Cronaca

Papa: 20 minuti davanti a Vergine di Guadalupe e quasi cade - Video

Città del Messico - Papa Francesco ha venerato pubblicamente per due volte ieri sera (in Italia era l'una di notte) l'icona della Madonna di Guadalupe: prima fermandosi per circa 5 minuti in silenzio davanti all'immagine nel corso della messa celebrata nel Santuario alla periferia di Citta' del Messico e poi per oltre 20 minuti nel "camarin", la piccola stanza dietro all'immagine che può girarsi e restare esposta ad altezza d'uomo. E appunto l'icona acherotipa (non disegnata cioè da mano d'uomo, alla quale Francesco ha donato una corona d'oro) è stata girata per permettere al Papa un momento più intimo. Stanchissimo Bergoglio, dopo aver baciato due bambine che portavano fiori alla Vergine, nel prendere posto davanti all'immagine si è sbilanciato e se non ci fosse stata lì la sedia posta per lui sarebbe forse caduto.

 

 

La maxi-basilica (capace di accogliere ben 12 mila fedeli, il doppio esatto di San Pietro) sorge dove nel 1531 il piccolo indio Juan Diego, convertito al Cristianesimo e proclamato santo da Giovanni Poalo II nel 2002, ebbe cinque apparizioni della Madonna ed il dono straordinario del ritratto della Vergine impresso sul suo povero mantello di tela di fibre di cactus, un tessuto che normalmente resiste non più di vent'anni. Ancora oggi non c'è spiegazione scientifica per questo fenomeno straordinario. All'altare posto sotto l'immagine ogni giorno si celebrano venti messe pe ri pelelgrini che giungono da tutta l'America della quale la Madonna di Guadalupe e' la patrona.Jorge Mario Bergoglio ebbe modo di visitare il Santuario da semplice gesuita negli anni '80 del secolo scorso e poi da arcivescovo di Buenos Aires nel 2007. (AGI) 


14 febbraio 2016 ©
13/02/2016 18:49

Città del Messico - La Chiesa non può e non deve sottovalutare "la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l'intera società messicana". Sono parole durissime quelle pronunciate questo pomeriggio da Papa Francesco nell'incontro con i vescovi nelal Cattedrale di Città del Messico: "le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l'immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche". Alla Chiesa messicana il Papa ha chiesto "un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata rete umana, senza la quale tutti saremmo fin dall'inizio distrutti da tale insidiosa minaccia". (AGI)
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13/02/2016 17:33

Città del Messico - (dall'inviato Salvatore Izzo) Il narcotraffico che "per l'immensita' della sua estensione appare come una metastasi che divora" , ma anche "la corruzione" politica e amministrativa che lo favorisce lasciando via libera "alla violenza e persino al traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo". Eccoli i mali del Messico come li ha elencati impietosamente Papa Francesco fin dall'inizio del suo viaggio nel meraviglioso e straordinario paese latino del Nordamerica, dove e' arrivato ieri sera da Cuba. Riduttivo parlare di "un bagno di folla" davanti a questo festoso e immenso abbraccio, iniziato all'aeroporto "Benito Juarez", trasformato in un vero e proprio stadio, con le tribune e gli spalti che oscillavano vistosamente a causa dell'entusiasmo incontenibile della gente, che si e' poi riversata nelle strade ad ogni passaggio di Francesco in Papa-mobile o in una modesta Fiat 500 L. Una scelta di sobrieta' in paese dove la distanza tra ricchi e poveri tende ad allargarsi, come ha denunciato anche oggi il Papa. "Ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per questi mali", ha affermato sferzando i potenti che in mattinata si erano riuniti in 1200 nel cortile del Palazzo Presidenziale per la cerimonia di benvenuto. E poi in Cattedrale, Bergoglio ha anche evocato "le mani macchiate di sangue" di quanti hanno "il portafoglio pieno di denaro sporco e la coscienza anestetizzata". Ma non meno severo il Papa e' stato con i vescovi con i quali si e' soffermato sulla categoria del "tradimento" all'interno della Chiesa e che ha invitato a rinunciare alla vita dei "principi" che se ne stanno "distanti da tutto e da tutti", per avvicinarsi invece agli ultimi, "abbracciando la periferia umana ed esistenziale dei territori desolati delle nostre citta'". Serve, ha chiesto "una vera conversione pastorale".

