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'SCHIELE E IL SUO TEMPO'
A PALAZZO REALE MILANO

Il genio di Egon Schiele (1890-1918), i paesaggi enigmatici, il suo erotismo, la fisicita' dei corpi che ritrae che rimanda alle pulsioni intime delle sue modelle, l'uso del colore in una logica naturalistica, la ricerca analitica. Tele, lavori su carta, fotografie, note e meno note. E anche una novita': il Diario dal carcere, con gli scritti dei giorni di prigionia, quando a ventun'anni venne arrestato con l'accusa, poi non dimostrata, di abuso su minori. Tutto questo nella straordinaria mostra allestita a Palazzo Reale di Milano, "Schiele e il suo tempo", dal 24 febbraio al 6 giugno, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira editore. Il percorso espositivo guida i visitatori alla scoperta di circa 80 opere, tra cui una quarantina tra i piu' significativi dipinti e lavori su carta del grande espressionista austriaco e altrettante opere dei grandi secessionisti ed espressionisti dell'epoca quali Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Richard Gerstl e Koloman Moser. Si tratta di una rara occasione per ammirare le grandi opere esposte di Schiele, tra cui i celeberrimi Donna inginocchiata con abito rosso-arancione (1910), La danzatrice Moa (1911), Autoritratto con alchechengi (1912), Case con biancheria colorata (periferia) (1914), Donna accovacciata con foulard verde (1914), Donna distesa (1917), e altri capolavori dell’Espressionismo austriaco come Autoritratto con busto nudo su fondo blu (1904-1905) di Richard Gerstl, Venere nella grotta (1914) di Kolo Moser, Autoritratto con mano sul viso (1918-1919) di Oskar Kokoschka, che per la prima volta sono riuniti in un progetto tanto ambizioso, quanto completo ed esaustivo. E spesso c'e' lei: l’amante Wally Neuzil, la donna dai capelli rossi e dagli occhi verdi, campeggia in molti suoi disegni.
La rassegna ricostruisce attorno alla figura di Egon Schiele il clima culturale di Vienna nei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione, proseguendo con l'espressionismo, fino al 1918, anno segnato dalla fine della Prima guerra mondiale e dalla morte precoce di Schiele, scomparso a soli 28 anni.
Il viaggio nel passato diventa anche musicale, le note di Johann Strauss II, Gustav Mahler e Alban Berg aiuteranno i visitatori a immergersi nell'atmosfera della vitalissima Vienna di inizio Novecento. L'attrazione del pittore austriaco per la fisicita' inizia a diventare predominante a partire dal 1910, anche grazie alla frequentazione con artisti di discipline che fanno del corpo stesso il proprio strumento, come il mimo Erwin van Osen e la danzatrice esotica Moa. Come Freud, anche Schiele si addentra nell'animo umano. Prima di lui, nessun altro artista era stato cosi' spregiudicato nel ritrarre le pulsioni piu' intime delle proprie modelle: i punti di vista sono arditi e inconsueti, le posture disarticolate e sgraziate tanto da rendere i corpi mutili e ridotti nelle parti anatomiche. Anche nella rappresentazione dei paesaggi, Schiele rinuncia a qualsiasi connotazione topografica, rinnegando la prospettiva, tanto da ridurli a una giustapposizione di forme geometriche. Solo piu' tardi, durante la guerra, il suo stile diventa significativamente piu' realistico, le figure acquistano maggiore tridimensionalita', ma l'indagine dell'interiorita' del soggetto non viene mai meno. A rendere questa mostra un evento eccezionale, oltre alla bellezza delle opere esposte, contribuisce anche la collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, sede della maggiore raccolta al mondo di opere del grande artista austriaco, che per 4 mesi si privera' di gran parte della prestigiosa collezione per 'prestarla' a Palazzo Reale. L'esposizione e' aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30. Lunedi' 14,30-19,30. Giovedi' e sabato: 9,30-22,30. I biglietti: 9 euro intero; 7,5 ridotto.
