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Le buone pratiche digitali dei Comuni

Informatica

Il 20 marzo 2017, con l’incontro dedicato a “SPID e la Casa Digitale del Cittadino”, l’iniziativa #ComunInnovano  ha fatto un ulteriore passo in avanti definendo un gruppo di lavoro su questa tematica. L’iniziativa, giunta al suo secondo appuntamento romano, è stata avviata il 3 ottobre 2016 dal mio Assessorato Roma Semplice e nel corso dei mesi successivi è diventata periodica e itinerante facendo tappa a Bologna, Reggio Calabria, Bari e Milano, con la presenza di AgID, ANCI, Team digitale del Commissario Straordinario all’Agenda Digitale Diego Piacentini, esponenti delle Regioni in cui si sono svolti gli incontri.

Che cos’è #ComunInnovano

L’obiettivo dell’iniziativa, che ha visto presenti le principali città italiane ma anche piccoli comuni, è di definire un luogo stabile di collaborazione sulle esperienze che i comuni stanno realizzando nell’ottica della trasformazione digitale. Non semplice riuso di applicazioni, valida ma non esauriente leva di velocizzazione dei cambiamento, ma interscambio “in tempo reale” per identificare sinergie in corso d’opera sul cammino dell’innovazione della PA locale.

Parallelamente, #ComunInnovano è anche luogo di costruzione collettiva di valutazioni, proposte e richieste sui programmi nazionali e sulle scelte intraprese per l’attuazione dell’Agenda Digitale italiana, cercando di riaprire un dialogo sul merito che fino ad oggi, in gran parte, è sembrato mancare.

Negli ultimi mesi un segnale di apertura all’ascolto e alla collaborazione è venuta dai tavoli di confronto con alcuni comuni metropolitani istituiti dal team Digitale del Commissario Straordinario all’Agenda Digitale Diego Piacentini. Un segnale che va nella giusta direzione, non ancora sufficiente perché le esigenze e le riflessioni dei comuni possano essere considerate in modo non estemporaneo ma strutturale nel percorso di realizzazione dei principali programmi nazionali come Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Anagrafe Nazionale Popolazione residente (ANPR), PagoPA.

Dallo scambio di esperienze alla proposta – il nodo di SPID

Che cos’è successo il 20 marzo? Dopo che la tappa di Milano era stata la prima su un tema specifico (partecipazione), questa volta a Roma gli assessori all’innovazione si sono riuniti non solo per un confronto sui problemi affrontati e sulle esperienze in corso e realizzate, ma si sono anche trovati insieme nel definire proposte e richieste specifiche rispetto ai nodi strategici intorno ai quali si decide il futuro della PA Digitale e dell’effettiva concretizzazione delle aspettative sulla Cittadinanza Digitale affermata nel primo articolo del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale.

Si è deciso, inoltre, di costituire un gruppo di lavoro specifico su SPID e Casa Digitale del Cittadino. Su SPID la convinzione, condivisa nel corso dell’incontro, è che il raggiungimento rapido di una diffusione elevata sia una delle condizioni critiche per il successo. A fine marzo le credenziali rilasciate erano poco oltre il milione e trecentomila, in gran parte grazie alle iniziative che hanno forzato verso l’adozione di SPID (la Carta del docente e l’APP per i diciottenni), ma adesso la media mensile di acquisizione delle credenziali SPID è di circa 100mila unità. Quantità e medie non sufficienti per rendere irreversibile questo cambiamento. Il salto di dimensione nella diffusione è legato certamente al coinvolgimento dei cittadini e dei service provider privati.

L’incontro di Roma ha permesso di consolidare quattro principali proposte:

1) la trasformazione digitale della PA si può concretizzare soltanto se si affronta in modo sistemico il problema grave del basso livello di competenze digitali (in Italia soltanto il 44% della popolazione, secondo l’indicatore DESI  della Commissione UE, ha un livello di competenza almeno di base), affiancando alle iniziative del MIUR sul Piano Nazionale Scuola Digitale iniziative di formazione ai cittadini  sulla cultura digitale e presìdi permanenti di facilitazione digitale. Su questo fronte, dopo le esperienze regionali come i Punti Pane e Internet e i Punti per l’Accesso Assistito ai Servizi online, sono state avviate esperienze a livello comunale come i Punti Roma Facile, che sono da sostenere e diffondere come iniziativa strategica di interesse nazionale;

2) per una rapida diffusione del digitale bisogna spingere sulla logica del switch-off, per cui anche il passaggio forzato a SPID, rendendolo unico sistema di accesso per i servizi digitali pubblici, diventa una scelta necessaria e urgente, disegnando un percorso certamente graduale ma irreversibile;

3) il passaggio a SPID degli attuali autenticati ai servizi delle PA, primi fra tutti i dipendenti pubblici è da supportare anche definendo nuove regole e nuovi meccanismi che lo favoriscano, salvaguardando naturalmente i livelli di sicurezza necessari. In altri termini, è necessario farsi carico di una rapida migrazione a SPID di coloro che già utilizzano i servizi pubblici digitali;

4) la disponibilità dei servizi digitali è la condizione di attrattività indispensabile perché cittadini e imprese vedano i benefici nel passaggio a SPID. Per questa ragione è necessaria ma non sufficiente l’adesione totale delle PA, poiché bisogna definire azioni specifiche per favorire l’ingresso di service provider privati, anche con l’utilizzo di ecosistemi di API e dati aperti.

Questo il primo contributo di proposta che #ComunInnovano porta agli interlocutori nazionali nella convinzione che i programmi strategici nazionali possono aver successo soltanto se tutti gli attori in gioco partecipano, secondo il proprio ruolo e le proprie esperienze, alla progressiva costruzione del percorso programmatico. È sempre più urgente un nuovo modello di governance che recepisca strutturalmente questi indirizzi.


21 aprile 2017 ©