Cronaca

Audi gialla, fine della corsa. L'auto ritrovata bruciata  - Infografica

Venezia - Alla fine, dopo fughe rocambolesche, di cui una, contromano sul passante di Mestre, costata la vita a una donna, e' finitain fiamme la corsa sfrenata e inarrestabile dell'Audi gialla RS4 che per giorni e' riuscita a sfuggire agli inseguimenti delle forze dell'ordine terrorizzando il Nordest per giorni. I banditi che ci viaggiavano, infatti, nella notte l'hanno bruciata dopo averla abbandonata nel trevigiano. Sul posto, allertati dai cittadini che hanno visto le fiamme, vigili del fuoco e carabinieri.

Infografica - Storia dell'Audi gialla

L'appariscente macchina con targa svizzera e' stata rubata lo scorso 26 dicembre in un parcheggio dell'aeroporto di Malpensa. Si tratta di una macchina dalle elevate prestazioni, capace di raggiungere i 100 km/h in soli 4.7 secondi, grazie alla trazione integrale quattro che puo' sprigionare ben 450 Cv e 430 Nm. La vettura, paragonabile ad una super car e' equipaggiata con un V8 4.2 litri FSI sovralimentato.La vicenda assomiglia a un episodio di Fast and Furious: il 16 gennaio la banda a bordo dell'Audi gialla ha tentato un furto in un appartamento di Abano Terme che si e' concluso con uno scontro a fuoco con la polizia. Da quel momento si sono perse le tracce della macchina e nonostante le numerose segnalazioni da tutto il nordest italiano e gli inseguimenti della polizia, nessuno e' riuscito a fermarla. L'Audi e' stata in grado di superare un posto di blocco facendo retromarcia e un testacoda a 150 km/h. Giovedi' scorso c'e' stata l'ennesima folle fuga della superar, che ad alta velocita' - 150 km/h secondo alcune fonti, 270 per altre - ha fatto inversione e percorso 5 km contromano sull'autostrada di Mestre prima di uscire sfondando la sbarra del casello.

Con la distruzione dell'auto "sara' difficile trovare qualche reperto utile" e le possibilita' di identificarli "si sono ridotte al minimo". Così il procuratore capo di Treviso, Michele Dalla Costa, che si e' anche dispiaciuto per "il troppo clamore mediatico" sul caso. "Se fino a ieri avevamo qualche aggancio per individuare gli occupanti, oggi non c'e' piu' neppure questo", ha aggiunto. La Procura di Treviso non ha aperto fascicoli sui reati commessi dalla banda ma e' in atto un'attivita' di tipo conoscitivo.

"E' una roba da matti" - ha commentanto Matteo Salvini - "Queste situazioni si possono verificare solo in Italia. Noi vorremmo non muri, non fili spinati, ma un po' di controlli". "Non e' possibile - ha aggiunto - che gli altri stati controllino i loro confini mentre in Italia entri gente che sfreccia a 250 km orari in autostrada, sparando a polizia e carabinieri".  Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha voluto commentare l'episodio "Ora che si sono liberati dell'auto sono ancora piu' pericolosi". "Sono tre delinquenti, non sono dei fenomeni - ha continuato Zaia -. Io non vorrei che cominciassero ad essere mitizzati perche' questa storia sembra quella di un set cinematografico. Sono tre delinquenti che rischiano la loro vita e mettono a repentaglio quella altrui in continuazione. Purtroppo, siamo un Paese molto strano per cui passata l'onda d'urto iniziale, questi signori rischiano anche di diventare personaggio". "Il vero tema pero' e' un altro - ha concluso il presidente del Veneto - se questi vengono presi quanto resteranno in galera?". (AGI)