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Il male, ha spiegato Francesco alla societa' civile e alla Chiesa del Messico, va combattuto "coinvolgendo le comunita' parrocchiali, le scuole, le istituzioni comunitarie, la comunita' politica, le strutture di sicurezza". Poi ha lanciato un appello a favore delle popolazioni indigene che, ha detto, ancora attendono giustizia. E il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, lo ha salutato come portatore di un messaggio "sensible e visionario" che "incoraggia la speranza" del popolo messicano e contribuisce alla pace". Prima di recarsi in serata al Santuario di Guadalupe come "un figlio che vuole rendere omaggio a sua madre", il Papa ha spiegato perche' proprio da li' puo' partire il riscatto del Messico. "Davanti a Dio si puo' rimanere solo se si e' piccoli, se si e' orfani, se si e' mendicanti", ha detto riassumendo con semplicita' il messaggio di Guadalupe, della Vergine cioe' che sceglie il piu' piccolo e umile, l'indio Jaun Diego: Jaunito, secondo l'uso dei popoli latinoamericani che amano i diminutivi, "perche' altrimenti si sentirebbero perduti", abituati come sono "a sentirsi sminuiti e a vivere nella modestia". Al piccolo indio Maria chiede solo "una piccola casa", ha ricordato Francesco. "A volte - ha spiegato ai vescovi del Messico - abbiamo perso questo senso dell'umile misura divina e ci stanchiamo di offrire ai nostri la casetta in cui possano sentirsi in intimita' con Dio", alla quale pero' si puo' "accedere solamente togliendosi i sandali per confessare la propria insufficienza". Secondo Francesco, proprio "questo aver dimenticato di togliersi i sandali per entrare e' probabilmente alla radice della perdita del senso della sacralita' della vita umana, della persona, dei valori essenziali, della saggezza accumulata lungo i secoli, del rispetto per la natura". Bisogna, ha spiegato ai presuli, "recuperare, nella coscienza degli uomini e della societa', queste radici profonde, altrimenti "anche al lavoro generoso in favore dei legittimi diritti umani manchera' la linfa vitale che puo' venire solo da una sorgente che l'umanita' non potra' mai darsi da se' stessa". "Cari fratelli, il Papa e' sicuro - ha concluso infine - che il Messico e la sua Chiesa arriveranno in tempo all'appuntamento con se' stessi, con la storia, con Dio. Talvolta qualche pietra sulla strada rallenta la marcia e la fatica del tragitto richiedera' qualche sosta, ma mai al punto da far perdere la meta. Infatti, puo' forse arrivare tardi chi ha una Madre che lo aspetta? Chi continuamente puo' sentire risuonare nel proprio cuore: 'Non ci sono qui io, io, che sono tua Madre?'". 

 

12/02/2016 09:49

Roma - Attacco di Donald Trump al Papa. Alla vigilia della partenza di Bergoglio per il Messico, l'esplosivo candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca che promette la costruzione di un muro al confine con il Paese centroamericano, ha criticato il viaggio del pontefice e la sua vicinanza agli immigrati. "Credo che il Papa sia un sogetto molto politicizzato. Credo che non capisca i problemi della nostra nazione. Non penso che abbia chiaro il pericolo del confine che attualmente lasciamo aperto con il Messico" ha detto in una intervista telefonica rilasciata a Fox Business. Il Papa arriva in Messico nel momento in cui sta entrando nel vivo la corsa alla casa Bianca. Il 17 febbraio Bergoglio farà tappa a Ciudad Juarez, la città dello stato di Chihuahua al confine con gli Stati Uniti e di fronte a El Paso (Texas) dove renderà omaggio ai migranti morti nel tentativo di attraversare a nuoto il Rio Grande, il fiume che segna il confine, replicando il gesto già fatto a Lampedusa. Non e' la prima volta, ricorda il New York Times, che Trump critica il Papa. Anche prima della visita di Francesco negli Usa la scorsa estate il magnate, in una intervista alla Cnn, aveva definito il potefice "molto politicizzato". (AGI) 

10/02/2016 10:15

CdV - "Quante famiglie sono sulla strada vittime dell'usura!". Lo ha esclamato Papa Francesco parlando a braccio in piazza San Pietro. "Per favore - ha chiesto ai 30 mila fedeli presenti all'Udienza Generale di oggi - preghiamo perché in questo Giubileo il Signore tolga dal cuore da tutti moi questa voglia, dell'usura, di avere di più. E ci renda generosi e grandi". "Tante volte - ha ricordato - nella disperazione uomini finiscono nel suicidio perche' non ce la fanno e non hanno una speranza, non c'è la mano tesa che li aiuta ma solo quella che viebne a fargli pagare gli interessi". "E' un grande peccato l'usura. Il Signore invece ha promesso la sua misericordia a tutti: sempre il Signore ti darà il doppio. Se vogliamo la misericordia di Dio cominciamo a farla noi", ha chiesto Francesco ai pellegrini.

"La Sacra Scrittura - ha ricordato il Papa - esorta con insistenza a rispondere generosamente alle richieste di prestiti, senza fare calcoli meschini e senza pretendere interessi impossibili: "Se il tuo fratello che e' presso di te cade in miseria ed e' privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e ospite, perche' possa vivere presso di te". In proposito, Francesco ha citato la Bibbia: "non prendere da lui interessi, ne' utili; ma temi il tuo Dio e fà vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, ne' gli darai il vitto ad usura". "Questo insegnamento - ha poi concluso - e' sempre attuale. Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie! E' un grave peccato che grida al cospetto di Dio. Il Signore invece ha promesso la sua benedizione a chi apre la mano per dare con larghezza. Cari fratelli e sorelle, il messaggio biblico e' molto chiaro: aprirsi con coraggio alla condivisione . Tra concittadini, tra famiglie, tra popoli, tra continenti. Contribuire a realizzare una terra senza poveri vuol dire costruire società senza discriminazioni, basate sulla solidarietà che porta a condividere quanto si possiede, in una ripartizione delle risorse fondata sulla fratellanza e sulla giustizia. Grazie".(AGI)