Cronaca

Più separazioni, ma divorzi coi 'fichi secchi'

Roma - La crisi non fa bene al matrimonio. Tanto che l'unico settore dell'avvocatura che ha sperimentato un incremento del carico di lavoro in questi tempi di magra e' quello del diritto di famiglia. Seppure con un giro d'affari decisamente piu' contenuto rispetto al passato. "La crisi economica fa esplodere le famiglia" dice all'Agi l'avvocato Eliana Onofrio, esperta di diritto di famiglia, "perche' in quei nuclei in cui prima si viveva in una sorta di pace armata, la crisi economica ha finito per far saltare gli equilibri e i nervi. Sono finiti i tempi in cui le mogli preferivano non rinunciare al tenore di vita, anche in una situazione di coppia che non era rose e fiori".

Il processo si e' casomai rallentato, sottolinea l'avvocato Onofrio, "perche' senza lavoro, in cassa integrazione o con stipendi bassissimi, prima di lasciare la casa coniugale ci si fa due conti su come fare per pagare mutuo, affitto e utenze. Ma alla fine chi ha deciso di separarsi mette i soldi da parte e lo fa".

Il lavoro dei divorzisti e' aumentato, ma sono crollati i prezzi chiesti dai professionisti e si finisce, per dirla con l'avvocato Onofrio, "per fare i divorzi con i fichi secchi". La legge sulla negoziazione assistita prevede situazioni in cui l'avvocato non serve e per non cedere terreno ai giovani profesionisti che si presentano sul mercato con prezzi stracciati, "si cerca di far pagare a rate la parcella, si danno tagli consistentissimi e resta il rischio di vedere i soldi dopo molto, molto tempo. L'offerta e' molto alta e il preventivo deve essere basso per non essere fuori mercato: oggi con 25 anni di esperienza devo fare preventivi che sono un quarto di quelli di quindici anni fa. Ma in questa materia gli anni di esperienza sono importantissimi. Ci si arriva dopo aver ascoltato tanti casi, assistito a convegni, tavole rotonde, incontri e aver ascoltato decine di persone che lavorano intorno al mondo del diritto di famiglia. E' quella, non la parcella, che fa la differenza". (AGI) .

(20 gennaio 2016)