Cronaca

Massacrato a Roma, sgozzato per non farlo urlare

Roma - Sul terribile delitto del Collatino, dove due ragazzi della Roma-bene hanno massacrato, torturato e ucciso un ragazzo di poco più giovane "per vedere l'effetto che fa" dev'essere ancora fatta piena luce. Dopo le dichiaerazioni di Manuel Foffo, è in programma per domani mattina, nel carcere romano di Regina Coeli, l'interrogatorio dello stesso Foffo e Marco Prato, i due trentenni accusati di omicidio volontario premeditato, aggravato dalla crudeltà, dalle sevizie e dai futili motivi in relazione alla morte di Luca Varani, il ragazzo di 23 anni ucciso in un appartamento di via Igino Giordani al quartiere Collatino venerdì mattina durante un festino a base di cocaina e alcol. Il giudice Riccardo Amoroso deve pronunciarsi sulla richiesta di convalida dell'arresto sollecitata dal pm Francesco Scavo e sull'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo le rivelazioni di Foffo, la vittima è stata sgozzata ma tenuta in vita fino alla coltellata al cuore che ha provocato la morte. Questa è stata la fine orribile riservata a Luca Varani al quale, secondo gli inquirenti, sono stati inferti ripetuti tagli alla gola per non farlo gridare. Il colpo di grazia è stato quello di una lama conficcata nel petto che solo il medico legale ha potuto rimuovere dal cadavere in sede di autopsia.

L'avvocato di Manuel Foffo, mi ha detto "sono morto dentro"

La strategia difensiva della famiglia Foffo è quella dell'incapacità di intendere e di volere. L'avvocato Michele Andreano, difensore di Manuel Foffo, chiederà domani al gip di disporre una perizia psichiatrica per verificare se al momento dell'assassinio i due indagati fossero in grado di intendere e di volere. "Se ha assunto quantitativi di cocaina di quel livello e hanno bevuto superalcolici per due giorni ininterrottamente - ha detto il penalista intervenuto a Effetto Giorno su Radio 24 - si capisce che gli effetti sono devastanti, per cui dovremmo, anche per dovere difensivo, valutare se in quel momento erano in grado di intendere e di volere". "Noi certamente dovremo esplorare tutte le possibilità - ha aggiunto Andreano - e quindi la prima cosa che chiederemo è una perizia psichiatrica, oltre agli esami tossicologici. Domani depositerò la richiesta di incidente probatorio in questo senso, con la massima lealtà e anche tenendo presente il dolore della famiglia del povero ragazzo che è stato ucciso. Se ci sono le condizioni scientifiche per dimostrare che in quel momento Foffo non era in grado di intendere e di volere è chiaro che abbiamo il dovere di verificarlo".

Secondo il legale, Manuel Foffo "è profondamente pentito di quello che ha fatto e con il passar delle ore si è reso conto del dramma di cui è stato causa. Nell'immediato non si è assolutamente reso conto di quello che aveva fatto, tanto che subito dopo i fatti lui e Marco Prato hanno dormito a casa con il cadavere per ore lì vicino a loro, poi sono usciti, hanno fatto un altro giro per Roma e man mano che smaltivano si sono resi conto". 

Intanto escono altri stralci della dichiarazione resa da Foffo al  pm Francesco Scavo: "In passato avevo avuto un momento in cui avevo l'intenzione di far del male a qualcuno. Non so come questa idea è maturata tra me e me". Parlando di sé, Foffo ha aggiunto: "Anche se ho avuto questo pensiero in passato, lo stesso è rimasto tale e non ho mai pensato che potesse concretizzarsi. Non mi ritengo capace di aver fatto quello che ho fatto". Prima di uccidere Varani, Foffo ha rivelato al magistrato di aver fatto un giro in macchina assieme all'amico Marco Prato alla ricerca di una persona da colpire: "Quando eravamo in macchina non abbiamo portato a termine la nostra intenzione di fare male a una persona perché non abbiamo trovato nessuno. Lo avremmo forse fatto se avessimo trovato quella persona. Non ricordo quanto tempo girammo in macchina - ha fatto mettere a verbale Foffo - ma so che non abbiamo fatto uso di cocaina durante la nostra uscita. Non ricordo cosa abbiamo fatto o se abbiamo incontrato qualcuno".

La vittima casuale di due ragazzi della Roma-bene strafatti di droga che hanno deciso di "uccidere qualcuno", avrebbe potuto essere un altro e nopn Luca Varani. Altri due ragazzi, infatti, erano stati nell'appartamento del Collatino prima che arrivasse la vittima designata, dove Manuel Foffo e Marco Prato stavano dando vita a un party a base di cocaina ed alcol. La circostanza è emersa dall'interrogatorio che Foffo ha reso al pm Francesco Scavo. "Io e Marco - ha raccontato il trentenne al magistrato - abbiamo deciso di trascorrere del tempo insieme da mercoledì scorso nel mio appartamento ma non siamo stati sempre soli. Ricordo che è venuto un mio amico di nome Alex che avevo conosciuto mesi fa in una pizzeria sulla Tiburtina. Quando lui è venuto a casa eravamo sotto l'effetto della cocaina ma mantenevamo la lucidità. Aggiungo che è stato presso casa mia anche un certo Giacomo, altro mio amico. Quando invece è arrivato Luca, sia io che Marco eravamo molto provati dall'uso prolungato di cocaina, e quindi non più lucidi". (AGI)


08 marzo 2016 ©