SETTIMA ARTE

Il grande equivoco della commedia all'italiana, tra flop e occasioni perse

"Le commedie che ci sono state negli ultimi 10 anni in Italia sono state un grande equivoco: pensano che la commedia sia un film comico e così hanno fatto tanti brutti film". Non si può non condividere l’opinione del regista Giovanni Veronesi che, ospite dell’AGI a ‘Viva l’Italia’, ha fatto un’analisi lucida e tutt’altro che edificante della nostra cinematografia. Questa critica era già stata fatta con la solita maestria dal citico Paolo Mereghetti suo Corriere della Sera dove parlava di “sciatteria” del nostro cinema, di una “tendenza di accontentarsi di un’ideuzza striminzita, buona forse per accalappiare l’attenzione del produttore di turno, per poi lasciare che tutto se ne vada nel più prevedibile e scontato dei modi".

Il modello 'A qualcuno piace caldo'

"Non basta – ha scritto Mereghetti citando ‘A qualcuno piace caldo’ - immaginare che per sfuggire a chi li vuole morti i due musicisti testimoni del massacro di San Valentino si travestano e si uniscano a un’orchestra femminile in viaggio per la Florida: dopo quell’idea ce ne vogliono molte altre, tutte capaci di 'far suonare le campane' come sosteneva Billy Wilder, per fare una commedia che sia una gioia per gli occhi e per la mente. Invece in Italia quelle famose campane si sentono suonare sempre meno. Anzi, quasi mai”.

Anche Veronesi la pensa così, ma va più avanti e fa un’analisi ‘dall’interno’, da sceneggiatore:  "La commedia ha sempre una cornice apocalittica. quindi o i manicomi, o la guerra, o i rapimenti. Poi, soprattutto, come dico sempre anche ai produttori, non abbiate paura di far morire i protagonisti, perché nei film più belli della commedia all'italiana i protagonisti muoiono. Penso alla 'Grande Guerra', al 'Sorpasso'... non è una regola, ma se accade va benissimo. Come nella vita".

 

 

In Italia, in effetti, si fanno sempre più commedi(ol)e, spesso prendendo i soldi del Ministero dei Beni Culturali, che non hanno alcun senso: né arte, né divertimento, né incassi al botteghino. Niente. “Fare film brutti che incassano almeno poteva aver senso, ma fare film brutti che non fanno un euro non è accettabile”, spiega ancora Veronesi. E invece questo è stato per tanti anni ed è ancora oggi.

Da 'Beata ignoranza' a ''Mamma o papa?' tante storie sprecate

Per restare al solo 2017, si può fare una rapida disamina dei film usciti finora constatando quanto detto da Mereghetti e Veronesi: da ‘Questione di karma’ di Edoardo Falcone con De Luigi-Germano a ‘Beata ignoranza’ di Max Bruno con Gassmann-Giallini, da ‘Mamma o papà?’ di Riccardo Milani con Albanese-Cortellesi a ‘Smetto quando voglio – Masterclass’ di Sydney Sibilia, per finire con ‘Il padre d’Italia’ di Fabio Mollo con Marinelli-Ragonese e ‘Mister Felicità’ di Alessandro Siani, si tratta di commedie di basso profilo che - a parte Siani trascinato dall'effetto-Campania - hanno incassato poco al botteghino. Gran parte delle volte, inoltre, si tratta di occasioni perse. Basti pensare ai temi trattati o ai pretesti per le varie storie. Si va dal rapporto genitori-figli ribaltato (genitori che lottano per non avere con sé i figli) all’attualissimo dualismo hi-techdipendenza-rifiuto dei newmedia, dalla necessità di credere nella vita dopo la morte al desiderio di paternità da parte di un omosessuale. Tutti temi importanti che avrebbero potuto (e dovuto) essere affrontati in maniera diversa, con maggiore profondità e coraggio.

Prossimamente sui nostri schermi

La carica delle commedie all'italiana non conosce sosta, ma il timore, avvalorato dall'esperienza, è che si produca tanto a discapito della qualità. Negli ultuimi anni, infatti, a parte Virzì con 'La pazza gioia' o Genovese con 'Perfetti sconosciuti' o 'Il nome del figlio' di Francesca Archibugi  (ottimo remake di un film francese) non si sono viste commedia di buon llivello. In realtà, a parte Checco Zalone, neppure film i comici hanno convinto il pubblico né conquistato il box office. E adesso arrivano altri film italiani, quasi tutti commedie. Stesso copione degli ultimi anni?

  • 23 marzo: ‘Non è un paese per giovani’ di Giovanni Veronesi;  
  • 23 marzo: ‘Slam’ di Andrea Molaioli con Jasmine Trinca e Luca Marienlli
  • 30 marzo: 'Il permesso - 48 ore fuori' di e con Claudio Amendola con Luca Argentero;
  • 30 marzo: 'La verità vi spiego sull'amore' di Max Croci con  Ambra Angiolini e Carolina Crescentini.
  • 6 aprile: "Ovunque tu sarai" di Roberto Capucci con Ricky Memphis e Francesco Montanari;
  • 6 aprile: 'Piccoli crimini coniugali' di Alex Infascelli con Sergio Castellitto e Margherita Buy;
  • 6 aprile: 'Brutti e cattivi' di Cosimo Gomez con Claudio Santamaria.
  • 13 aprile: "Moglie e marito" di Simone Godano con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak;
  • 13 aprile: 'Lasciati andare' di Francesco Amato con Toni Servillo.
  • 20 aprile: 'Fortunata' di Sergio Castellitto con Jasmine Trinca e Stefano Accorsi.
  • 24 aprile: 'La tenerezza' di Gianni Amelio

In arrivo entro fine 2017:

  • "Bob & Marys" di Francesco Prisco con Rocco Paapleo e Laura Morante
  • "Tu mi nascondi qualcosa" di Giuseppe Loconsole  con Giuseppe Battiston, Sarah Felberbaum eRocco Papapleo,
  • "Burraco fatale" di Giuliana Gamba con Claudia Gerini,
  • "Cuori Puri" di Roberto De Paolis con Stefano Fresi
  • "Smetto quando voglio - Ad Honorem" di Sydney Sibilia con Edoardo Leo,
  • "Il ragazzo invisibile: Fratelli" di Gabriele Salvatores co Valeria Golino
  • "Emma" di Silvio Soldini con Valeria Golino e Adriano Giannini,
  • "La guerra dei cafoni" di Davide Barletti e Lorenzo Conte con Claudio Santamaria
  • "Rimetti a noi i nostri debiti" di Antonio Morabito con Marco Giallini e Claudio Santamaria,
  • "Hotel Gagarin" di Simone Spada con Claudio Amendola e Luca Argentero,
  • "Quando sarò bambino" di Edoardo Palma con Sergio Rubini
  • "Una famiglia" di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti
  • "Ricordi?" di Valerio Mieli con Luca Marinelli
  • "Una questione privata" di Paolo e Vittorio Taviani con Luca Marinelli.

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20 marzo 2017 ©