Cronaca

Migranti, il Papa all'Ue: "aiutate la Grecia"

CdV - Serve "una risposta corale" dell'Europa, raggiunta attraverso "negoziati senza riserve", per "distribuire equamente i pesi" nell'accogliere migranti e profughi che sono accampati in condizioni disastrose in Grecia. Lo ha chiesto Papa Francesco all'Angelus. "Cari fratelli e sorelle - ha detto rivolto alla folla di piazza San Pietro - la mia preghiera, e certamente anche la vostra, ha sempre presente il dramma dei profughi che fuggono da guerre e altre situazioni disumane".

In particolare, Francesco ha chiesto aiuto per "la Grecia e gli altri Paesi che sono in prima linea stanno prestando ad essi un generoso soccorso, che necessita della collaborazione di tutte le nazioni". "Una risposta corale - ha spiegato Francesco - può essere efficace e distribuire equamente i pesi. Per questo occorre puntare con decisione e senza riserve sui negoziati".

"Ho accolto con speranza la notiziacirca la cessazione delle ostilità in Siria". Lo ha detto Papa Francesco dopo l'Angelus invitando tutti "a pregare affinché questo spiraglio possa dare sollievo alla popolazione sofferente e apra la strada al dialogo e alla pace tanto desiderata". (AGI) Siz


28 febbraio 2016 ©
27/02/2016 14:31

Roma - L'uomo e la famiglia al centro dell'impresa, il rifiuto dei favoritismi e delle raccomandazioni e l'apertura ai giovani "prigionieri della precarietà": l'incontro - storico - di Papa Francesco con gli imprenditori di Confindustria è l'occasione - per Bergoglio - di ritornare su alcuni temi a lui particolarmente cari. L'occasione è senza precedenti, il 'Giubileo dell'Industria' in una sala Nervi affollata. Il Pontefice e' accolto dall'Ave Maria eseguita dall'Orchestra del conservatorio di Santa Cecilia e attraversando l'aula 'Paolo VI' saluta con affetto le famiglie presenti e in particolare i bambini.

L'udienza si apre con l'intervento del leader di Confindustria, Giorgio Squinzi e i saluti di Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit ed Emma Marcegaglia, presidente di Eni. Dopo il suo discorso Bergoglio si intrattiene a lungo con le prime file presenti in sala. A sinistra, guardando il palco, il presidente Squinzi, accompagnato dalla moglie e dai suoi nipotini che Francesco accarezza affettuosamente, Emma Marcegaglia, Federico Ghizzoni e il comitato di presidenza degli industriali. A destra un gruppo di malati e disabili, imprenditori e familiari. Si tratta di un evento eccezionale, non era infatti mai avvenuto in 106 anni dell'associazione.

Marcegaglia, Eni sul mercato ma da impresa responsabile

Circa 7.000 imprenditori, grandi e piccoli, volti noti e meno noti, ascoltano attentamente le parole del Pontefice che invita a mettere al centro delle imprese la persona e le famiglie, a prestare attenzione ai valori e a non essere schiavi del profitto e del consumismo. A non scartare dunque i lavoratori di domani, i giovani, ne' quelli di ieri, gli anziani.

"La semplice proclamazione della liberta' economica non prevalga sulla concreta liberta' dell'uomo e sui suoi diritti, che il mercato non sia un assoluto, ma onori le esigenze della giustizia e, in ultima analisi, della dignita' della persona", chiede Papa Francesco, ricordando che "non c'e' liberta' senza giustizia e non c'e' giustizia senza il rispetto della dignita' di ciascuno". "La vostra via maestra - raccomanda - sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonesta' e dei facili compromessi".

Le imprese debbono mettere "al centro l'uomo: non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessita', le sue speranze e le sue fatiche", sottolinea ancora Bergoglio. "L'attenzione alla persona concreta comporta una serie di scelte importanti: significa dare a ciascuno il suo, strappando madri e padri di famiglia dall'angoscia di non poter dare un futuro e nemmeno un presente ai propri figli; significa saper dirigere, ma anche saper ascoltare, condividendo con umilta' e fiducia progetti e idee; significa fare in modo che il lavoro crei altro lavoro, la responsabilita' crei altra responsabilita', la speranza crei altra speranza, soprattutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno piu' che mai bisogno".

