Cronaca

Family Day, "siamo due milioni" 

30/01/2016 13:04

Roma - "Vietato rottamare la famiglia". E' la scritta a caratteri cubitali che campeggia sotto il palco del Family day, la manifestazione contro la nuova legge sulle unioni civili indetta dal 'Comitato difendiamo i nostri figli'.

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A poco piu' di un'ora dall'inizio ufficiale dell'iniziativa, il 'catino' del Circo Massimo e' gia' gremito per oltre la meta' da migliaia di manifestanti, con numerosissime famiglie e tanti bambini al seguito.

Tanti gli striscioni contro il ddl Cirinna' ed anche uno con su scritto '#Renzi ci ricorderemo'. Gli organizzatori alla vigilia hanno parlato di oltre un milione di presenze: i manifestanti sono arrivati a Roma da tutta Italia a bordo di auto private e oltre 1.200 tra pullman e treni speciali. Tra le associazioni cattoliche presenti ci sono Le sentinelle in piedi, Alleanza Cattolica, Cl, Scienza e Vita, Neocatecumenali, Rinnovamento per lo Spirito, Movimento per la Vita, il Forum delle Famiglie. Il tempo a Roma è coperto ma non dovrebbe piovere.


   

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La manifestazione è iniziata alle 14 e si dovrebbe concludere ale 16,30.  "Siamo due milioni", ha annunciato Massimo Gandolfini, portavoce del comitato 'Difendiamo i nostri figli'. "Non sarà una piazza contro chi ha un orientamento sessuale diverso, noi siamo solo contro il ddl Cirinnà, pensiamo che confonda pericolosamente la famiglia con questo tipo di unioni. E pensiamo che un bambino abbia diritto a essere generato e cresciuto da una famiglia composta da un padre e una madre. L'obiettivo è il ritiro della proposta di legge oggi in parlamento in quanto inaccettabile e inemendabile", avevano annunciato gli organizzatori.

No alle unioni civili, che non sono altro che una pericolosa equiparazione al matrimonio: così alla vigilia del Family day i vescovi italiani erano tornati a scagliarsi contro il ddl Cirinnà nel lungo comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente della Cei, nel quale hanno denunciato "l'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili, con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia". (AGI)

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(30 gennaio 2016)