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L'ARTE CONTEMPORANEA SOFFRE LA CRISI? PER GLI ESPERTI NON E' VERO

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LARTE CONTEMPORANEA SOFFRE LA CRISI? PER GLI ESPERTI NON E VERO

12:58 03 LUG 2010

E' polemica tra gli esperti di arte contemporanea: la crisi economica sta facendo soffrire anche questo mercato? Secondo una ricerca condotta da Ispo, per l'osservatorio Terna sull'arte contemporanea, sono sempre meno gli italiani che si dicono interessati a quadri e sculture. Gli amanti dell'arte in tutte le sue forme erano 17,5 milioni nel 2008 - circa il 35% della popolazione - e sono scesi a 13,5 milioni nel 2010; ancora piu' drastico, afferma l'Ispo, il calo dei patiti della contemporanea, dimezzati in due anni, da 9 a 4,5 milioni. "Questi dati non sono fondati" polemizza l'art consultant Francesco Cascino" e lo dimostrano le indicazioni ufficiali riportate dal Sole 24ore e dall'Universita' Bocconi. Si puo' senz'altro affermare che l'intero settore dell'arte nel biennio 2007-2008 sia stato il primo business del pianeta, superando il fatturato del settore immobiliare". La pensa cosi' anche Pepi Marchetti Franchi, direttrice della prestigiosa Galleria Gagosian di Roma, convinta che il mercato dell'arte continui a tirare, a paragone di una situazione finanziaria debole. "Sono sorpresa" dice all'Agi, "non so su quale campione si basino i sondaggi Ispo, ma il nostro osservatorio e' diverso, e sicuramente non e' concentrato solo sull'arte contemporanea italiana. Mi sembra che le aste internazionali frequentate anche da italiani abbiano dato negli ultimi mesi dei risultati molto forti. E' evidente" prosegue Marchetti "che questo settore ha avuto un periodo di correzione dopo gli anni 2005-2007 che avevano visto un po' di schizofrenia. Ma nelle aste di maggio ci sono stati moltissimi record". Cascino non ha dubbi. Considerando anche l'ottimo risultato delle vendite alla Mostra Mercato di arte contemporanea di Basilea di meta' giugno, si puo' dire che questo settore sta riscutendo un successo oltre le aspettative: il 2009 ha fatto registrare un incremento del 30% del fatturato di vendite d'arte contemporanea rispetto al 2008.

Ma c'e' di piu'. Le tre case d'asta piu' grandi del mondo, Christie's, Sothesbys e Phillips de Pury hanno guadagnato soltanto in una settimana una somma pari all'intero fatturato del 2009, e cioe' 1,1 miliardi di dollari. E allora perche' si parla di crisi? "I curatori attuali del premio Terna" argomenta Cascino "negli anni hanno indicato sul palcoscenico della cultura visiva una serie di artisti che si sono rivelati senza qualita', non avendo ricevuto riconoscimento ne' dal mercato ne' dal sistema dei musei. Quindi il valore economico di questi artisti e' sceso, ma questo e' diverso dal dire che c'e' una crisi in atto. Si puo' invece affermare tranquillamente che la crisi globale ha aiutato il settore dell'arte a fare un'attenta selezione delle opere e delle idee migliori, separando la decorazione dalla vera arte". A parere di Pepi Marchetti "l'arte contemporanea puo' essere considerata bene rifugio e il mercato delle aste ha dimostrato che c'e' una tenuta dell'arte contemporanea rispetto al mercato azionario. I ribassi visti in borsa non si sono mai visti nel mercato dell'arte. La mostra mercato di Basilea puo' essere considerata un termometro ed e' andata benissimo, sia per l'interesse del pubblico, sia per come questo interesse si e' concretizzato".