Cronaca

Sparatoria Taranto, due fermi per omicidio - VIDEO

Taranto - A meno di 24 ore dal fatto, c'è una svolta per l'omicidio di Giuseppe Axo, il pregiudicato che ieri è stato ucciso a Taranto a colpi di mitraglietta, un delitto maturato nel mondo dello spaccio. La polizia ha i fatti fermato due persone che ritiene siano responsabili dell'omicidio di Axo. "Nella notte appena trascorsa - si legge in una nota della Questura di Taranto - gli agenti della squadra mobile, hanno fermato due persone considerate responsabili dell'omicidio di Axo.

Intorno alle ore 13.30 di ieri in via Lago di Montepulciano, al quartiere Salinella - così la Questura ricostruisce l'episodio nella sua nota - sono stati esplosi all'indirizzo del 32enne numerosi colpi d'arma da fuoco. L'uomo raggiunto da 5 proiettili non ha avuto scampo, spirando poco dopo il trasporto all'ospedale SS.Annunziata. Nel corso della sparatoria - aggiunge la Questura - sono stati feriti, in maniera non grave, due passanti che casualmente si sono trovati sulla linea di tiro dei Killer. Le immediate indagini degli investigatori della Squadra Mobile, proseguite fino a notte fonda, hanno portato al fermo degli autori dell'efferato delitto". La Questura, la Mobile e i vertici della Procura terranno una conferenza stampa alle 12 di oggi. Axo, già noto alle forze di polizia, era in auto, una Lancia Y, ieri mattina nel quartiere Salinella quando ha notato l'auto dei killer e la mitraglietta puntata verso di lui dall'interno della vettura. Axo, cercando di mettersi in salvo, è quindi uscito dall'auto dandosi alla fuga, ma non ha avuto scampo: è stato raggiunto dai proiettili.

 

 

Oltre dieci bossoli sono stati rinvenuti sull'asfalto di via Lago di Montepulciano. Axo, che era ancora vivo quando sul posto sono giunti Polizia e 118, è morto poco dopo all'ospedale di Taranto per la gravità delle ferite riportate. Nessun pericolo, invece, per le altre due persone coinvolte nella sparatoria, che comunque risultano essere pregiudicati, uno dei quali affidato in prova ai servizi sociali. (AGI) 


28 febbraio 2016 ©