Cronaca

Il Papa, "non servono padrini, nulla puo' escludere dal cuore Dio"

31/01/2016 13:15

CdV - "Nessuna condizione umana puo' costituire motivo di esclusione dal cuore del Padre". Papa Francesco ha voluto ricordarlo all'Angelus, parlando alla folla di piazza San Pietro, nella quale c'erano forse anche alcuni dei partecipanti al Family day al Circo Massimo. "L'unico privilegio agli occhi di Dio e' quello di non avere privilegi, di non avere padrini, di essere abbandonati nelle sue mani", ha chiarito.

"Si tratta - ha spiegato il Papa - di accogliere la rivelazione di un Dio che e' Padre e che ha cura di ogni sua creatura, anche di quella piu' piccola e insignificante agli occhi degli uomini". In merito, Francesco ha ricordato le parole di Gesu' a Nazareth: "Oggi si e' compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". "L''oggi' proclamato da Cristo quel giorno - ha scandito Francesco - vale per ogni tempo; risuona anche per noi in questa piazza, ricordandoci l'attualita' e la necessita' della salvezza portata da Gesu' all'umanita'. Dio viene incontro agli uomini e alle donne di tutti i tempi e luoghi nella situazione concreta in cui essi si trovano. Viene incontro anche a noi". Secondo il Pontefice, "e' sempre Lui che fa il primo passo: viene a visitarci con la sua misericordia, a sollevarci dalla polvere dei nostri peccati; viene a tenderci la mano per farci risalire dal baratro in cui ci ha fatto cadere il nostro orgoglio, e ci invita ad accogliere la consolante verita' del Vangelo e a camminare sulle vie del bene".

Il Papa ha commentato cosi' l'episodio drammatico della gente della sua citta' che tentava di spingere giu' dal precipizio Gesu', salvatosi "con la forza della sua pace". Il Maestro era colpevole di aver denunciato "l'incredulita'" del popolo in mezzo al quale era cresciuto con le parole: "Nessun profeta e' bene accetto nella sua patria". "Avevano cominciato a criticarlo, a fare la faccia storta", ha osservato il Papa, per il quale "quello dell'evangelista Luca non e' semplicemente il racconto di una lite tra compaesani, come a volte avviene, suscitata da invidie e da gelosie, ma mette in luce una tentazione alla quale l'uomo religioso e' sempre esposto, e dalla quale occorre prendere decisamente le distanze: la tentazione di considerare la religione come un investimento umano e, di conseguenza, mettersi a 'contrattare' con Dio cercando il proprio interesse". "Certamente quel giorno, nella sinagoga di Nazaret - ha poi concluso - c'era anche Maria, la Madre. Possiamo immaginare le risonanze del suo cuore, un anticipo di quello che soffrira' sulla crocevedendo Gesu' prima ammirato, poi sfidato, poi minacciato di morte. Nel suo cuore, pieno di fede, lei custodiva ogni cosa. Ci aiuti lei a convertirci da un dio dei miracoli al miracolo di Dio, che e' Gesu' Cristo". (AGI)

(31 gennaio 2016)