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SCAMARCIO MI RINNEGA MA IO GLI DICO GRAZIE

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SCAMARCIO MI RINNEGA MA IO GLI DICO GRAZIE

12:58 08 FEB 2007

(di ANDREA CAUTI) - Lorenzo Cicconi Massi, classe 1966, nato e residente a Senigallia, laureato in sociologia, comincia il suo lavoro di ricerca fotografica in bianco e nero e, contemporaneamente, realizza i primi cortometraggi a basso costo. Dal gennaio del 2000 e’ uno dei fotografi dell’agenzia Contrasto. Vince numerosi premi fotografici. Nel 2003 esordisce come regista con il lungometraggio “Il motore del mondo”, uscito a fine agosto nelle sale col nuovo titolo “Prova a volare”, girato fra le Marche e la Basilicata e che ha fra gli interpreti Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Ennio Fantastichini, e Antonio Catania.

Cominciamo dalla fine: perche’ Riccardo Scamarcio non vuol sentir parlare di questo film, che segna anche il suo debutto da protagonista?

"Scamarcio rifiuta il suo primo film come se si trattasse di un lavoro fatto in un momento di disperazione, mentre e' un'opera dignitosissima di cui e' impossibile vergognarsi. Ha deciso di non parlare del suo film d'esordio, di non rilasciare interviste e di dimenticarlo. Una scelta personale che non posso discutere, ma che mi lascia perplesso. Mi sarei aspettato che mi chiamasse, che decidesse di stemperare questa tensione che si e' creata, che prendessimo con ironia la faccenda.
Probabilmente ha deciso di allontanarsi da certi cliche' e di concentrarsi su ruoli piu' impegnati e meno giovanili. Sono ancor piu’ stupito se penso al rapporto che durante le sei settimane di riprese si e’ stabilito tra noi: Riccardo era un ragazzo gentile e simpatico che spesso prendeva la telecamera e giocava a fare le riprese del backstage. Finche’ non lo richiamavo all’ordine. Per lui e' stata di certo una prima esperienza positiva in cui ha imparato molto e che gli ha dato insegnamenti importanti che, credo, hanno contribuito al suo successo futuro".

Lei ha ammesso candidamente che il suo film d’esordio, realizzato nel 2003, arriva nelle sale dopo quattro anni solo perche’ il suo protagonista nel frattempo e’ diventato famoso.

"Il mio film esce per Riccardo Scamarcio. E’ la verita’. Ma questo non mi disturba affatto: e’ un bene che le persone abbiano la possibilita’ di vederlo e di trovarvi anche altri motivi d’interesse che non sia solo la presenza di un attore famoso. E’ una cosa positiva sia per il pubblico che per chi ci ha lavorato. In “Prova a volare” sono state impegnate circa 50 persone della troupe, oltre agli altri attori: tutti hanno bisogno che il film esca anche per trovare altri lavori. Questo film, inoltre, e’ anche stato finanziato ed e' giusto che esca e sia visto dal pubblico, permettendo allo Stato di rientrare dei soldi investiti. Oggi ci sono ancora 52 pellicole chiuse nei cassetti in attesa di trovare una distribuzione. E molte non usciranno mai. Con questa filosofia, per esempio, e' rimasto chiuso per due anni negli archivi della Rai il bellissimo e pluripremiato film di Marco Tullio Giordana “La meglio gioventu'". E cosi’ e’ accaduto per molti altri film”.

Lei e’ un fotografo affermato e lo era anche nel 2003. Perche’ ha deciso di fare il regista?

“E’ una passione che ho sempre avuto. Ho passato la mia gioventu’ a fare cortometraggi con gli amici: ne scrivevo e ne giravo dalla mattina alla sera. Poi ho scoperto la fotografia e qui ho potuto esprimermi con piu’ facilita’, realizzando lavori di un certo livello fino ad entrare nell’agenzia Contrasto. Quest’anno sono stato premiato al World Press Photo con un lavoro sui giovani calciatori cinesi. Il cinema e’ comunque una strada che percorro parallelamente e che avrei proseguito se non avessi dovuto lottare cosi’ tanto in questi quattro anni per far uscire nelle sale il mio film. In tutto questo tempo, infatti, non ho pensato a tornare dietro la macchina da presa ne’ a scrivere per il cinema: non avevo la testa sgombra”.

Come lavora con la sceneggiatura?  Per lei e’ una guida assoluta e intoccabile oppure concede spazio all’improvvisazione?

“Non e’ affatto una gabbia, ma e’ un punto di riferimento importante. Soprattutto quando i tempi di realizzazione sono stretti, e’ fondamentale che la sceneggiatura sia solida. In “Prova a volare”, che ho scritto insieme ad Andrea Leoni (“La mia generazione” di Wilma Labate con Nanni Moretti, ndr) e Tamara Alessi, mi sono concesso solo alcune piccole improvvisazioni. Io sono un fotografo e per me avere una sceneggiatura che funziona bene e’ importante: mi permette di concentrarmi sulla scena, sui colori, sull’atmosfera visiva. Quando scrivo una sceneggiatura, infatti, costruisco tutto attorno all’immagine visiva che ho in mente. Se ho una sceneggiatura forte posso sperimentare delle inquadrature nuove, meno canoniche. Posso lavorare sui movimenti di macchina e sulla composizione dell’inquadratura. In questo senso, comunque, non credo di aver espresso in questo film quelle che sono le mie possibilita’”.

C’e’ un regista che piu’ di altri l’ha influenzata?

“Sergio Leone. Per me e’ la divinita’ assoluta. Ovviamente e’ il mio modello, un punto di riferimento al quale non posso tendere perche’ rischierei solo di fare una copiatura. Il suo cinema e’ quello che mi ha fatto sognare maggiormente, ma so bene che di Sergio Leone ce n’e’ stato uno e non ce ne sara’ mai un altro. Ho ovviamente apprezzato anche altri registi, come Antonioni o Bresson, ma l’amore impulsivo e’ per Leone”.

Il film e’ uscito in 200 sale e ha incassato, dal 24 agosto al 2 settembre, poco meno di 250mila euro. Quali sono adesso i suoi programmi immediati?

“Sono impegnato nella preparazione della mostra personale al Centro Forma di Milano e continuo a lavorare come fotografo per l’agenzia Contrasto. Per quanto riguarda il cinema, ora che finalmente “Prova a volare” e’ stato sdoganato, spero che mi arrivi qualche proposta come regista. Se non mi chiamera’ nessuno, comunque, questo inverno mi rimettero’ a scrivere”.

L'indirizzo e-mail del regista e': lorenzocicconimassi@virgilio.it