Cronaca

Paura in Turchia, nuova strage di militari nel sud
 

Ankara - Il giorno dopo il sanguinoso attentato nel centro di Ankara contro un gruppo di pullman dell'esercito, un ordigno rudimentale è esploso al passaggio di un altro convoglio militare nel sud-est della Turchia, la zona maggioranza curda. L'attentato attribuito dalle autorita' al Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, è avvenuto nella localita' di Lice, lungo la strada che congiunge Diyarbakir e Bingol e ci sono, secondo alcune fonti, almeno 6 soldati morti. 

Intanto la polizia turca ha identificato l'autore dell'attentato costato la vita a 28 persone ieri ad Ankara: è un siriano, entrato recentemente in Turchia come rifugiato e presentato come vicino alle milizie curde della Siria. E' quanto scrivono i media turchi. Il conducente del veicolo imbottito di esplosivo che ha distrutto numerosi pullman militari vicino alla sede dell'esercito si chiamava Salih Necar ed è morto nell'esplosione, scrivono il giornale Yeni Safak, vicino al governo, e Sozcu, opposizione. E' stato identificato dalla polizia scientifica attraverso le impronte digitali che erano state registrate dai servizi di immigrazione durante il suo recente ingresso in territorio turco. Secondo i due quotidiani, la polizia ritiene che fosse vicino alle Unità di Protezione del popolo, Ypg, le milizie che sono il braccio armato del Partito dell'Unione, Pyd, il principale partito curdo della Siria. Nessuna di queste informazioni è stata confermata da fonti ufficiali. 

Bombe di Ankara su postazioni Pkk in Iraq

 

Intanto da Atene il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha ribadito che la soluzione della crisi siriana "può solo essere di natura politica. Non credo - ha detto parlando con il collega greco Nikos Kotzias e rispondendo a una domanda sugli attentati di Ankara e Diyarbakir - che diversi attori della regione possano scommettere su una soluzione diversa".
"Spetta ad Ankara esprimere valutazioni sulle matrici degli attentati. Noi non possiamo che ricordare le decisioni prese la settimana scorsa a Monaco, dove era presente anche la Turchia: la soluzione della crisi siriana non può non puntare su aiuti umanitari, cessate il fuoco e processo politico", ha spiegato il ministro. Il titolare della Farnesina, nel condannare gli attentati ha voluto ribadire "vicinanza alla Turchia, un Paese Nato, un Paese alleato, impegnato nella sfida contro il terrorismo". Gentiloni ha espresso "la vicinanza e la solidarietà dell'Italia ai familiari delle vittime e al governo turco" per le stragi di Ankara e Diyarbakir. (AGI)

 


18 febbraio 2016 ©