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"RELIGIOLUS",
LE RELIGIONI
COME MALE ASSOLUTO

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RELIGIOLUS, LE RELIGIONI COME MALE ASSOLUTO

07:00 09 FEB 2009

"Il peso delle religioni e' devastante per il progresso dell'umanita'". Con questo assunto parte il documentario di Larry Charles, "Religiolus", in cui il comico Bill Maher conduce un'inchiesta attraverso le tre principali religioni monoteistiche, con qualche excursus in altre 'fedi' quali Scientology, il culto del 'nuovo Messia' Jose de Luis Jesus o quello della cannabis. La religione, dice "Religiolus", e' il male assoluto, la causa di tutte le tragedie: la religione che "deve morire affinche' il genere umano sopravviva". Il documentario a tema del regista di "Borat", da venerdi' in 30 sale italiane, e' una divertente e feroce critica delle religioni fatta scandagliando il mondo del fanatismo con un 'occhio di riguardo' per il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, ma senza trascurare l'Islam e gli ebrei.

Il film e' un crescendo di denuncia che parte dalle incongruenze tra le sacre scritture e la scienza, le similitudini dei culti religiosi (la vita e natura divina di Krisna, Mithra e Horus ricordano da vicino Cristo), l'integralismo e il fanatismo di molti credenti, le deviazioni a cui soprattutto il cristianesimo e' soggetto negli Usa, il razzismo che nasce dall'interpretazione letterale delle sacre scritture, il cattolicesimo 'a-la-carte' in Italia (secondo un sondaggio citato nel film, Gesu' e' solo la sesta divinita' a cui si appellano i credenti nei momenti di crisi, preceduto in classifica da numerosi santi). "Questo film e' una provocazione culturale che serve da stimolo per il dialogo", ha spiegato Victor Magiar, assessore alla cultura dell'Unione comunita' ebraiche italiane, durante la conferenza stampa a cui non hanno voluto partecipare esponenti cattolici. Oltre al rappresentante degli ebrei, erano presenti Khalid Chaouki (associazione giovani musulmani), Paolo Naso (direttore
 'Confronti' e cristiano protestante, gia' curatore della rubrica 'Protestantesimo') e Raffaele Carcano (segretario dell'Unione degli atei agnostici razionalisti).

"Larry Charles fa un'intelligente provocazione che si basa su tre punti - ha detto il professor Naso -. C'e' una denuncia del dogmatismo, laddove non vengono spiegate ai credenti i dogmi della fede. Poi si parla di pluralismo e dell'importanza che questo accada. Non per niente il documentario tratta questo punto in Olanda e negli Usa - ha aggiunto con un accenno polemico - dove si vive un pluralismo religioso sconosciuto nel nostro Paese. Infine c'e' una denuncia dei fondamentalismi". "Religiolus" esce in 30 copie e ha gia' suscitato le polemiche di alcune associazioni cattoliche. Il mondo accademico vicino alla Chiesa, pero', ha preferito snobbare l'incontro odierno. Non c'e' una posizione ufficiale, ma Raffaele Carcano ha una sua idea: "Il problema vero e' che in Italia e' difficilissimo criticare la religione. Quando noi atei veniamo invitati in una trasmissione e' sempre richiesta la presenza di un contraddittorio religioso, mentre non accade quasi mai il contrario - ha detto -. La domanda e' la seguente: e' possibile per una societa' avere una morale che non sia religiosa? In questo senso ritengo fortissimo l'appello conclusivo del film ai non credenti e ai moderati".

In un 'sermone' conclusivo, infatti, Bill Maher si rivolge a chi e' "antireligioso" affinche' "esca allo scoperto", ma anche a chi e' "moderatamente religioso" affinche' "si guardi allo specchio" e si renda conto di quante vittime fanno le religioni: "Crescete o morite", la conclusione di Bill Maher.
(di Andrea Cauti)