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FOTOGRAFIA: LA GUERRA DEL VIETNAM VISTA DA ENNIO IACOBUCCI

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FOTOGRAFIA: LA GUERRA DEL VIETNAM VISTA DA ENNIO IACOBUCCI

12:58 08 FEB 2007

Grande interesse - di pubblico e di stampa nazionale e internazionale -  hanno suscitato la figura e gli scatti di Ennio Iacobucci, la cui mostra fotografica prosegue con successo fino al 14 settembre al Museo di Roma in Trastevere. Una vita breve e drammatica la sua, che quasi si sovrappone al terribile conflitto vietnamita rimanendone del tutto coinvolta. Le 120 fotografie percorrono tutto l'arco della guerra e ne mostrano i tragici eventi ed i loro protagonisti, i soldati e la popolazione civile. Dall'offensiva del Tet - attacco vietcong al Sud del 1968, prodromo delle difficolta' belliche statunitensi - allo scoop del 1972, in cui Iacobucci consegna per primo alla France Press di Saigon la notizia della sconfitta sudvietnamita nella provincia di Quang Tri, episodio che prelude al ritiro e alla disfatta. Suoi fotogrammi colgono la fine del conflitto col rassegnato rientro in patria dell'ambasciatore americano, il 12 aprile 1975, e l'ingresso dei khmer rossi a Phnompenh. Il 17 aprile 1975 Ennio Iacobucci e' l'unico a riprendere con il teleobiettivo la conquista della capitale cambogiana e le sue fotografie sono pubblicate dalle maggiori riviste del mondo, da "Time" a "Newsweek". Sempre nel 1975 il "New York Times" lo candida al premio Pulitzer.

La mostra, curata dal giornalista Vittorio Morelli, e' promossa dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali Sovrintendenza ai Beni Culturali con l'organizzazione di Zetema Progetto Cultura. Il catalogo, edito da De Luca Editori d'Arte, comprende un'ampia selezione delle foto in mostra, testi del curatore e di Bernardo Valli. Con le sue foto Iacobucci ha composto un affresco della grande Storia del Novecento rivolgendo lo sguardo verso ogni singolo episodio che rivela la violenza irreparabile delle ferite inferte a luoghi e persone, la devastazione fisica e morale della guerra, che lascera' il segno anche su di lui. Il giornalista Bernardo Valli lo vide per l'ultima volta a Lisbona: "... Io seguivo 'la rivoluzione dei garofani'. Lui entro' di corsa nella mia camera, all'hotel Mundial,  e mi disse:" Dobbiamo  lavorare insieme". Gli spiegai che il  Portogallo non era il Vietnam. Li non c' era la guerra. La gente si uccideva di rado. Telefonava non sparava. Le immagini forti erano rare.  La guerra in Vietnam e in Cambogia  era appena finita. Lui si sentiva un po' orfano.  Condividevo in parte quel sentimento.  Ma per lui era molto piu' difficile. La normalita' non gli si confaceva". Questa esperienza, breve ma straordinaria, in Italia rimane pressoche' sconosciuta e il fotografo muore a Roma, nel 1977, in solitudine e poverta'.