E ancora: "le imprese si aprano ai giovani". Sono loro, spiega Francesco, i "potenziali lavoratori" di domani. Ma oggi sono "prigionieri della precarieta' o di lunghi periodi di disoccupazione, non vengono interpellati da una richiesta di lavoro che dia loro, oltre a un onesto salario, anche quella dignita' di cui a volte si sentono privati". 

Il numero uno di Confindustria Squinzi rileva come il binomio fede e impresa sia "centrale" in una societa' incerta. "L'impegno delle imprese", con la consapevolezza di tutti i limiti, "e' un bene prezioso, una dote importante su cui costruire", osserva, aggiungendo che "le radici delle aziende vanno cercate nel duro lavoro e nel giusto profitto".

Il presidente di Eni, Emma Marcegaglia, sottolinea  l'impegno della societa', in modo particolare in Africa, "per accompagnare lo sviluppo economico e la formazione: dare accesso all'energia e' una priorita' per l'azienda". Inoltre Marcegaglia ricorda che l'insegnamento di Papa Francesco incoraggia Eni ad andare avanti come impresa "responsabile" in un mercato competitivo.

Ghizzoni infine ricorda che "fare banca non significa fare soldi con la finanza, ma avere cura del risparmio e supportare le imprese e le famiglie, cosa che legittima questo mestiere. Inclusione, sostenibilita' e responsabilita' sono le parole chiave per le banche e per le imprese". (AGI) 

27/02/2016 13:45

Cdv - L'insegnamento di Papa Francesco incoraggia Eni ad andare avanti come impresa "responsabile" in un mercato competitivo. Lo ha detto il presidente di Eni, Emma Marcegaglia, parlando nel corso dell'udienza del Papa con gli imprenditori. "Il suo insegnamento - ha detto - ci incoraggia a proseguire come impresa responsabile che opera in un mercato competitivo dove non devono prevalere, come lei spesso ha richiamato, atteggiamenti individualisti di breve termine, ma una logica di lungo termine per il bene comune". Nel discorso davanti al Papa, Marcegaglia ha inoltre sottolineato: "La 'fabbrica' deve essere percio' il primo luogo dove si realizza la creazione di valore economico, ma dove si mantengono vivi e si fanno crescere i valori del lavoro, dell'integrita', del rispetto e della responsabilita' nei confronti della persona". "Lo dobbiamo ai nostri figli e alle future generazioni", ha concluso.

Marcegaglia, "Eni in Africa per accompagnare sviluppo"

Eni e' impegnata, in modo particolare in Africa, per accompagnare lo sviluppo del Paese: dare accesso all'energia e' una priorita' per l'azienda, ha sottolineato Marcegaglia. Il presidente ha prima di tutto ringraziato il Santo Padre a nome di Eni per questo incontro. "Santita' - ha affermato aprendo il suo discorso - la saluto con emozione e la ringrazio di questo incontro a nome di Eni, che mi onoro di presiedere, dell'amministratore delegato e di tutti i collaboratori in sala, che rappresentano le nostre 34 mila persone che lavorano in tutto il mondo. Con la sua enciclica Laudato Si', lei ha indicato la frontiera del bene comune per il terzo millennio: una equa distribuzione delle risorse nel rispetto del creato, attraverso lo sviluppo sostenibile". "Come Eni - ha proseguito - siamo impegnati soprattutto in Africa ad accompagnare i Paesi che ci ospitano nel loro necessario e urgente sviluppo, con molti interventi anche investendo nelle scuole e in formazione. Dare l'accesso all'energia in quel continente, dove 620 milioni di persone non ne beneficiano pur vivendo in Paesi ricchi di risorse, e' per noi una priorita'". (AGI) 

27/02/2016 13:09

CdV - "La semplice proclamazione della liberta' economica non prevalga sulla concreta liberta' dell'uomo e sui suoi diritti, che il mercato non sia un assoluto, ma onori le esigenze della giustizia e, in ultima analisi, della dignita' della persona". Lo ha chiesto Papa Francesco agli imprenditori italiani che hanno partecipato all'udienza concessa a Confindustria in occasione del Giubileo. Il Papa ha ricordato che "non c'e' liberta' senza giustizia e non c'e' giustizia senza il rispetto della dignita' di ciascuno". "La vostra via maestra - ha raccomandato - sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonesta' e dei facili compromessi".

