SETTIMA ARTE

Al festival di Cannes il critico de 'L’Unità' combatte su Facebook

Il festival di Cannes, edizione numero 70, quella senza italiani in concorso ma con un po’ di star di casa nostra in bella evidenza (Claudia Cardinale della locandina, Monica Bellucci madrina e Paolo Sorrentino giurato), è iniziato. Come ogni anno sono tanti i giornalisti e critici ad arrivare sulla Croisette e seguire, spesso in condizioni difficili – vedi misure antiterrorismo o sale di proiezione non proprio immense – la kermesse cinematografica più famosa del mondo. Un festival un po’ snob, per cinephiles, che spesso ha premiato film del tutto indigesti per il grande pubblico (penso a ‘Il sapore della ciliegia’ di Kiarostami, ‘Elephant’ di Gus Van Sant, ‘The Tree Of Life’ di Terrence Malick o ‘Amour’ di Michael Haneke, ecc.).

Il decano dei critici italiani a Cannes

Tra loro ce n’è uno che, a dispetto dell’età, si può considerare tra i decani di Cannes: Alberto Crespi. La sua voce dal festival si sente ininterrottamente da 34 anni ed è legata al quotidiano L’Unità (dove lavora dal 1978, quando aveva 20 anni). E’ uno dei più acuti e gentili critici italiani e leggere i suoi racconti di cinema o le sue critiche è sempre un piacere.

Quest’anno, per la prima volta, è a Cannes per un giornale che però in edicola non ci va. La crisi del quotidiano fondato da Antonio Gramsci è profondissima e i giornalisti sono in sciopero a oltranza dal 16 maggio (leggi qui la nota del Cdr)

La 'voce' dell'Unità si sente su Facebook

Alberto Crespi ogni giorno commenta i film e ospita i protagonisti del festival in un programma 'culto' di Rai Radio 3, ‘Hollywood Party’ che conduce insieme a Miriam Mauti da Cannes. Ovviamente - è opinione personale - leggere le sue recensioni e le sue storie dalla Croisette sul giornale è un'altra cosa. Ma L’Unità non esce in edicola... e allora ecco Facebook venire in aiuto. Crespi continua a scrivere e lo fa sulla lavagna virtuale dei social network. Facendo sentire la sua voce e, al contempo, facendo un’azione politica importante: chi legge il suo articolo, collega quel pezzo all’Unità. E scatena una reazione di concatenazioni inevitabili e dolorose: giornale non in edicola; giornalisti in sciopero; atteggiamento dell’editore; atteggiamento del partito politico di riferimento; atteggiamento della Fnsi; solidarietà (?) dei colleghi, ecc..

Accanto al significato politico dei suoi pezzi, però,  in questa sede mi preme sottolineare la qualità giornalistica del suo lavoro. E invitare chi legge a seguirlo su Facebook. Almeno finché L’Unità non tornerà in edicola.

Il film di apertura è cripto-remake di 'Borotalco'

In attesa dei primi (auspicabili) botti, da Cannes grazie a Crespi sappiamo che il film di apertura fuori concorso DI Arnaud Desplechin, ‘Les fantomes d'Ismael’, “è un cripto-remake di "Borotalco" di Carlo Verdone in cui Marion Cotillard reinterpreta Manuel Fantoni. Manca solo il cargo battente bandiera liberiana. Un minestrone intellettuale con bibliografia incorporata: nei titoli di coda Desplechin segnala citazioni da Jacques Lacan, Stanley Cavell e Philip Roth. Quest'ultimo, quando scoprirà che in colonna sonora c'è "It Ain't Me Babe" di Bob Dylan (che gli ha fregato il Nobel), si incazzerà come una biscia. Pessima apertura. Avanti così”.

Primo film in concorso è "assai bello"

Va meglio con il primo film in concorso, ‘Senza amore’ del russo Andrej Zvjagintsev, già vincitore del Leone d’Oro con ‘Il ritorno’, che Crespi definisce “una storia familiare semplice e tragica” ed è anche “un forte apologo della Russia di oggi”.

Cannes va avanti e passano registi e attori. In tanti ne scriveranno. E tra questi ci sarà anche il critico de L’Unità che, in attesa del ritorno del suo giornale in edicola, è momentaneamente allocato su Facebook.Un ambiente molto popolare e frequentato, ovviamente, ma chi scrive crede che il luogo primo deputato ad ospitare un articolo sia un giornale. E per questo a Crespi e ai colleghi in lotta va la mia solidarietà e il mio augurio più sincero.


Per approfondire:

18 maggio 2017 ©