Cronaca

Papa ricorda Shoah, 6 milioni uccisi perche' ebrei

Roma - "Sei milioni di persone, solo perche' appartenenti al popolo ebraico, sono state vittime della piu' disumana barbarie, perpetrata in nome di un'ideologia che voleva sostituire l'uomo a Dio". Papa Francesco ha ricordato cosi' la Shoah nel discorso pronunciato alla Sinagoga di Roma. "Il popolo ebraico, nella sua storia - ha detto - ha dovuto sperimentare la violenza e la persecuzione, fino allo sterminio degli ebrei europei durante la Shoah. Il 16 ottobre 1943, oltre mille uomini, donne e bambini della comunita' ebraica di Roma furono deportati ad Auschwitz". "Oggi - ha scandito il Papa - desidero ricordarli in modo particolare: le loro sofferenze, le loro angosce, le loro lacrime non devono mai essere dimenticate".

Con tutto questo carico di dolore, "il passato - ha affermato Francesco - ci deve servire da lezione per il presente e per il futuro". "La Shoah - ha dichiarato - ci insegna che occorre sempre massima vigilanza, per poter intervenire tempestivamente in difesa della dignita' umana e della pace". "Vorrei esprimere - ha poi aggiunto - la mia vicinanza ad ogni testimone della Shoah ancora vivente; e rivolgo il mio saluto particolare a coloro che sono oggi qui presenti". "Cari fratelli maggiori - ha poi continuato il Pontefice - dobbiamo davvero essere grati per tutto ciò che è stato possibile realizzare negli ultimi cinquant?anni, perche' tra noi sono cresciute e si sono approfondite la comprensione reciproca, la mutua fiducia e l'amicizia".

"Preghiamo insieme il Signore, affinche' - ha invocato infine - conduca il nostro cammino verso un futuro buono, migliore". Concludendo infine il suo discorso, il Papa ha poi assicurato: "Dio ha per noi progetti di salvezza, come dice il profeta Geremia. Progetti di pace e non di sventura, per concederci un futuro pieno di speranza". "Che il Signore - ha invocato - ci benedica e ci protegga. Faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua grazia. Rivolga su di noi il suo volto e ci conceda la pace. Shalom alechem!". (AGI)