Cronaca

Doodle da fiaba, Google celebra Charles Perrault

12/01/2016 09:09

Roma. - C'era una volta Charles Perrault. Il papà della 'Bella addormentata nel bosco' e di 'Cenerentola' nasce 338 anni fa a Parigi, e Google lo celebra in un Doodle che illustra alcune delle fiabe più belle che l'intellettuale vicino alla Corte di Luigi XIV raccolse dalla tradizione popolare europea e arricchi'. Accademico e uomo di lettere, Perrault e' anche un importante architetto (suo e' il disegno della facciata dell'ala est del Louvre di Parigi) e prende parte alla creazione dell'Accademia delle Scienze e al restauro dell'Accademia della Pittura. E' il 1680 a segnare la svolta 'fiabesca' della sua vita: all'età di 55 anni Perrault pubblica il volume 'Racconti e storie del passato con una morale' col sottotitolo 'I racconti di mamma l'oca'. Il successo e' immediato e travolgente, il suo nome diviene famoso anche al di fuori dei circoli letterari e artistici parigini e il libro viene tradotto in tutta Europa. Sebbene molti dei suoi racconti siano trascrizioni di storie tradizionali riprese dall'opera di Giambattista Basile 'Lo cunto de li cunti' (1634-1636), hanno un nuovo fascino: Perrault li arricchisce con luoghi e riferimenti della vita francese del suo tempo e aggiunge ai canovacci idee originali e spunti creativi. Uno su tutti la scarpetta di cristallo di Cenerentola, che fa la sua apparizione per la prima volta proprio nella favola di Perrault. Certo, non tutte le sue storie hanno un lieto fine. Così, la versione di 'Cappuccetto rosso' che tutti conosciamo non e' firmata da Parrault ma dai fratelli Grimm (bisognera' aspettare il 1857): la bimba di Perrault finisce mangiata dal lupo insieme alla nonna e non viene salvata da alcun taglialegna di passaggio. Tra le sue fiabe piu' note ci sono poi 'Il gatto con gli stivali', 'Pollicino', Barbablu'' e 'Pelle d'asino'. Perrault muore nel 1703. I suoi resti si trovano probabilmente nelle Catacombe di Parigi: dopo i funerali viene sepolto in uno dei tanti cimiteri parrocchiali cittadini fatti sopprimere per volontà di Napoleone. (AGI)

(12 gennaio 2016)