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IL RITORNO DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA

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IL RITORNO DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA

12:58 08 FEB 2007

"Il tradimento e' abbandono, fuga da una situazione reale. Nel mio film parlo invece di un istinto naturale, un bisogno e un desiderio momentaneo che ti cambia la vita". Vincenzo Salemme, autore (con Ugo Chiti), regista e interprete, con Giorgio  Panariello, Enrico Brignano, Lucrezia Lante della Rovere e Luisa Ranieri, di "SMS - sotto mentite spoglie", in uscita il 12 ottobre in 250 copie, racconta in una conferenza stampa romana il suo nuovo film. "Un sms inviato per sbaglio alla moglie del  migliore amico del mio personaggio - spiega l'attore - scatena una serie di reazioni a catena, di equivoci e situazioni particolari tra persone della media borghesia. Quello che racconto, secondo me, non e' un tradimento - aggiunge - ma una situazione  che puo' capitare a tutti e che non e' drammatica come si dice. Non condivido l'atteggiamento di chi demonizza queste situazioni: sono comuni, fanno parte della vita e della natura umana". La scelta dei protagonisti che, spiega Salemme, "solo  casualmente, sono un napoletano, un toscano e un romano", e' perfettamente intonata al desiderio piu' volte dichiarato dal regista di far rivivere i fasti della commedia all'italiana degli anni '60 e '70. A chiarire perfettamente quello che forse e' il  significato piu' profondo di "SMS" e' Enrico Brignano: "Oggi la commedia all'italiana ha per protagonisti personaggi della media borghesia, avvocati, medici, professionisti. Un tempo erano i cosiddetti poveri, erano i vari 'Capannelle'. Oggi non  esistono piu' questi personaggi". "Io faccio questo genere di film - gli fa eco Salemme - perche' sono convinto che la commedia all'italiana rappresenti il nostro patrimonio culturale che dobbiamo sostenere, contrastando con forza la tesi da piu' parte  avanzata che si tratti di un genere minore. Non e' vero: ha fatto la fortuna del nostro cinema e la fara' ancora".
Il regista di Bacoli ha dichiarato recentemente che recitare con un cast diverso dal solito (senza i compagni 'storici' come Buccirosso o  Casagrande) ha accelerato i tempi in fase di montaggio perche' "non abbiamo improvvisato 'ad libitum' come facevamo con loro e, quindi, non ho avuto alcun problema di tempistica quando l'ho montato". "Ho scelto Panariello e Brignano - aggiunge in  conferenza stampa - perche' li stimo molto e perche' sono due grandi attori di teatro. Per me se un attore non fa teatro, e' un attore incompleto, gli manca qualcosa. Stavolta ho scritto la sceneggiatura senza pensare ad attori in particolare - dice  ancora -. In passato ho commesso spesso l'errore di fare diversamente. Ho capito che il cinema non e' teatro, che sul set serve naturalezza e ho cercato soprattutto quella, vincendo la mia paura di uscire, per cosi' dire, dal mio 'particulare'". La  presenza in "SMS" di una coppia comica formata da un campano e un toscano riporta subito alla memoria Troisi-Benigni di "Non ci resta che piangere". "In comune con loro abbiamo le radici - spiega ancora Salemme - ma non vedo altro perche' i nostri  personaggi, come pure quello del romano Brignano, non vogliono essere caratterizzati in maniera precisa: sono esponenti della media borghesia e solo casualmente hanno quelle origini". (di Andrea Cauti)