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100 ITALIANI PROVERANNO
LA VIDEOPILLOLA PER IL COLON

100 ITALIANI PROVERANNOLA VIDEOPILLOLA PER IL COLON
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Bastera' un sorso d'acqua ai cento italiani prescelti, per ingerire la videopillola che esplora il colon e sostituisce la colonscopia. Lo studio "Evaluation of PillCam Colon Capsule Endoscopy" che partira' a breve in cinque  ospedali italiani permettera' di controllare la qualita' delle immagini e confrontarle cosi' con quelle dei tradizionali strumenti diagnostici piu' invasivi e 'fastidiosi' per identificare precocemente tutte le importanti patologie del colon prima fra  tutte il cancro. L'azienda ospedaliera S.Giovanni Battista di Torino, l'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, l'Ospedale Maggiore- Policlinico di Milano, l'Azienda ospedaliera di Padova, il Policlinico Gemelli di Roma identificheranno ognuno venti pazienti che  parteciperanno ad questo studio comparativo multicentrico sulla nuova video pillola che si aggiunge a quella esistente per l'intestino tenue. "E' possibile al momento eseguire una colonscopia con video capsula solo ed esclusivamente partecipando ad un  protocollo di studio che prevede l'esecuzione di una colonscopia con video capsula e di una colonscopia tradizionale - spiega all'Agi il professor Guido Costamagna responsabile dell'Unita' operativa di endoscopia digestiva chirurgica del Policlinico  Gemelli - il paziente esegue la colonscopia con video capsula e quella tradizionale durante la stessa giornata. Si inizia con la colonscopia con video capsula, mentre la colonscopia tradizionale viene eseguita non appena il paziente ha espulso la video  capsula e comunque dopo 10 ore dalla ingestione della pillola. Vengono arruolati soggetti dai 18 anni in su' con indicazione ad eseguire una colonscopia".

Ma come e' fatta e come funziona la videopillola? "La PillCam Colon Capsule Endoscope (PCCE) e' una videocapsula del diametro di circa 11 millimetri e della lunghezza di circa 31 millimetri, cioe' un po' piu' grande delle  capsule di antibiotici - sottolinea Costamagna - su entrambe le estremita' sono posizionate due cupole ottiche ciascuna dotata di una telecamera che e' in grado di acquisire 4 immagini al secondo. Oltre alle due telecamere, all'interno la capsula e'  provvista di un'antenna e di batterie miniaturizzate". "L'involucro della videocapsula - aggiunge Costamagna - e' costituito di materiale biocompatibile. La capsula una volta ingerita progredisce attraverso il tubo digerente spinta dalla peristalsi intestinale e viene poi espulsa con le feci. Durante il suo  percorso la videocapsula acquisisce immagini che vengono inviate attraverso l'antenna ad un registratore esterno delle dimensioni di un walk-man che il paziente indossa mediante un'apposita cintura. Al termine dell'esame, quando la capsula ha  attraversato tutto il colon ed e' stata espulsa, il registratore viene collegato ad un computer dedicato che e' dotata di un software per la gestione delle immagini".

Settembre 2007

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