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MUCCINO, WILL SMITH
VOLEVA FUGGIRE DAL SET

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MUCCINO, WILL SMITH VOLEVA FUGGIRE DAL SET

23:50 08 GEN 2009

"Sette anime" incassera' in America almeno 80 milioni di dollari. Ne e' convinto Gabriele Muccino, che ha presentato a Roma il suo ultimo film con Will Smith e Rosario Dawson, in 600 sale da domani. Accolto negli Usa con scetticismo e astio dalla critica, la pellicola sta rispondendo egregiamente al botteghino dove ha incassato circa 60 milioni di dollari in due settimane. "Arrivare a 80 milioni e' un grandissimo successo perche' e' una cifra enorme per un film come questo - spiega il regista romano, per la seconda volta impegnato in una produzione 'made in Usa' e ancora una volta in coppia col suo attore-feticcio Will Smith (anche produttore) -. E' come portare un film di nicchia, d'essai, alle case cinematografiche americane: un esperimento quasi rivoluzionario per il modo in cui questo film e' stato concepito e finanziato perche' questo non e' un film indipendente, ma viene fuori da uno dei piu' grossi Studios americani. Ed e' noto che gli Studios seguono delle logiche precise: non amano il rischio, le novita', sono insicuri, impauriti. E 'Sette anime' e' un film con una componente di rischio enorme". Il film racconta la storia di un uomo, devastato dal dolore che fa seguito ad un incidente in cui ha provocato la morte di sette persone, tra cui la moglie, che decide di salvare la vita di sette persone buone donando la sua. "E' un film sull'amore e sulla capacita' salvifica che questo ha - spiega il regista -. In realta' avevo paura di fare un film cosi' cupo,
 provocatorio ed estremo, anche se non e' un film poi cosi' estremo come potrebbe sembrare. E' una pellicola che ha una potenza emotiva al suo interno, dove c'e' un fortissimo simbolismo che prevale anche sul realismo". Proprio per questo il regista romano e' molto soddisfatto dal risultato di botteghino di un film "non per tutti e non per famiglie", mentre confessa di ignorare le violente critiche della stampa specializzata. "Hanno letteralmente massacrato il mio film - dice - ma sinceramente non ho capito il motivo. In genere accetto e rispetto le critiche e credo che siano utili anche a migliorarsi, ma stavolta non sono stato proprio in grado di capirle. L'unica cosa che mi e' chiara - aggiunge - e' il fatto che accusino "Sette anime" di essere 'manipolatorio'. Manipolatorio. Che significa che un film e' troppo manipolatorio? Tutti lo sono perche' tutti cercano di manipolare le emozioni del pubblico. Quando ho fatto "La ricerca della felicita'" sapevo benissimo come smuovere alcune emozioni negli spettatori e proprio quello era il mio obiettivo. In realta' - aggiunge - credo che si attacchi il film per colpire Will Smith. Sono stati fatti attacchi personali, lo si e' paragonato a Tom Cruise, si e' parlato di scientology. Chi ha un potere, evidentemente, e' destinato a subire degli attacchi". Il rapporto di Muccino con Will Smith si e' consolidato negli anni e oggi il loro sodalizio e' sinonimo di qualita' e successo. E per Will Smith, uno degli uomini piu' potenti e ricchi di Hollywood, il regista romano rappresenta un mondo a parte nel panorama cinematografico Usa. Lo avrebbe voluto anche in "Hankock", un divertente film su un supereroe alcolizzato che in Italia ha incassato oltre 10 milioni, ma Muccino ha rifiutato perche' "non era nelle sue corde". E per lui accetta di calarsi in ruoli nuovi, di spogliarsi, come dice Muccino, per sperimentare nuove strade. "Interpretare il personaggio di Ben Thomas - spiega il regista - e' stato difficilissimo per Will perche' e' depresso, triste, cupo. Esattamente il contrario di lui. Ed e' per questo che ci ha impiegato due settimane e mezzo per entrare nella parte. C'e' riuscito proprio quando iniziavo a disperare". Tra Ben e il suo interprete, aggiunge, si e' poi creata "una sovrapposizione: nel momento in cui il personaggio pensa di voler vivere e cambia idea, Will ha pensato di lasciare il film in preda alla depressione, fenomeno che per lui era del tutto sconosciuto". Poi tutto e' andato bene, "ma Will e' rimasto depresso ancora a lungo", conclude Muccino.