Cronaca

Denunciato "X" di Anonymous, inventò la 'bufala' dell'attacco Isis - Video

21/01/2016 08:58

Roma - La 'bufala' diffusa via Intertnet su un attacco dell'Isis sventato all'ultimo minuto grazie ad Anonymous è costata a un esponente dello stesso movimento una denuncia associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo e al danneggiamento di sistemi informatici. E' il risultato di una complessa indagine condotta dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Eugenio Albamonte della Procura di Roma.

Guarda il video

Il responsabile, un 29enne esperto informatico di Aosta, conosciuto all'interno del movimento Anonymous come "X" alias "wArning", è ritenuto, tra l'altro, il fondatore del canale OpParis, il cui fine era quello di individuare profili Twitter ritenuti appartenenti all'organizzazione terroristica responsabile degli attentati in Francia. Su un quotidiano italiano on line, lo scorso 28 dicembre, "X" aveva rilasciato un'intervista nella quale lasciava intendere di avere sventato un attentato che l'Isis stava per portare a termine in Italia, promettendo di condividere ulteriori notizie al termine di un'asserita "attivita' sotto copertura" che stava conducendo in rete per individuare i membri del commando.

A Roma finiscono sotto processo otto di Anonymous

La notizia è rimbalzata su tutte le testate italiane ed estere, creando un notevole allarme nel periodo delle festività natalizie. La segnalazione non ha trovato pero' riscontro nelle indagini del Cnaipic ne' tantomeno convergenze nelle analisi degli investigatori della Specialita' sulle attuali strategie dei gruppi terroristici legati all'autoproclamato Stato Islamico.Inoltre, la rivendicazione a nome di Anonymous, non era stata riportata anche dal suo account riconosciuto come ufficiale @OperationItaly. E sul profilo ufficiale di Twitter, il 31 dicembre Anonymous aveva smentito tutto, indicando "X" come autore. (AGI) 

(21 gennaio 2016)