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CORREGGIO: E L'ARIA
DIVENNE ARTE

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CORREGGIO: E LARIADIVENNE ARTE

12:58 08 FEB 2007

Dal 22 maggio al 14 settembre la Galleria Borghese ospitera' la prima monografica dedicata ad Antonio Allegri detto il Correggio: l'unico dei tre artisti appartenenti alla cosiddetta triade rinascimentale, con Raffaello e Michelangelo, a cui non sia mai stata dedicata un'esposizione complessiva. La mostra rientra nel programma 'Dieci grandi mostre', messo a punto dal Soprintendente speciale per il polo museale romano Claudio Strinati e dalla direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva.

Correggio fu riconosciuto dai suoi contemporanei come sommo artista, alla pari di Michelangelo e di Raffaello, e tutti gli studiosi lo hanno da sempre considerato tra i massimi artisti della storia  dell'arte, tuttavia la sua fama non e' mai divenuta universale come quella degli altri due protagonisti. E' una anomalia da sempre percepita dalla critica, che ha provato anche a rispondervi: l'unica spiegazione puo' essere semplicemente perche' Correggio non lavoro' a Roma, non lascio' alcuna opera in quello che nel Cinquecento era il piu' grande palcoscenico artistico del mondo e solo le opere che ci venivano dispiegate divenivano modello universale. In mostra capolavori tra dipinti, disegni e opere  dell'antico per cercare nelle opere di Correggio la risposta alla domanda non se, ma quanto cambio', grazie al contatto con la Roma di inizio Cinquecento, la sua visione dello spazio, della composizione, delle forme, poiche' la sua miracolosa  originalita' provinciale, che il campanilismo parmense soprattutto nell'Ottocento ha tentato di avvalorare, va ormai considerata come una vecchia leggenda. Non sono mai state trovate tracce documentarie ma ci sono nelle sue opere innumerevoli indizi di "romanita'" e infatti ormai la critica e' quasi unanime nel dare per certo che Correggio a Roma ci sia stato, forse intorno al 1518-19.

La mostra della Galleria Borghese, curata da Anna Coliva, vuole ribaltare il problema e partire proprio da Roma: come sede fisica della mostra ma anche come confronto ideale e come centro del problema. Partire da un'assenza: la mancanza di prove documentarie; per ribadire una presenza: l'idea di Roma nell'opera del Correggio, la peculiarita' della sua interpretazione delle "forme" romane. Correggio e l'antico, quindi: perche' per gli artisti del Rinascimento Roma e' sinonimo dell'antico, la presa di coscienza della sua immanenza, la vitalita' della classicita' che solo a Roma era materia viva e non insegnamento  accademico. Fu lo stesso per Raffaello, e si e' provato a dimostrarlo con la mostra precedente; lo e' stato per tutti gli artisti che qui si sono recati e che qui lo hanno compreso. E' a Roma che l'artista pote' confrontarsi con le risposte che, al tema  dell'antico, avevano dato Raffaello e Michelangelo e il contatto con le loro opere romane dara' a Correggio, dal 1518 in poi, al ritorno a Parma gli elementi per affrontare l'impresa delle cupole, una grandiosita' completamente nuova, una plasticita' e  monumentalita' che ne cambiarono per sempre la visione. Se a Raffaello si riconosceva l'arte suprema di esprimere gli effetti degli animi, a Correggio apparteneva quella dei corpi. Se la critica d'arte antica assegnava a Raffaello la palma del disegno,  a Correggio spettava quella del "colorito", che significava la capacita' di fondere il colore con la luce come fosse cera sul fuoco. Ma si tratta di un giudizio superato: oggi tutti riconoscono a Correggio la grande capacita' di disegnatore, al  contrario di quanto gli rimproverava Vasari. Come scrisse un grande esperto di Correggio, "puo' una matita dipingere l'aria?"

