Cronaca

Due colpi in faccia e poi bruciato, riprende faida Camorra

28/01/2016 22:21

Napoli - Ucciso con due colpi in faccia e poi dato alle fiamme. Il cadavere carbonizzato di Antimo Chiariello, 44 anni, ex genero del boss Mario Verde, riporta all'attenzione degli inquirenti il complesso puzzle di labili alleanze tra clan nell'area Nord-Est di Napoli, che gia' lo scorso anno ha fatto registrare diversi fatti di sangue. Stamani e' toccato a un carabiniere in pensione avvertire i suoi ex colleghi della presenza di un corpo bruciato in una stradina sterrata a ridosso dell'asse mediano, nel territorio del comune di Grumo Nevano, a poca distanza dal luogo in cui nel 2015 sono state uccise, con modalita' analoghe, altre due persone. I carabinieri hanno identificato Chiariello grazie alle impronte digitali: aveva piccoli precedenti, ma era stato anche indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 2006. Secondo il medico legale, a un primo esame, sarebbe stato ucciso circa 12 ore prima del rinvenimento del suo cadavere.

Uccidere e dare alle fiamme il corpo della vittima e' un rituale macabro che caratterizza gli omicidi di una faida in atto tra i diversi clan che operano nella zona nord dell'hinterland napoletano, e che coinvolgono l'estesa area che comprende Melito, Arzano, Caivano, Grumo Nevano e Giugliano. Alla sorte toccata ad Antimo Chiariello, genero del boss di Sant'Antimo Mario Verde, infatti, sono andati incontro altri pregiudicati. Appena due anni fa, nella stessa area, sempre all'inizio dell'anno, tra il 6 ed il 20 febbraio del 2014, in due settimane, ci furono quattro analoghe esecuzioni: a Grumo Nevano, la vittima fu rinvenuta chiusa nel bagaglio della sua vettura, trovata in una strada di aperta campagna.


Altri due, vicini al clan Cennamo, furono individuati in un'auto alla periferia di Caivano ed il quarto a Giugliano. Una excalation bloccata dall'azione di repressione portata avanti da inquirenti e forze dell'ordine. Nel luglio dello stesso anno, nell'ambito della guerra tra le organizzazioni criminali, furono eseguiti 17 arresti a carico di esponenti del clan Moccia di Afragola. Operazione restrittiva che interesso' le zone di Afragola, Casoria, Caivano, Crispano e Cardito. Secondo le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli a provocare quella scia di morti ammazzati fu una scissione interna ai vari clan. (AGI)