28 SCHIFANO MAI
VISTI PRIMA
12:58 08 FEB 2007
Uno Schifano mai visto, a dieci anni dalla scomparsa prematura del geniale pittore: e' quello che si puo' ammirare dal 5 giugno a Roma con la mostra "Mater Matuta". Di volta in volta ricordato con numerosi e sempre imperfetti appellativi: l'atleta dello sguardo, il protagonista della pop art italiana o l'Andy Warhol europeo, Mario Schifano, 'Pittore maledetto', ha rappresentato un periodo fondamentale dell'arte contemporanea italiana ed europea; restano memorabili le sue esibizioni tra centinaia di allievi e appassionati con la creazione di dipinti di enormi dimensioni realizzati con smalti e acrilici. Appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, fu tra i primi ad usare il computer per creare opere, e riusci' ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le 'tele computerizzate'). La prolificita' dell'autore, e l'apparente semplicita' delle sue opere, ha portato alla creazione di un numero impressionante di falsi che hanno inondato i mercati, soprattutto dopo la sua scomparsa. Vicino alla cultura pop e all'ambiente musicale beat, sulla falsariga di Andy Warhol che aveva scoperto e prodotto i Velvet Underground, trovo' anche la maniera di collaborare con un complesso musicale, Le Stella di Mario Schifano, che incise un album alla fine del 1967, con una copertina disegnata da lui stesso; inoltre disegno' copertine per altri gruppi italiani, come l'Equipe 84. Nel 1971 realizza un film documentario dal titolo 'Umano non umano', il quale vanta la presenza di diverse figure di spicco tra cui Adriano Apra', Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Rada Rassimov, Keith Richards. Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualita'.
Tra le piu' importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca-Cola ed Esso in primis), ai fiori (omaggi a Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie piu' famose troviamo i 'Paesaggi anemici', le 'Vedute interrotte', 'L'albero della vita', 'estinti' e i 'Campi di grano'). Per la prima volta in assoluto, viene esposto al pubblico un ciclo di 28 opere del Maestro (15 acrilici, 3 tecnica mista, 10 disegni su carta, tutti di grande dimensioni compresi tra 130x160 e 70x100) eseguite tra il '95 e il '96 su commissione specifica del mecenate Domenico Tulino e che, in seguito alla sua scomparsa, sono state acquisite dalla Fondazione a lui dedicata. "Non era la prima volta che il Maestro eseguiva un ciclo su commissione" - ricorda in catalogo Renzo Colombo, il segretario storico del pittore - "ma il suo incontro con Domenico Tulino ebbe qualcosa di speciale in quanto l'iniziale rapporto economico si trasformo' in una autentica ricerca artistica". Su quel periodo cosi' particolare ama soffermarsi anche la moglie dell'artista, Monica Schifano: "Quando Domenico Tulino invito' Mario alla Missione vicino all'Asmara in Eritrea, dove sua sorella Suor Pina accoglieva bambini abbandonati, Mario accetto' e parti'. Rimase una settimana fuori dal suo studio - lui che da anni non usciva ne' partiva mai - senza la televisione, senza i quotidiani, senza le sostanze. Senza niente, solo con i suoi sentimenti, solo con le sue emozioni". L'esposizione del ciclo Mater Matuta e' volutamente allestita nel palazzo di Piazza di Spagna dove operava professionalmente Domenico Tulino ed oggi sede dello "Shenker Culture Club" che organizza questo come altri eventi culturali: "L'artista avrebbe sicuramente apprezzato la scelta di questo bellissimo luogo espositivo. Da questa sede infatti le opere sono state commissionate a Mario Schifano e in questa sede le opere sono state consegnate dall'autore", sottolinea orgogliosamente Barbara Santoro, presidente dello Shenker.
Il tema delle opere commissionate e' rivolto alla "Grande Madre", quella dea Aurora generatrice di vita, partoriente, fecondatrice, divinita' del mattino da cui "prende vita il giorno". Il valore e il significato di questa mostra sono aperti a diverse interpretazioni e perfino a qualche provocazione. Il senso pero' e' contenuto nelle parole del curatore Pierluigi Amen, storico dell'arte: "L'intera rappresentazione del ciclo e' un inno alla vita, l'aurora della maternita' e la sua espressione nel procedere del cammino umano fino a giungere ai nostri giorni. Cio' che racconta Schifano e' intrinseco in ognuno di noi: tornare alle origini, riconoscersi nell'altro in quanto tutti figli della grande madre come bimbi nelle braccia delle "matres matutae" che sono accoglienti per tutti, senza distinzioni sociali e per l'intero corso del tempo".
Roma - "Shenker Culture Club" - Piazza di Spagna, 66
Mostra aperta al pubblico dal 6 giugno al 15 ottobre 2008
Ufficio Stampa: Studio Nobile Scarafoni
Via della Croce, 44 Roma ph 06.69925096/104
Articolo successivo

