Cronaca

Autobomba alla fermata del bus, 37 morti ad Ankara

Ankara - Strage nel cuore di Ankara. Un'autobomba è esplosa accanto a un bus fermo nei pressi di piazza Kizilay. Il bilancio parla di 37 morti  (tre dei quali deceduti nella notte in ospedale) e una settantina di feriti, di cui almeno 15 sono gravi. Le immagini riprese da una telecamera di sicurezza mostrano l'autobus fermo e una berlina bianca che rallenta affiancandosi. Poi la violentissima esplosione e le fiamme che divorano il mezzo pubblico.

Il ministro dell'Interno turco Ekfan Ala ha precisato che uno o due kamikaze a bordo di una vettura si sono affiancati al bus e hanno fatto esplodere la carica che avevano a bordo. Il premier Ahmet Davutoglu ha annunciato che il nome dell'attentatore sarà rivelato entro domani e che i servizi di sicurezza turchi hanno già raccolto delle prove per individuare menti ed esecutori dell'attentato.

#ANKARA BLAST:
- 28 dead
- 100 injured
- Broadcast ban imposed
- Twitter & Facebook blockedhttps://t.co/n0TqZXcWyE pic.twitter.com/sPfCsPzg6w

L'attentato si è verificato alle 18,54 e la forza dell'esplosione è stata tale che non solo per la CNN Turk news channel non solo ha ucciso 23 persone istantaneamente, ma ha anche distrutto auto e negozi nel raggio di decine di metri. La piazza di Kizilay e' ora transennata e il primo ministro Davutoglu ha gia' convocato una riunione di emergenza delle forze di sicurezza.

"I terroristi devono sapere che per quanto sanguinoso sara' il loro odio non riusciranno a piegarci e scuoterci, ovunque essi colpiscano. La risposta e la condanna della comunita' internazionale sara' ferma, unanime, risoluta" riporta una nota di Palazzo Chigi nella quale il presidente del Consiglio Matteo Renzi esprime il suo profondo cordoglio al Presidente Recep Tayyp Erdogan e al primo ministro turco Davutoglu.

Una scia di sangue lunga quattro anni

Dopo l'attentato ad Ankara, vanno a rilento i social network Twitter e Facebook e secondo quanto si e' appreso, il Consiglio supremo della radiotelevisione (RTUK) ha vietato di trasmettere immagini della scena dell'attacco o delle vittime. (AGI)
 


13 marzo 2016 ©
13/03/2016 20:12

Roma - L'attentato ad Ankara, che ha causato almeno 27 morti e 75 feriti, e' l'ultimo dopo quello piu' terribile che la capitale turca abbia mai vissuto, con 102 morti e che si svolse appena 5 mesi fa. L'attentato fu ad opera del gruppo yihadista Stato Islamico.

Questa la cronologia degli attentati dal 2003:

- 15 novembre 2003. Muoiono 30 persone e 27 sono i feriti a causa di una bomba in due macchine diverse, l'attentato fu ad opera di Al Qaeda.

- 20 novembre 2003. 32 le vittime e 450 feriti in due attentati nel centro di Istanmbul, uno di fronte al Consolato del Regno unito e un altro di fronte agli uffici di HSBC. Venne rivendicato da due gruppi affiliati a al Qaeda.

- 24 giugno 2004. Sono 4 i morti e altri 20 i feriti in un attentato suicida contro un autobus ad Istanbul. Rivendica il Parito di liberazione popolare rivoluzionario.

- 2 luglio 2004. A perdere la vita sono in 6 e altri 15 i feriti nell'esplosione di una bomba nel convoglio che quidava il governatore della Regione de Va. E' stato attribuito al PKK.

- 12 settembre 2006. Un attentato causa 10 morti, tra cui sette bambini, pe r l'espolosione di una bomba nel parco della provincia di Diyarbakir, nel sud est del paese. - 22 maggio 2007. Un attentato suicida causa 6 morti e 80 feriti in un grande centro commerciale di Ankara.

- 27 luglio 2008. Muoiono 17 persone e altre 152 ferite, 13 gravi, in vari attentati in un quartiere commerciale di Istanbul.

-16 settembre 2010. - Scoppia una bomba mentre trasnita un microbus nel sud est del paese: muoiono 9 persone. L'attentato fu attribuito al PKK.

- 17 agosto 2011. 11 soldati turchi perdono la vita in un attacco del PKK alla frontiera con l'Iraq.

