Il Papa Pop

La sfida di Francesco ai cardinali xenofobi, via Twitter 

Vaticanista

"La cultura dello scarto non è di Gesù. L’altro mi è fratello, oltre ogni barriera di nazionalità, di estrazione sociale, di religione", ha twittato ancora l'altro giorno Papa Francesco ai suoi oltre 30 milioni di followers. Ma nella Chiesa si annidano anche gruppi xenofobi.

E' sempre stato così, dai tempi di San Paolo che dovette faticare non poco per aprire ai non ebrei. Ma fa un certo effetto che una loro riunione sia ospitata nella Sala Marconi della ex Radio Vaticana, dove è stato presentato l’VIII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo a cura dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan.

Un'aperta contestazione contro l'accoglienza 

Un' occasione che si è trasformata in aperta contestazione al magistero del Papa sull'accoglienza. Il più ostile agli appelli di Francesco è stato l’economista Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dello Ior, che ha denunciato il tentativo di operare attraverso i flussi migratori una “reingegneria anticristiana”.

 

 

Sono in atto, ha detto, “progetti di immigrazione forzata, in cui l’arrivo di giovani immigrati ridimensiona la struttura della società”. Per Gotti Tedeschi, “la politica di immigrazione non è affatto una scelta di compensazione del gap di popolazione in Europa, essa venne decisa prima”, come dimostrerebbero le grandi “dichiarazioni dottrinali” del rapporto Kissinger del 1974, alle grandi conferenze internazionali, fino ai proclami dei segretari generali dell’Onu riferiti al tema migrazione e sincretismo religioso in Europa.

Il 'buonismo cattolico'

Una linea di opposizione al Papa appena attenuata da Carlo Costalli, presidente del MCL, che tuttavia se l’è presa con un certo “buonismo cattolico”. Mentre l’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi si è limitato a fare l’esempio di un condominio della sua città dove un’anziana è l’unica inquilina italiana e si sente accerchiata dagli stranieri. Ma il carico da 11 ce lo ha messo Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan, che ha definito coraggioso l’intento di Gotti Tedeschi “non solo di distanziarsi dai più frequenti luoghi comuni cattolici sulle migrazioni, ma anche di segnalare come questo dell’Islam sia un caso a parte.

Molte sono infatti le resistenze insite in questa religione e cultura ad una possibile integrazione nel quadro occidentale e cristiano”. “Nel governo degli ingressi l‘elemento religioso - ha osservato - non è trascurabile e non tutte e religioni possono essere collocate sullo stesso piano”.

"Non tutti i migranti in arrivo sono realmente bisognosi"

Per il direttore dell’Osservatorio Van Thuan, “l‘atteggiamento genericamente caritatevole non va d’accordo con l‘invito della Dottrina sociale della Chiesa ad adoperare la ragione con realismo. Non tutti i migranti in arrivo sono realmente bisognosi, non tutti sono poveri, è certo che c’è una architettura internazionale delle migrazioni per motivi politici, oltre un certo limite la quantità genera grossi problemi di qualità, si dovrebbero colpire i malvagi interessi che sfruttano i poveri, i piani terroristici si avvalgono anche di infiltrazione nei flussi migratori, i ricchi paesi arabi non aiutano i migranti mentre costruiscono moschee qui da noi”. “Queste ed altre elementari considerazioni di buon senso richiedono - ha affermato Fontana - di superare il superficiale atteggiamento di solidarietà immediata con tutti e cominciare a riflettere su tutto questo alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, come corpus di pensiero e di azione”.

Il Vangelo di Matteo come risposta

Che dire? A Gotti Tedeschi e Fontana risponde il Vangelo di Matteo: "ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato". E un pensiero lo merita infine il cardinale vietnamita Van Thuan, che si starà rivoltando nella tomba. A chiusura della fase diocesana del suo processo di beatificazione, il cardinale vicario Agostino Vallini ha definito infatti Van Thuan "un autentico campione del Vangelo vissuto".

 


16 febbraio 2017 ©