PANINI: FACCIO PIANGERE
RAOUL BOVA PER AMORE
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"Da sempre amo i film in cui gli attori fanno ruoli diversi da quelli a cui hanno abituato il pubblico, come Jack Lemmon in 'Missing' o Tom Hanks in 'Era mio padre'. Stavolta ho voluto che Raoul Bova interpretasse un uomo distrutto per amore che piange e scongiura la sua donna per telefono di non lasciarlo, anche se qualcuno mi ha detto che nessuno credera' mai ad una storia in cui Bova viene lasciato". Ago Panini, regista di "Aspettando il sole", spiega uno degli elementi piu' interessanti che caratterizzano il suo film d'esordio interpretato, tra gli altri, da Raoul Bova, Claudia Gerini e Bebo Storti, dal 20 febbraio in 50 cinema. "Il difetto del cinema italiano - dichiara il regista durante la conferenza stampa romana, alla presenza di alcuni dei suoi attori (Sergio Albelli, Giuseppe Cederna, Corrado Fortuna, Gabriel Garko, Vanessa Incontrada, Rolando Ravello, Claudio Santamaria) - e' che ci sono pochi personaggi: gli attori fanno sempre ruoli simili. Nella mia favola racconto un'umanita' ai margini, lontanissima dalla massificazione in cui statistica e marketing ci stanno spingendo".
"Aspettando il sole" e' ambientato nel 1982 e descrive alcune ore di quindici persone che vivono in una pensione in una citta' non meglio identificata (in realta' e' girato nell'ostello della gioventu' del Coni a Roma). I personaggi, le cui storie si intrecciano a ritmo lento, sono tutti sopra le righe. La storia di riferimento, quella in cui il portiere di notte (Cederna) ha a che fare con due balordi (Santamaria e Venitucci) in un crescendo di citazioni (Conenberg su tutti), la piu' compiuta, rimanda alle altre: la camera trasformata in set porno dove il lavoro degli attori hard lascia il posto alla poesia e all'amore; lo squallido ometto che vive col volpino e studia tedesco; il bel ciociaro che piange al telefono implorando la fidanzata di non lasciarlo; i due malviventi del sud Italia che aspettano la chiamata del loro complice; l'incontro sessuale clandestino che finisce in tragedia.
Il film, spiega ancora Panini, "e' stato scritto nel 2000. Ho fatto molti spot e videoclip nella mia vita, ma da sempre desideravo dirigere un film. Ci sono arrivato - prosegue - dopo essere stato all'universita'. Per me, infatti, il lavoro che ho fatto a lungo e' stata una vera e propria scuola. Quando giri una pubblicita', infatti, non puoi sbagliare. O stai nei tempi previsti o e' un disastro". In conferenza stampa la battuta piu' divertente viene da Rolando Ravello che interpreta un uomo che tiene nascosto un cane nella sua stanza e studia il tedesco. Un episodio che mette tristezza (dato il personaggio) e che Ravello sintetizza cosi': "Sono la spalla di un volpino col fiato terribile. Ci siamo frequentati per tre giorni e ho sofferto terribilmente. Che devo dire? Con buona pace degli animalisti, spero che sia morto!". In quanto a Gabriel Garko, uno dei bellissimi del nostro cinema, anche su di lui Panini si e' sbizzarrito nel tentativo di stravolgere il suo personaggio che ha voluto "debole". "Ago mi ha chiesto di recitare in piemontese - spiega l'attore - ma ci ho messo cosi' tanto a perdere quell'accento che ho chiesto di poter recitare in un altro dialetto. E cosi' ho scelto il siciliano e ho aggiunto una zeppola".
(di Andrea Cauti)
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