GOLINO E MASTANDREA, ANIME SOLE PER PICCIONI
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"I personaggi di Valeria Golino e Valerio Mastandrea sono affacciati alla vita, vedono scorrere il fiume, ma sono soli. Lei, perche' costretta dalle vicende della vita; lui, perche' e' un intellettuale che non interviene mai sul mondo, che non si esprime, che preferisce non vivere". Lo ha detto Giuseppe Piccioni, presentando alla stampa il suo ultimo film, 'Giulia non esce la sera', in uscita venerdi' prossimo in 181 copie per 01 Distribution. E' la storia di uno scrittore in lizza per un prestigioso premio che, spiega Piccioni, "e' ambizioso ma dice che vuole fuggire, si dice contro il mondo letterario ma poi asseconda la sua agente, dice di innamorarsi ma poi non riesce a cambiare vita". Un personaggio che Mastandrea dice di odiare perche' "rappresenta l'intellettuale che non osa mai, che non si mette in discussione e non si prende mai le sue responsabilita'. E' un certo tipo di elettorato - aggiunge dando un significato fortemente politico al suo personaggio - che mi ha stufato perche' e' ora di finirla con questo atteggiamento ed e' necessario tornare ad impegnarsi e a prendersi le proprie responsabilita'". Lo scrittore s'innamora di una donna, Valeria Golino, una detenuta in semiliberta' che deve tornare ogni sera nel carcere per scontare sette anni. La donna ha ucciso il suo amante per il quale ha lasciato marito e figlia piccola. Una tragedia nella tragedia per lei, che si e' accorta di aver lasciato tutto per chi non l'amava e che ora ha perso per sempre la persona piu' importante, la figlia, ora sedicenne. La storia, scritta dallo stesso regista con Federica Pontremoli, girata con gran garbo e poesia, si sviluppa seguendo "le due solitudini" di cui ha parlato Piccioni fino alla conclusione forse piu' ovvia. Una pellicola d'autore come raramente se ne vedono in Italia di questi tempi che pone Giuseppe Piccioni in una sorta di ideale oasi del Wwf della cinematografia di casa nostra. "Sono una specie protetta - dice il regista - anche se poi non credo di essere cosi' tanto protetto: non riesco a fare i film nei tempi che vorrei e gia' so che se questo film non fara' risultati, il mio prossimo lo faro' con grandissima difficolta'. Il problema e' che bisogna cambiare le cose - aggiunge - e non e' possibile che si parli di un film solo quando riesci a farti complice una certa stampa fondata sul gossip. Per 'Giulia non esce la sera', per esempio, sappiamo gia' che possiamo contare solo sui trailer, sul passaparola e sulla stampa cinematografica. Non avremo aiuti extra".
(di Andrea Cauti)
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