Scienza

La scienza si mette in marcia per non lasciare spazio ai ciarlatani

Astronauta, astrofisico e divulgatore

Il 22 aprile, in coincidenza con la Giornata della Terra, si terrà a Washington - DC la prima Marcia per la Scienza. Sarà un incontro senza precedenti cui parteciperanno scienziati, ricercatori, tecnici ma soprattutto gente comune, uniti dalla volontà di sostenere la ricerca scientifica e di affermare il ruolo fondamentale che scienza gioca nella nostra vita quotidiana. E’ anche un appello rivolto alle istituzioni perché siano aumentati i finanziamenti pubblici e le politiche siano basate su solide basi scientifiche.

L’organizzazione dell’evento è mondiale e, oltre alla marcia di Washington, sono previste più di 600 altre manifestazioni e tra queste alcune organizzate in Italia:

La “March for Science” è stato proposta per la prima volta a gennaio, in un gruppo di messaggi Reddit, anche a  seguito del successo della marcia femminile che si è svolta sempre a Washington. E’ stata la risposta del mondo scientifico ai significativi tagli ai programmi di ricerca proposti dall'amministrazione Trump e alle posizioni “negazioniste” nei confronti dei cambiamenti climatici che fanno temere un’inversione di marcia nelle politiche che hanno contribuito a ridurre le emissioni di gas serra negli USA.

A questo proposito vale la pena ricordare che sono stati tagliati tutti i programmi della NASA di osservazione della Terra. Anche per questo, lo spazio è ben presente negli interventi delle varie manifestazioni:  a Los Angeles, Garrett Reisman - ex astronauta della NASA e attuale direttore delle operazioni spaziali di SpaceX - aprirà la marcia con un “hummer elettrico” e tra gli altri parlerà Allison Schroeder, sceneggiatore candidato all'Oscar per il film "Hidden Figures".

Come hanno specificato gli organizzatori, non si tratta di una manifestazione partigiana contro uno o l’altro degli schieramenti politici ma piuttosto un richiamo alla centralità della scienza nella società moderna. La ricerca scientifica non deve servire interessi particolari, né può essere osteggiata sulla base di convinzioni personali. In essenza, la scienza è uno strumento per cercare risposte e ha “il diritto-dovere” di  influenzare le politiche sia nazionali che locali, soprattutto quando si tratta di  decisioni a lungo termine.

Penso che sia un manifesto condivisibile e particolarmente importante per il nostro Paese, dove la politica è spesso “diffidente” nei confronti della scienza e gli scienziati sono considerati più come “fiori all’occhiello” che come risorsa da utilizzare per affrontare le sfide concrete. 


21 aprile 2017 ©