FILIPPO MONTEFORTE / AFP
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Un anno di Virginia Raggi: e voi che ne pensate? 

Incontrai Virginia Raggi a metà giugno 2016, nei giorni tra il primo turno e il ballottaggio che poi la consacrò sindaco. Fu un incontro con i giornalisti di Metro in redazione, passammo insieme un paio d’ore a parlare di Roma, delle sue aspettative, delle piccole e grandi emergenze di alcuni quartieri. Erano i giorni degli annunci, “datemi fiducia e cambierò il volto di questa città”, disse ai romani che pochi giorni dopo quella fiducia gliela accordarono, consegnandole le residue speranze di rinascimento. Una fiducia in bianco, nessuno sapeva chi fosse davvero, Virginia Raggi e se avesse la stoffa della riformatrice.
Domani è un anno esatto che la sindaca è in Campidoglio, e un bilancio bisogna farlo. Quel pomeriggio pensai (il vantaggio su Roberto Giachetti appariva matematicamente incolmabile) che se Virginia Raggi avesse vinto, la capitale avrebbe avuto - comunque la si pensasse - una grandissima chance di cambiamento, ripeto: al netto di qualsiasi posizione o idea politica di partenza. Il sistema di potere e le dinamiche di governo sarebbero state sollecitate e messe alla prova come mai in passato in una città, diciamo così, non sempre pronta a raccogliere le sfide dell’innovazione. Lo pensarono in tanti, a giudicare dalle emorragie elettorali subite dai partiti tradizionali in quel giugno di un anno fa.
Beh, come è andata? Che giudizio possiamo dare di questo primo anno? Decoro, mobilità, servizi, burocrazia, offerta culturale: come si è comportata, Virginia Raggi? Delusi o soddisfatti? Si poteva fare meglio o francamente l’eredità era troppo pesante per aspettarsi risultati migliori? Vi va di raccontarci la vostra opinione? Vi chiediamo un brevissimo giudizio e un episodio, un fatto, una mini-storia che dimostri la fondatezza del vostro ‘voto’. Ci state? Proviamo questo fact-checking individuale? Ci rivediamo qui, tra qualche giorno, con i vostri post e le vostre segnalazioni pubblicate online su Agi.it. Una sola richiesta: no insulti e siate brevi ed efficaci. A presto.

Per partecipare scrivete a dir@agi.it

 


18 giugno 2017 ©