Cronaca

Yemen: rilasciata troupe di "al Jazeera" rapita a Taiz

28/01/2016 17:12

(AGI) - Sana'a, 28 gen. - E' stata liberata la troupe
dell'emittente televisiva "al Jazeera" rapita nei giorni
scorsi in Yemen. In particolare e' stato liberato dai
sequestratori il giornalista arabo Hamai al Bakkouri,
inviato dell'emittente nella citta' di Taiz, insieme alla
sua squadra composta dall'operatore e dall'autista. I tre
sono stati per 10 giorni in mano ad una milizia ancora non
identificata. Si erano perse le notizie di al Bakkouri il 18
gennaio scorso e l'emittente qatariota aveva accusato i
ribelli sciiti del rapimento. La stessa tv satellitare
riferisce oggi che i ribelli sciiti fedeli all'imam Abdel
Malik al Houthi hanno bombardato questa notte il centro
della citta' di Taiz, terza citta' dello Yemen da mesi
teatro di aspri combattimenti. In particolare, sarebbero
stati lanciati razzi katiuscia e hawn per fermare l'avanzata
delle truppe filo-governative del presidente Abd Rabbo
Mansur Hadi. Si contano almeno cinque morti e 29 feriti, tra
cui sette bambini, nell'attacco dei ribelli contro una zona
residenziale di Taiz, citta' che dista 275 chilometri da
Sana'a e la cui presa e' fondamentale per arrivare a
conquistare la capitale ancora in mano agli Houthi. Negli
scontri avvenuti ieri in citta', sempre secondo "al
Jazeera", sono morti anche 23 ribelli sciiti.
La coalizione regionale sunnita guidata dall'Arabia Saudita e' intervenuta in Yemen alla fine del marzo scorso a sostegno del presidente riconosciuto dalla comunita' internazionale Hadi, il cui potere era stato di fatto rovesciato dagli insorti zaiditi Houthi, legati all'Iran. Nonostante gli sforzi delle Nazioni Unite di portare le parti al tavolo dei negoziati, gli scontri sono proseguiti negli ultimi mesi senza soluzione di continuita', portando il paese sull'orlo di una catastrofe umanitaria. Piu' dell'80 per cento degli yemeniti - circa 21 milioni di persone - richiede una qualche forma di assistenza umanitaria. Oltre 6.000 persone, meta' dei quali civili, sono stati uccisi nei combattimenti in tutto il paese.(AGI)

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