Cronaca

Tangenti in Lombardia, Maroni incazzato e Salvini furioso

Milano - Uno si dice "incazzato", l'altro è furioso e annuncia espulsioni: Roberto Maroni e Matteo Salvini reagiscono con rabbia all'arresto del consigliere della regione Lombardia Fabio Rizzi. Il presidente della Regione ha sottolineato tre volte, con forza, il suo disappunto: "il primo sentimento - ha detto - è di stupore e grande delusione. Ma sono anche incazzato - ha aggiunto - molto incazzato per quello che è successo, ferma restando la presunzione di innocenza e la fiducia nella magistratura, perché - ha spiegato - il lavoro che stiamo facendo per garantire efficienza viene infangato". E ha poi annunciato la costituzione di una  "commissione ispettiva" per un "piano straordinario sulla corretta applicazione delle procedure, ospedale per ospedale, gara per gara". L'arresto di Rizzi, che rientra nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Monza su appalti nel settore odontoiatrico, ha spinto Maroni a chiedere assoluta trasparenza: "noi - ha detto - non abbiamo nessuno da difendere. Se qualcuno ha sbagliato - chiunque sia - ne rispondera'".

"Esco ora dal Parlamento Europeo e leggo degli arresti in Lombardia. Prima riflessione: chi sbaglia davvero, non merita la Lega" scrive a sua volta su Facebook il segretario federale della Lega Nord. "Seconda riflessione: spero - prosegue Salvini - che le accuse si rivelino una bufala. Terza riflessione: spero che alcuni magistrati non siano in campagna elettorale, e' accaduto gia' troppe volte. Quarta riflessione: sono sicuro che l'eventuale errore di pochi non danneggi il lavoro delle migliaia di persone che ogni giorno mandano avanti benissimo gli ospedali in Lombardia. Quinta riflessione: sono orgoglioso - conclude - di essere il Segretario della Lega".

"La consueta litania farisaica che fa seguito ad ogni arresto o avviso di garanzia lascia il tempo che trova. Se dovesse dimettersi ogni Giunta colpita da procedimenti giudiziari andrebbero a casa svariate Giunte PD" è l'affondo di Mariastella Gelmini, coordinatrice FI Lombardia. "Gli italiani hanno ormai imparato che il moralismo di sinistra è da sempre ad intermittenza - aggiunge Gelmini -. Ciò che conta è che la magistratura riesca a fare chiarezza sui presunti reati dei singoli, al più presto e nel modo più completo. Sono fiduciosa. I lombardi esigono trasparenza, ma continuano a guardare alla sanità lombarda come ad una delle eccellenze di questo Paese. Sono convinta che Roberto Maroni saprà fare le scelte giuste per garantire ai lombardi la qualità di servizi cui sono abituati in piena continuità e migliorando ancora".

Da parte sua Pietro Bussolati, segretario della Partito Democratico milanese, avverte che "l Pd, il centrosinistra e i milanesi non permetteranno che a Milano ritorni il modello politico lombardo al quale si ispirano Silvio Berlusconi e il candidato della destra Stefano Parisi. Un modello vecchio di vent'anni che oltre a non funzionare continua ad imbarazzare i cittadini, come dimostrano le notizie che in queste ore arrivano dal Pirellone". (AGI)


16 febbraio 2016 ©