- 20 agosto 2012. Il bilancio di un attentato nel sud est, nella citta' di Gaziantep, provoca 9 morti e 60 feriti. Il Governo lo attribuisce al PKK, che pero'nega.

- 12 febbraio 2013. Alla frontiera di Cilvegozu, muoiono 14 persone in un attentato.

- 11 marzo 2013. Muoiono 51 persone in un attentato alla localita' di frontiera turca di Reyhanli, per il Governo sono affiliati del regime siriano.

- 20 luglio 2015. Trovano la morte 32 persone e altre 70 restano ferite in un attentato suicida da parte di una giovane simpatizzante del gruppo yihadista Stato Islamico nella citta' di Suruc.

- 10 ottobre 2015. Bilancio pesante, 102 morti e 246 feriti, per il doppio attentato ad Ankara mentre si svolgeva una marcia per la pace.

- 12 febbraio 2016. Suicida dell'Isis provoca la morte di almeno 12 turisti e feriti nella zona turistica di Istanmbul,vicino la Moschea blu.

- 17 febbraio 2016. 28 persone muoiono e 61 restano ferite mentre passa un convoglio militare nella zona residenziale di Ankara. (AGI) 

18/02/2016 14:32

Ankara - Il giorno dopo il sanguinoso attentato di Ankara, il governo turco punta l'indice sui curdo-siriani, che considera alla stregua dei miliziani curdi turchi del Pkk, con cui è in guerra dal 1984: li accusa di aver commesso, proprio insieme al Pkk, l'attacco in cui sono morte 28 persone e decine sono rimasti feriti. I curdo siriani hanno smentito ogni coinvolgimento. Ma l'aviazione di Ankara non ha perso tempo e ha bombardato le postazioni del Pkk in Iraq. Stamane però un nuovo attentato: un ordigno a distanza contro un convoglio militare nel sud-est della Turchia, la zona a maggioranza curda, ha causato la morte di almeno 6 soldati. E così, ancora una volta, il conflitto siriano mostra di avere riflessi di crescente violenza in Turchia e nella regione. "Pkk e Pyd (il braccio politico delle milizie curdo-siriane Ypg) possono negare il coinvolgimento finche' vogliono, ma tutte le informazioni raccolte dall'intelligence e dal ministero dell'Interno riconducono a loro", ha attaccato il presidente Recep Tayyip Erdogan, annunciando 14 arresti, in 7 diverse provincie. "Abbiamo raccolto informazioni per tutta la notte", ha aggiunto il premier Ahmet Davutoglu.

Gentiloni alla Turchia, soluzione resta politica


Il premier ha spiegato che la polizia ha anche identificato l'autore dell'attentato: Salih Necar, un siriano, entrato in Turchia come rifugiato, identificato dalla polizia scientifica attraverso le impronte digitali. "Daremo queste informazioni a tutti, prima di tutto ai cinque membri permanenti del Consiglio sicurezza delle Nazioni Unite", ha insistito Davutoglu, sottolineando ancora una volta l'opposizione della Turchia alla partecipazione dei curdo-siriani ai colloqui di pace di Ginevra. "Le prove che l'Ypg e' un'organizzazione terrorista saranno date a tutti: esattamente come non sediamo a un tavolo con al-Qaeda e l'Isis, cosi' non siederemo neppure con l'Ypg. E coloro che considerano amico un nemico della Turchia perderanno l'amicizia turca". Un chiaro riferimento a Washington, che recentemente aveva rifiutato di considerare i curdi siriani del Pyd-Ypg un'organizzazione terroristica, in virtu' nell'alleanza stabilita lo scorso anno nella lotta all'Isis. Il primo ministro, nell'indicare i curdi siriani dell'Ypg come autori dell'attacco, ha puntato il dito contro i servizi segreti siriani: "Ypg e' uno strumento nelle mani del regime siriano, i cui servizi sono direttamente responsabili per l'attacco". Il leader del Pyd ha smentito la responsabilità del suo braccio armato nell'attacco terroristico: "Non abbiamo mai sentito parlare di questo Salih Necar. E queste accuse sono chiaramente legate al tentativo di intervenire in Siria", ha detto Saleh Muslim. Anche uno dei leader del Pkk, Cemal Bayik, ha voluto prendere le distanze da quanto accaduto: "Ma potrebbe essere -ha aggiunto- una rappresaglia per le stragi in Kurdistan". (AGI)