Le imprese debbono mettere "al centro l'uomo: non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessita', le sue speranze e le sue fatiche", ha sottolineato Bergoglio. "L'attenzione alla persona concreta - ha spiegato - comporta una serie di scelte importanti: significa dare a ciascuno il suo, strappando madri e padri di famiglia dall'angoscia di non poter dare un futuro e nemmeno un presente ai propri figli; significa saper dirigere, ma anche saper ascoltare, condividendo con umilta' e fiducia progetti e idee; significa fare in modo che il lavoro crei altro lavoro, la responsabilita' crei altra responsabilita', la speranza crei altra speranza, soprattutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno piu' che mai bisogno".

"Tutte queste forze, insieme, possono fare la differenza", ha affermato Francesco commentando lo slogan "fare insieme" scelto da Confindustria per l'incontro di oggi (che non ha precedenti): "significa - ha detto - investire in progetti che sappiano coinvolgere soggetti spesso dimenticati o trascurati. Tra questi, anzitutto, le famiglie, focolai di umanita', in cui l'esperienza del lavoro, il sacrificio che lo alimenta e i frutti che ne derivano trovano senso e valore. E, insieme con le famiglie, non possiamo dimenticare le categorie piu' deboli e marginalizzate, come gli anziani, che potrebbero ancora esprimere risorse ed energie per una collaborazione attiva, eppure vengono troppo spesso scartati come inutili e improduttivi".

Francesco, dunque, sogna "un'impresa che metta al centro la persona, la qualita' delle sue relazioni, la verita' del suo impegno a costruire un mondo piu' giusto, un mondo davvero di tutti". "Con questo incontro, che costituisce una novita' nella storia della vostra Associazione vi siete proposti - ha poi concluso il Pontefice - di confermare un impegno: quello di contribuire con il vostro lavoro a una societa' piu' giusta e vicina ai bisogni dell'uomo. Volete riflettere insieme sull'etica del fare impresa. Vi ringrazio per il vostro impegno e per tutto il bene che fate e che potrete fare. Il Signore vi benedica. E vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me".

Il papa ha quindi sollecitato "l'attenzione ai valori che permettono una concreta alternativa al modello consumistico del profitto a tutti i costi". I valori, ha spiegato, "sono la spina dorsale dei progetti di formazione, di valorizzazione del territorio e di promozione delle relazioni sociali". (AGI) 

26/02/2016 16:37

CdV - Papa Francesco a sorpresa dai tossicodipendenti del "Centro Italiano di Solidarieta'-don Mario Picchi". Dopo il duro monito contro il narcotraffico ripetuto piu' volte durante il recente viaggio in Messico, Jorge Mario Bergoglio ha scelto come gesto giubilare di febbraio quello di testimoniare la sua vicinanza alle persone che stanno lottando contro la dipendenza dalle droghe incontrando i 60 ospiti della comunita' terapeutica San Carlo, aperta nel 1979 ai Castelli Romani da don Mario Picchi, da sempre considerato il laboratorio del Ceis.

"Siamo rimasti senza parole - dice Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarieta' - quando abbiamo visto l'auto con il Papa entrare nella struttura dove i nostri ragazzi combattono ogni giorno la loro battaglia per tornare alla vita. Francesco era senza scorta accompagnato soltanto da monsignor Rino Fisichella. Il Papa sembrava a casa sia con gli operatori e i volontari del Centro sia con i tossicodipendenti. Si e' intrattenuto a lungo con ciascuno di loro come un padre premuroso ascoltando le loro storie e abbracciandoli a uno a uno.

Alcuni ragazzi gli hanno mostrato le foto delle loro famiglie, dei loro figli e il Papa ha avuto per tutti una parola di speranza e una benedizione"."Abbiamo confidato a Francesco - rivela Mineo - che la nostra filosofia, la filosofia che ci ha lasciato don Mario pone al centro l'uomo e che la nostra battaglia quotidiana coincide esattamente con quanto il Papa ha detto piu' volte che 'la droga non si vince con la droga', cioe' che non e' ammissibile la liberalizzazione delle droghe leggere. Qualche settimana fa - conclude il presidente del Ceis - avevamo scritto una lettera a Bergoglio raccontandogli il nostro lavoro con i ragazzi tossicodipendenti, ma anche con i profughi e con le donne vittime della violenza. Mai avremmo immaginato che il Papa, dopo aver letto la nostra lettera, ci avrebbe onorato con la sua presenza". (AGI)