Saranno piu' di 20 le tele di Correggio esposte a Roma con alcune novita' assolute. Si potranno vedere insieme per la prima  volta la Danae della Galleria Borghese, Giove ed Io e Il ratto di Ganimede dalla Kunsthistorisches di Vienna, Educazione di Cupido dalla National Gallery di Londra e Venere e Cupido addormentati e spiati da un satiro dal Louvre. Dipinti che ritraggono scene mitologiche e che consacrano Correggio come artista di sommo livello. Le ultime due tele citate, dipinte tra 1523 e il 1525 e concepite come una coppia, sono le uniche che, insieme ai celeberrimi Amori di Giove, trattano argomenti profani. Di  questa sensazionale serie raffigurante scene amorose tratte dalle Metamorfosi di Ovidio e commissionate al Correggio dal duca di Mantova Federico Gonzaga per essere donate all'imperatore di Spagna Carlo V, saranno esposte la Danae, Giove ed Io e Il  ratto di Ganimede (il quarto dipinto della serie, la Leda, dalla Gemäldegalerie di Berlino, e' inamovibile per ragioni conservative). Alle opere di soggetto mitologico saranno affiancati circa venti capolavori raffiguranti temi religiosi, dove il rapporto tra Correggio e l'antico e' allo stesso modo significativo per scelte formali e compositive. Come per il Noli  me tangere dal Prado, la Madonna del latte da Budapest, Quattro Santi dal Metropolitan, l'Adorazione dei Magi dalla Pinacoteca di Brera, Matrimonio mistico di Santa Caterina da Capodimonte e la Madonna Campori dalla Galleria Estense di Modena. Opere  dalla quali emerge il Correggio pittore degli affetti, della grazia, del colore, della morbidezza e della luce. Viene spesso indicato come il pittore delle difficolta' e dell'indipingibile perche' nessuno meglio di lui seppe raffigurare l'aria, i vapori,  le nebbie e tutto cio' che e' impalpabile e inafferrabile. E' per accompagnare il visitatore in questo percorso ideale che la mostra romana e' concepita ponendo a confronto i dipinti di Correggio con la scultura classica, ad evidenziare le sue fonti  ideali; mentre lo svolgersi cronologico delle sue opere permettera' di seguire il mutamento stilistico e l'ampiezza di respiro che il contatto con Roma porto' nella sua concezione. Dai temi mitologici ai capolavori raffiguranti soggetti religiosi la  mostra della Galleria rappresenta la monografica piu' competa  mai fatta su Correggio, con la sola eccezione delle inamovibili grandi pale d'altare e delle cupole, di cui sono presenti pregevolissimi disegni preparatori.

Titolo: Correggio e l'antico
Sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica
Direzione scientifica del progetto ’10 grandi mostre’ Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, e Anna Coliva, Direttore della Galleria Borghese.
Curatore: Anna Coliva
Enti promotori: Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano
Organizzazione: MondoMostre
Sede: Roma, Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5

Date della mostra: dal 22 maggio al 14 settembre 2008
Orari: tutti i giorni, escluso il lunedi’ - dalle 9.00 alle 19.00
Ingresso: interi 11,50 per mostra e Galleria Borghese, piu' diritto di prevendita la prenotazione e' obbligatoria

Prenotazioni: tel. 06 32810 - www.ticketeria.it
Servizio didattico: tel. 06 8413979 - fax 06 8840756 serveducpoloroma@virgilio.it Informazioni: www.mondomostre.it
Ufficio stampa: Antonella Stancati (Capo ufficio stampa) - Anna Valerio Soprintendenza Speciale Polo Museale Romano tel. 06 6999 4219 - 06 6999 4218 - fax 06 6994 0275 e-mail: artirm.uffstampa@arti.beniculturali.it Sveva Fede - MondoMostre tel. 06 6893 806 - cell. 336 693767 - fax 06 6880 8671 e-mail: ufficiostampa@mondomostre.it
Catalogo: Motta Editore

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