Cronaca

Coppia acido, 16 anni a Martina Levato

13/01/2016 12:24

Milano -Sedici anni di carcere per Martina Levato e 9 anni e 4 mesi per Andrea Magnani per le aggressioni con l'acido compiute a Milano nel 2014. Così si è pronunciato oggi in aula a Milano il gup Roberto Arnaldi. Il pm ne aveva chiesti rispettivamente 20 e 14. Martina Levato è gia' stata condannata a 14 anni in un altro processo per un ennesimo episodio di assalto con l'acido.

Le tappe della vicenda - FOTO

"E' stata riconosciuta la sussistenza della banda dell'acido. La procura esprime soddisfazione per il risultato ottenuto". Cosi' il pm di Milano Marcello Musso commenta la sentenza di condanna per Martina Levato e Andrea Magnani per una serie di aggressioni con l'acido avvenute a Milano nel 2014.

Martina in lacrime dopo la condanna

Un milione di euro a Pietro Barbini e altrettanti a Stefano Savi: sono questi i risarcimenti, a titolo provvisionale, stabiliti dal gup di Milano Roberto Arnaldi per le vittime del processo a carico di Martina Levato e Andrea Magnani. Il giudice ha condannato a 16 anni la ragazza e a 9 anni e 4 mesi il bancario, ritenuto il 'basista' degli agguati con l'acido.

"Oggi sappiamo chi ha aggredito Stefano, ma non sapremo mai il perché". Ad affermarlo è Alberto Savi, il papà di Stefano, il giovane sfigurato al volto con l'acido per errore da Martina Levato e Andrea Magnani, stando alla sentenza di primo grado pronunciata oggi a Milano. "In tutta questa storia assurda - prosegue il padre del ragazzo, sempre presente alle udienze del processo - almeno abbiamo il volto degli aggressori. Siamo felici per il risultato processuale ma oggi e' una giornata triste per tutti". Alberto Savi esprime comunque ottimismo per il futuro del figlio: "Ha subito quattordici operazioni e a fine gennaio ce ne sarà un'altra, ma posso dire che Stefano ha vissuto questi mesi serenamente, con l'obiettivo di riprendersi la sua vita e ci sta riuscendo. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. Stefano sta bene, ha accolto bene la sentenza di oggi che reputo equa e continua il suo percorso di riabilitazione fisica e psichica. Bisogna lasciargli tempo". Chi ha avuto modo di vederlo in aula al momento della lettura del verdetto ha descritto Stefano Savi come "commosso e soddisfatto". 

(13 gennaio 2016)