state 488.000, mentre 100.000 italiani hanno lasciato il Paese". Per Bagnasco, "e' il sintomo di una crisi piu' profonda di quella economica". (AGI)

14/03/2016 12:58

CdV - Dove e' Dio, ci si chiede tutti, quando si vedono "queste quattro sorelle trucidate (le suore di Madre Teresa uccise in Yemen) che servivano per amore, e sono finite trucidate per odio?". Dove e' Dio, ci si chiede ancora, quando si vedono le porte chiuse in faccia "ai profughi e si lasciano fuori, all'aria, con il freddo?". Sono le stesse domande che Papa Francesco si e' posto nell'omelia di oggi alla Domus Santa Marta, nella quale si e' soffermato sul mondo in cui viviamo, "crudele, pieno di valli oscure", dove i bambini muoiono di malattie rare, i cristiani vengono perseguitati e i poveri soffrono fame e freddo morendo come un barbone a Roma neanche tre giorni fa; ma l'unica risposta e' affidarsi nelle mani del Signore.

Giubileo, a Roma quasi 3 milioni di pellegrini nei primi 100 giorni

"Quando noi, oggi, guardiamo tante valli oscure, tante disgrazie, tanta gente che muore di fame, di guerra, tanti bambini disabili - ha rilevato il Pontefice - spesso ci chiediamo dove sta il Signore". Commentando le letture della liturgia di oggi, il Papa ha ricordato la figura della casta Susanna, che "preferi' affidarsi a Dio e morire nonostante la sua innocenza". "Nonostante - ha aggiunto - si domandasse dove era in quel momento Dio e se veramente camminasse con lei". Allo stesso modo questo e' il sentimento dell'uomo di oggi, che si interroga e la risposta a queste domande, ha suggerito Francesco, la si puo' ritrovare nella vicenda di Gesu' al Getsemani quando afferma: "Padre, questo calice, no. Ma si faccia la Tua volonta'", perche' sa che non finisce tutto con la morte e con l'angoscia. Questo atteggiamento da parte dei cristiani, pero', ha osservato il Papa, richiede un atto di fede: "non so perche' tutto questo accade, ma io mi affido. Tu, Signore, saprai perche'". E questo, ha concluso, "e' l'insegnamento di Gesu': chi si affida al Signore che e' Pastore, non manca di nulla". Anche se l'umanita' va per una valle oscura "sa che il male e' un male del momento, ma il male definitivo non vincera'".(AGI)

14/03/2016 12:37

CdV - Il Giubileo straordinario della Misericordia "si sta svolgendo in un clima di sicurezza, e di questo deve ringraziare le autorità e chi si occupa di sicurezza. Un clima che dà a tutti i pellegrini una serenita' per poter svolgere i propri momenti di preghiera". Lo ha detto monsignor Rino Fisichella, responsabile per il Vaticano per l'organizzazione del Giubileo, nel corso della conferenza stampa tenuta con il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, che traccia il bilancio dei primi 100 giorni.

Gabrielli, finora nessun caso concreto di allarme

Monsignor Fisichella ha anche detto di provare "gratitudine" per come stanno andando le cose "perche' quanto stiamo vivendo corrisponde a pieno titolo a quello che il Papa ha chiesto con la bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia". "Ben conoscendo i problemi di una città come Roma e le vicende internazionali, siamo consapevoli - ha detto ancora monsignor Fisichella - che nonostante queste difficolta' abbiamo avuto una notevole presenza di pellegrini, specie nell'area intorno alla, basilica di San Pietro". (AGI)