Cronaca

Intesa Miur-Fnsi, giornalisti in classe come prof

Roma - A partire dal prossimo anno scolastico i giornalisti entreranno nelle scuole per incontrare studenti e docenti e costruire insieme percorsi di approndimento su tematiche come la libertà di informazione, la legalità, i diritti e i doveri dei cittadini. Lo prevede il protocollo d'intesa siglato questa mattina a Roma tra la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e il ministero dell'Istruzione. "è un progetto che interesserà tutte le regioni e che rientra nell'ambito di altre convenzioni già stipulate dalla Fnsi per un arricchimento della collettività", ha sottolineato il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti.

Si partirà con due progetti: il primo riguarda il tema della legalità, in particolare il ruolo dell'informazione nella lotta alle mafie, spiegando l'arricchimento della grande criminalità attraverso la contraffazione e il commercio in genere di prodotti illegali; il secondo affronterà invece la tematica dei social media, con l'intento di aiutare i giovani a districarsi nei profondi mutamenti che la travolgente crescita dei social network hanno indotto nei processi comunicativi e informativi. "Ringrazio la Fnsi per aver aperto la casa dell'informazione al mondo della scuola", ha detto il ministro Stefania Giannini firmando l'intesa nella sede della Federazione. "Come ministero - ha aggiunto - vogliamo iniziare il prima possibile attività su tutto il territorio perchè il giornalismo, se svolto correttamente, è il sale della democrazia". Il protocollo, che ha una durata triennale e si rivolge agli istituti di ogni ordine e grado, sancisce "la volontà delle parti di attivare una progettazione congiunta, volta all'ampliamento e all'approfondimento dell'offerta formativa sul tema dell'educazione alla cultura dell'informazione".

La collaborazione si concretizzerà in progetti articolati sui territori con gli uffici scolastici regionali, singoli istituti e le associazioni regionali di stampa. A coordinarli a livello nazionale sarà il responsabile per la formazione della Fnsi, Paolo Butturini, che ha spiegato: "Parleremo dei giornalisti minacciati dalle mafie, ma anche di come i social media hanno cambiato il mondo, compresi i linguaggi". Per il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, dei progetti che diffondono la lettura dei quotidiani tra i giovani sono di aiuto anche per il settore dell'editoria, che attraversa una profonda crisi: "Spesso chiediamo agli editori se hanno mai pensato a un modo per aumentare il numero di lettori. Io sono certo che almeno la metà degli studenti che iniziano a leggere i giornali in classe proseguirà a farlo dopo, perchè sono stati contagiati da questo 'vizio'". (AGI)
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12 febbraio 2016 ©