Cronaca

Oxfam, in Italia l'1% possiede un quarto della ricchezza

18/01/2016 09:53

Roma - Anche l'Italia, come il resto del pianeta, non sfugge alla drammatica situazione di una "inaccettabile" disuguglianza tra ricchi e poveri: la denuncia arriva dall'organizzazione umanitaria Oxfam. I dati sulla distribuzione nazionale di ricchezza del 2015 evidenziano come l'1% piu' ricco degli italiani sia in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti e' pari a 39 volte la ricchezza del 20% piu' povero dei nostri connazionali. Anche l'incremento della ricchezza dal 2000 al 2015 non si e' distribuito equamente: oltre la meta' e' andata a beneficio del 10% piu' ricco degli italiani. Per non vanificare i progressi nella lotta alla poverta' conseguiti nell'ultimo quarto di secolo, Oxfam ha chiesto ai leader mondiali di agire con urgenza contro l'aumento vertiginoso della disuguaglianza, partendo da un primo passo: la messa al bando dei paradisi fiscali. Il continuo ricorrere da parte di super-ricchi e grandi multinazionali agli investimenti offshore e' infatti uno dei fattori che sottrae alle casse degli Stati risorse essenziali per la lotta alla poverta' e alla disuguaglianza.

"L'elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i Paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all'anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l'Italia", spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia "Il governo italiano puo' agire per porre fine all'era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l'obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perche' le tasse siano pagate laddove l'attivita' economica si svolge realmente. Per questo oggi Oxfam Italia - conclude- lancia Sfida l'Ingiustizia, una nuova campagna per dire 'basta' ai paradisi fiscali e rendere credibile l'impegno preso dai leader mondiali di eliminare la poverta' estrema entro il 2030".

"L'elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i Paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all'anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l'Italia", spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia "Il governo italiano puo' agire per porre fine all'era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l'obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perche' le tasse siano pagate laddove l'attivita' economica si svolge realmente. Per questo oggi Oxfam Italia - conclude- lancia Sfida l'Ingiustizia, una nuova campagna per dire 'basta' ai paradisi fiscali e rendere credibile l'impegno preso dai leader mondiali di eliminare la poverta' estrema entro il 2030".

(AGI)

 

(18 gennaio 2016)