DIESEL: "FAST & FURIOUS"
SENZA COMPROMESSI
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"Torno a recitare nei panni di Dom Toretto dopo otto anni, malgrado gli Studios insistessero per cavalcare l'onda del successo del primo 'The Fast and the Furious'. In realta' io ho la mia integrita' e Hollywood non riuscira' mai a comprarmi, non scendo a compromessi". Lo dice Vin Diesel, a Roma per presentare "Fast & Furious - solo parti originali", quarto film della serie e secondo interpretato dall'attore americano, che uscira' il 17 aprile in 380 sale italiane distribuito da Universal Pictures. La pellicola, in cui Diesel, anche produttore, recita insieme a Paul Walker e Michelle Rodriguez, e' diretta da Justin Lin, regista del terzo film della serie in cui recita in un cameo lo stesso Diesel. "Gli Studios mi chiesero di fare quella comparsata - dice l'attore - e in cambio mi promisero che avrei potuto produrre il prossimo 'Fast & Furious'". La storia del quarto episodio e' compiuta e il film ha una sua struttura che lo rende un'eccezione rispetto ai soliti sequel. "Abbiamo lo stesso approccio di Francis Ford Coppola rispetto ai sequel - spiega Diesel - per noi sono il naturale proseguimento della storia. Per questo forse ho la nomea di rompiscatole: dicono che faccio il prezioso, ma per me il cinema e' sacro e voglio sempre essere orgoglioso dei film che faccio, proteggero' sempre l'integrita' dei miei personaggi". "A Hollywood si segue una formula e si pensa che sia sufficiente per poter fare un film - gli fa eco la Rodriguez (celebre protagonista di "Resident Evil") - invece credo che serva una storia vera, capace di arrivare al cuore del pubblico come in questo film". Il nuovo "Fast & Furious" e' una pellicola tutta adrenalina, macchine velocissime e bellissime, donne mozzafiato, inseguimenti in stile videogame in cunicoli sotterranei a oltre cento all'ora e "sottocultura". Come dice Diesel, infatti, "il merito del primo film del 2000 e' stato quello di evidenziare una cultura sotterranea, underground, che negli Usa non era nota: quella di prendere un'auto modesta, lavorare sul motore e renderla una fuoriserie veloce come una Lamborghini". Il gigante americano con la voce di Shrek (paradossalmente ha doppiato solo una volta un cartoon, "Iron Giant", poi e' stato snobbato dalle grandi produzioni malgrado il regista di quel film fosse passato alla Pixar e avesse diretto "Gli incredibili") confessa di essere cresciuto con i film di Stallone e Schwarzenegger, ma non li considera suoi punti di riferimento. "Hanno creato un genere di star particolare, quella dei film d'azione - spiega - ma questa definizione e' nata con loro, prima erano chiamati solo film. E cosi' per me pellicole d'azione erano quelle di Kazan con Marlon Brando o 'Via col vento'. Diciamo che i miei modelli sono un po' piu' indietro di Stallone e Schwarzy".
(di Andrea Cauti)
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